Stop al decreto autovelox, il Ministro spiega le ragioni

Stop al decreto autovelox, il Ministro spiega le ragioni

Il Ministro dei Trasporti, in un question time il 26 marzo alla Camera, ha fornito chiarimenti in ordine ai tempi di adozione del decreto interministeriale in materia di requisiti tecnici di omologazione degli autovelox

Question time alla Camera

Il deputato Andrea Dara ha formulato l’interrogazione al Ministro dei Trasporti, esordendo che gli autovelox sono strumenti utili per limitare gli incidenti nelle zone più sensibili e a rischio nelle strade, e rappresentando che, tuttavia, occorre evitare che si trasformino in un’ingiusta vessazione nei confronti degli automobilisti.

Lo stesso deputato ha sottolineato che recenti pronunce della Corte di cassazione hanno stabilito una netta distinzione tra dispositivi omologati e semplicemente approvati, chiarendo che soltanto i primi sono idonei per le eventuali sanzioni.

Rivolgendosi al Ministro, ha evidenziato che “si è prontamente attivato per chiarire finalmente la disciplina, istituendo un tavolo tecnico per definire, dopo anni di inerzia, procedure e criteri uniformi per l’omologazione dei dispositivi”.

Quindi, ha rilevato che è stato predisposto uno schema di decreto, sul quale, da quanto si è appreso da organi di stampa, sono in corso approfondimenti tecnici.

Pertanto, ha chiesto di sapere lo stato dell’iter del decreto, definendolo necessario per definire regole certe, e, allo stesso tempo, per tutelare i cittadini dalle vessazioni ingiuste.

Le spiegazioni del Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti

Il Ministro ha rilevato che, dai dati forniti da Polizia stradale e Carabinieri, relativi ai primi 3 mesi di entrata in vigore del correttivo al codice della strada, rispetto agli stessi 3 mesi dell’anno scorso, si sono registrati 61 morti e 800 feriti in meno.

Poi ha spiegato che “l’autovelox in vie strette, ad alto tasso di incidentalità, in prossimità di ospedali, di asili, di case di riposo, di scuole, è sacrosanto.

L’autovelox furbetto, mal segnalato, utilizzato per ripianare i debiti di bilancio del comune è un altro paio di maniche.

È una tassa occulta sulla pelle di lavoratrici e lavoratori.

Noi abbiamo approvato 2 decreti che mettevano chiarezza sul tema e abbiamo trasmesso alla Commissione europea lo schema di decreto”.

Le intercorse pronunce sugli autovelox

“Cosa è successo nel frattempo?”

Ha domandato il Ministro ai presenti, durante l’intervento.

“Il 14 marzo la Corte di cassazione ha adottato una nuova pronuncia che accerta un quadro preoccupante, cioè la presenza di dispositivi privi non solo dei requisiti di omologazione, ad oggi ancora mancanti, ma anche dei requisiti minimi di approvazione richiesti a normativa vigente.

Di fronte a questa situazione di totale incertezza, cosa ho fatto?

Ho ritenuto necessario sospendere l’adozione del decreto, ritirare la notifica alla Commissione europea, per accertamenti tecnici finalizzati a un preventivo censimento dei dispositivi in uso”.

L’invocata “operazione trasparenza”

Il Ministro ha quindi spiegato che “non si sa quanti e quali autovelox ci siano sulle strade italiane.

Con la collaborazione del Ministero dell’Interno e dell’ANCI, intendo quindi eseguire una “operazione trasparenza”, una ricognizione di tutti i dispositivi di controllo della velocità attualmente in uso.

Serve, infatti, accertare che il numero dei dispositivi effettivamente utilizzati rispetti i regimi di approvazione.

Tale ricognizione ci consentirà finalmente di approfondire le verifiche amministrative sulla presenza di eventuali dispositivi totalmente non conformi alle regole di approvazione.

Solo alla luce di tali dati, inoltre, potremo capire l’impatto effettivo delle nuove regole di omologazione sulle esigenze di utilizzo di tali dispositivi per finalità di sicurezza stradale.

Insomma, è una grande operazione di trasparenza che in Italia si attendeva da tempo.

Autovelox per salvare vite assolutamente sì.

Autovelox furbi o non omologati, che sono un’ulteriore tassa su lavoratrici e lavoratori, assolutamente no”.

Sicurezza e certezza per il deputato Dara

Il deputato Dara ha replicato dichiarando di essere soddisfatto della risposta, evidenziando che il tema è annoso, ed è esploso soprattutto dal 2000 in poi, e dal 2005 quando c’è stata un’installazione importante di autovelox sul territorio nazionale.

Al contempo ha chiosato che “È giusto considerare la sicurezza dei cittadini, perché quella è importante.

Dall’altro lato, però, dobbiamo dare certezza anche ai cittadini e agli automobilisti che sono vessati in continuazione da autovelox installati in zone non consone, come diceva lei.

Secondo i dati che ci riporta la stampa, si parla di circa 11.500 autovelox installati. È giusto fare una revisione, quindi ben venga questa ricognizione sul territorio perché dobbiamo dare risposte certe ai nostri cittadini”.

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