Italia, missione energia pulita per le Pmi: incentivi di 320 milioni del Governo per l’autoproduzione da fonti rinnovabili

Italia, missione energia pulita per le Pmi: incentivi di 320 milioni del Governo per l’autoproduzione da fonti rinnovabili

Più energia pulita autoprodotta dalle Pmi d’Italia, il Governo stanzia 320 milioni di euro di incentivi per la costruzione di impianti fotovoltaici e mini-eolici. Ecco come e quando richiederli

Gli obiettivi del Governo italiano sono sempre di più convergenti verso la transizione energetica del Paese. Il traguardo è rendere l’Italia più indipendente a livello di fonti e a ridurre considerevolmente le emissioni. Anche per questo, dopo il rinnovo dell’ecobonus per motocicli e ciclomotori, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy sta per aprire il nuovo bando di incentivi energetici. Il piano si chiama “Sostegno per l’autoproduzione di energia da Fonti Rinnovabili nelle Pmi – FER” e prevede un contributo in conto impianti.

Infatti dalle 12.00 del 4 aprile, e fino alla stessa ora del 5 maggio 2025, le Piccole e Medie Imprese potranno richiedere le agevolazioni per costruire impianti fotovoltaici e mini-eolici, di modo da autoprodurre energia per il loro fabbisogno, oppure anche in eccesso, con i sistemi di accumulo e stoccaggio dietro il contatore per autoconsumo differito.

Per impianti mini-eolici si intendono quelli di piccola taglia che, grazie alle ridotte dimensioni, possono essere installati su edifici esistenti o su coperture di strutture pertinenziali destinate in modo durevole al servizio dei predetti edifici.

Le risorse stanziate dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy sono 320 milioni di euro. Di questi, il 40% riservato alle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Un altro 40% alle micro e piccole imprese.

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Chi ha diritto alle agevolazioni, infatti, sono le Pmi che operano sul territorio d’Italia, ad esclusione delle imprese che operano nel settore carbonifero e della produzione primaria di prodotti agricoli e della pesca e dell’acquacoltura. Anche chi produce, vende o noleggia veicoli può richiedere gli incentivi, ma solo se i ricavi lordi della sua attività derivano almeno per il 50% dalla vendita di mezzi a zero emissioni. Escluse totalmente le industrie ad alta intensità energetica, le grandi imprese e quelle ad elevata emissione di CO2.

Le agevolazioni saranno concesse dopo una procedura di valutazione e per investimenti non inferiori a 30.ooo €, fino a un massimo di un milione. Per ogni tipologia di intervento, verrà erogato il 30% del totale alle medie imprese, il 40% alle piccole e micro imprese. Ci sarà inoltre un 30% per l’eventuale componente aggiuntiva di stoccaggio di energia elettrica.

E gli incentivi copriranno il 50% delle spese per la diagnosi energetica, che è un passaggio obbligatorio della procedura per ottenere l’erogazione. La diagnosi è conforme a quanto stabilito dal decreto del 13 novembre 2024.

Come stabilito, invece, dal decreto del 14 marzo 2025, la domanda di agevolazione deve essere presentata esclusivamente in formato elettronico, utilizzando la piattaforma informatica messa a disposizione nella sezione dedicata del sito internet del Soggetto Attuatore (www.invitalia.it). Le Pmi devono ultimare i programmi di investimento entro 18 mesi dalla concessione delle agevolazioni.