Esg Multe per emissioni auto, l’Europa fa slittare ancora l’emendamento per le case costruttrici. La situazione Redazione 30 March 2025 L’Europa temporeggia ancora sull’alleggerimento del rischio multe per le eccessive emissioni auto a danno delle case costruttrici del continente. Il settore già sta vivendo una crisi Slitta ancora l’emendamento sulle multe alle case costruttrici di auto europee in caso di produzione di nuovi veicoli con emissioni che superano il tetto dei 93,6 grammi di CO2 per chilometro, calcolati sulla media dell’intera flotta. Era una misura molto attesa dalle industrie automobilistiche del Vecchio Continente, alle prese con una crisi produttiva e di vendita. E con l’arrivo dei prossimi dazi del 25% da parte degli Stati Uniti sulle auto importate. Altra mannaia non indifferente per i marchi europei. Ma questo non ha spinto, per il momento, L’Europa a firmare questo emendamento, atteso proprio per fine marzo. In pratica la Commissione aveva ipotizzato di calcolare le emissioni delle auto di nuova produzione non più su base annuale, ma triennale. Così, per le multe sui veicoli freschi di fabbrica, il calcolo verrebbe fatto comprendendo quelli dal 2025 al 2027. Il vantaggio per i produttori è lampante: tre anni per adeguarsi agli standard voluti dalla Ue e non uno solo danno molto più tempo per fare ricerca e per produrre mezzi che equilibrino, al ribasso, le emissioni del parco. Europa, multe per emissioni auto su base triennale: l’emendamento non passa ancora. Pressione dalle case produttrici Multe per emissioni auto, l’Europa fa slittare ancora l’emendamento per le case costruttrici. La situazione LEGGI ANCHE Venezia, manutenzione stradale con i soldi delle multe: l’esempio virtuoso del Comune. L’elenco dei lavori Il provvedimento non è a rischio, ribadisce la Commissione, ma dietro le quinte la pressione del comparto è alta. Ulteriori perdite di capitale per via di multe da parte dell’Europa sarebbe un colpo fortissimo per le case costruttrici del Vecchio Continente. Questo emendamento era già preso in considerazione quando, il 5 marzo, Ursula von der Leyen aveva presentato il piano della rivoluzione dell’automotive in Ue. Che prevede una sterzata decisa verso l’elettrico e le emissioni zero. A scapito, però, dei marchi europei, che ancora non sono abbastanza competitivi nel ramo della mobilità su gomma sostenibile. In un mercato che, ad oggi, è in crisi di vendite. Per cui l’emendamento risulta essere piuttosto urgente per i produttori di auto del Vecchio Continente. Ma ancora la Commissione Europea temporeggia. Sul tavolo c’è anche un’ulteriore carta per alleggerire il peso delle norme green a carico dell’industria: l’esecutivo di von der Leyen valuta di concedere ai costruttori la possibilità di dichiarare una sola volta, nel 2027, l’intenzione di stringere alleanze e presentarsi come un unico blocco industriale per aggirare i target di taglio delle emissioni, evitando un logorante obbligo di notifica annuale