Smart Road Enforcement Autovelox, via libera all'omologazione per i modelli dal 2017 Laura Biarella 21 March 2025 Automotive Cds Mobility Sicurezza Il draft del decreto attuativo MIT sugli autovelox è stato inviato a Bruxelles, con deadline al 24 giugno per sollevare osservazioni. I dispositivi di rilevazione della velocità approvati dal 13 agosto 2017 in avanti saranno considerati automaticamente omologati e restare attivi, senza necessità di altri adempimenti. Draft del decreto Come anticipato in una interrogazione parlamentare l’11 febbraio scorso, presso la IX Commissione Permanente Trasporti, poste e telecomunicazioni alla Camera, lo schema del decreto ministeriale per l’omologazione del prototipo, la taratura e le verifiche periodiche di funzionalità dei dispositivi e sistemi per l’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità, stabilisce in sostanza che verranno considerati automaticamente omologati tutti i dispositivi di rilevamento della velocità dal 13 agosto 2017. Il provvedimento consta di 7 articoli e di 2 allegati (allegato A e allegato B), che ne costituiscono parte integrante: Art. 1. Oggetto e ambito di applicazione Art. 2. Omologazione Art. 3. Caratteristiche e requisiti dei dispositivi e sistemi di controllo Art. 4. Taratura e verifiche di funzionalità in fase iniziale e periodica Art. 5. Controlli di conformità Art. 6. Disposizioni transitorie Art. 7. Abrogazioni e disposizioni finali Allegato A: caratteristiche e requisiti che devono possedere dispositivi o sistemi nonché procedure per l’omologazione del prototipo, la taratura e le verifiche di funzionalità Allegato B: elenco dei dispositivi o sistemi che, approvati ai sensi del DM 282/2017, sono da ritenersi omologati in quanto rispettano le disposizioni di cui al Capo 1 dell’Allegato A Oggetto del d.m. autovelox E’ l’omologazione dei dispositivi o sistemi, intendendo includere in tale processo tutte le operazioni di taratura e di verifiche di funzionalità che vengono eseguite nelle tre fasi in cui si articola il ciclo di vita di detti dispositivi: omologazione del prototipo; taratura e verifiche iniziali dei singoli dispositivi; taratura e verifiche periodiche dei singoli dispositivi. Fermo restando che i requisiti e le prove richieste per l’omologazione di dispositivi o sistemi ricalcano quanto previsto dal DM 282/2017, è stato chiarito che il procedimento omologativo sarà rafforzato con la previsione di chiedere la certificazione di qualità ai produttori (ISO 9001) e la possibilità di condurre ispezioni da organismi autorizzati dal Ministero, previamente accreditati da Accredia, così da rendere quanto più possibile rispondente la conformità del singolo dispositivo prodotto al prototipo omologato. I dispositivi dal 2017 Per quelli allineati alla disciplina del 2017, almeno per quanto si ipotizza, non sorgerà problema, mentre gli altri dovranno seguire un doppio binario. Chi è in possesso della documentazione che comprova che il rilevatore è compliant alle disposizioni del 2025 (rectius, 2017), avrà a disposizione 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto MIT per inoltrarla allo stesso dicastero. I rilevatori pre 2017 Diversamente, per i dispositivi pre 2017, scatta l’inutilizzabilità, restando salva la riaccensione dopo aver superato con esito positivo un nuovo test. Il produttore avrà infatti 6 mesi di tempo per inoltrare istanza di omologazione al MIT, comprovando la conformità del rilevatore alla disciplina, tramite documentazione. Dopodichè il MIT dovrà esprimersi nell’intervallo di 60 giorni. Ove il riscontro risulti positivo, col decreto di omologazione il dispositivo potrà essere posizionato e funzionante in strada. LEGGI ANCHE Autovelox, in arrivo il decreto MIT sull’omologazione Il focus dei ricorsi si sposta Il decreto ministeriale avrà efficacia evidentemente retroattiva, perlomeno sulla data di conformità alla disciplina, andando così a coprire i dispositivi dal 2017 in avanti. Ragion per cui il focus dei ricorsi si potrebbe spostare sui verbali elevati tramite apparecchi datati prima di tale anno e non aggiornati ai sensi del procedimento prescritto dal decreto MIT. Ma, per il momento, resta un’ipotesi.