Legal Alcolock, dal costo all’installazione: i primi nodi da sciogliere sul dispositivo di sicurezza alla guida Redazione 25 March 2025 A breve, nelle auto degli italiani, potrebbe arrivare l’alcolock, il nuovo dispositivo contro la guida in stato di ebbrezza. Ecco i primi nodi da sciogliere L’alcolock è pronto a diventare realtà . Il governo italiano ha trasmesso tutta la documentazione necessaria all’ Unione europea, che ora dovrà esprimere un suo parere. Se non ci sarà nulla in contrario, da luglio il dispositivo potrebbe essere installato sulle auto e i camion circolanti in Italia. Si tratta di uno strumento previsto dal nuovo Codice della Strada, che viene installato sui veicoli di chi ha ricevuto la sanzione per guida in stato di ebbrezza. Oltre alla multa amministrativa e alla sospensione della patente, per chi avrà un tasso alcolemico superiore agli 0,8 gr/l nel sangue, l’alcolock sarà dotazione obbligatoria per due anni. Che diventano tre nel caso l’autista avesse 1,5 gr/l. Dunque questo dispositivo, a breve, può entrare nelle auto degli italiani. In pratica non consente l’accensione del motore se prima non si soffia all’interno di un boccaglio, che deve rilevare se il tasso alcolemico è nei parametri consentiti. Serve a combattere la recidiva, insomma, di chi ha ricevuto la sanzione per guida in stato di ebbrezza. Ma se davvero, nel giro di qualche mese, entrasse in vigore a tutti gli effetti, c’è da risolvere ancora qualche perplessità . Italia, i dubbi sul nuovo alcolock: rischio oneri anche per chi è innocente Alcolock, dal costo all’installazione: i primi nodi da sciogliere sul dispositivo di sicurezza alla guida LEGGI ANCHE Decreto autovelox, il MIT fa dietrofront Per esempio, sull’installazione. L’alcolock si collega direttamente con l’avviamento del veicolo, dunque ha bisogno di uno specifico lavoro che, secondo le intenzioni del Ministero dell’Interno, dovrebbe essere effettuato da apposite carrozzerie autorizzate. Un primo nodo che si presenta è proprio questo. Perché, fanno sapere le associazioni del settore, sono le case costruttrici a scegliere quali autofficine potranno procedere con l’installazione e i successivi controlli di corretto funzionamento. La verifica della corretta manutenzione, infatti, è uno degli obblighi del conducente. Ogni marchio, o gruppi di marchi, si appoggeranno a carrozzieri di loro preferenza. E questo ostacolerebbe il libero mercato. In seguito ci sono i costi di installazione dell’alcolock. Che, secondo quanto previsto, dovrebbero essere interamente a carico del cittadino sanzionato. Che, quindi, dovrebbe spendere circa 2.000€ per il lavoro, a cui si aggiungerebbero gli oneri di manutenzione e dell’acquisto dei boccagli monouso. Il che, comunque, è corretto dal punto di vista disciplinare: la responsabilità e l’onere cade su chi ha commesso l’infrazione. Ma una problematica potrebbe emergere laddove ci sia un solo veicolo condiviso da più persone. In un’auto familiare, per esempio, l’alcolock bloccherebbe la partenza a ogni autista in grado di guidare. Quindi anche a chi non ha ricevuto la sanzione. Il che farebbe lievitare i costi per i boccagli monouso e per l’eventuale usura dello strumento, penalizzando chi è innocente. Infine, un altro possibile disagio è rappresentato dal sigillo che ne deve impedire la manomissione. Questo dispositivo è utile per evitare inganni o imbrogli, ma potrebbe anche danneggiarsi per errore. E questo potrebbe far ricadere erroneamente la responsabilità sull’autista laddove non l’abbia effettivamente fatto di proposito. Si tratta di nodi e dubbi che vanno sciolti riguardo l’alcolock, strumento che sta per fare il suo ingresso nel mondo della viabilità in Italia.