Legal Veneto, quota più bassa in Italia di dipendenti comunali pro capite. Per le smart city è anche un problema. L’analisi Redazione 02 April 2025 In Veneto la quota pro capite più bassa in Italia di dipendenti comunali, ma questo non favorisce del tutto il progresso smart dei territori Il Veneto è la quinta regione in Italia per numero di dipendenti comunali, 24.054, dietro solo a Lombardia, Lazio, Sicilia ed Emilia Romagna. Ma, in realtà, è ultima per la quantità impiegati nei municipi pro capite. Sono 4,99 su 1000 abitanti, media regionale, secondo l’ultimo report “Il personale dei comuni italiani, edizione 2025“. Il che significa che, nella Regione di Venezia, lavoratori dei Comuni ce ne sono, ma troppo pochi per la popolazione dell’area. Un dato che, però, non è automaticamente sintomatico di una buona situazione per i paesi e le città coinvolte, in relazione al progresso tecnologico verso le smart city. Perché, da un lato, potrebbe voler dire che la digitalizzazione è buona e quindi c’è meno bisogno di lavoro umano. Ma moltissime realtà del Veneto, soprattutto le località più piccole o montane, dimostrano che non è così. Meno dipendenti comunali significa anche intasamento negli uffici di pratiche che umanamente chi ci lavora non riesce a sbrigare velocemente. Questo avviene, per esempio, quando ci sono bandi del Pnrr, pratiche burocratiche, approvazioni necessarie a progetti che potrebbero migliorare le realtà a livello economico, energetico, ambientalistico o di mobilità. In assenza, però, di impiegati d’ufficio o tecnici come architetti, geometri o ingegneri comunali, i vari progetti rischiano di rimanere bloccati a lungo. Oppure di non vedere nemmeno la luce. Un danno per tutte le realtà, in particolare i paesi di dimensioni ridotte. Veneto, 4,99 impiegati comunali ogni 1000 abitanti: quota più bassa d’Italia. Il progresso smart ne risente Veneto, quota più bassa in Italia di dipendenti comunali pro capite. Per le smart city è anche un problema. L’analisi LEGGI ANCHE Digitalizzazione PA, i dati parlano chiaro: c’è ancora divario tra Nord e Sud In assenza di servizi super efficienti dal punto di vista della digitalizzazione e automazione, la carenza di dipendenti comunali è un ostacolo per il progresso delle città. La razionalizzazione dei costi, che ha previsto accorpamenti o accentramenti dei servizi, ha portato a carenze in varie realtà, in particolare quelle più periferiche, montane o meno abitate. Tra il 2007 e il 2023 è diminuito del 28,7% il totale dei dipendenti comunali in Veneto. Una quantità considerevole di cui si risente la mancanza. La difficoltà sta, innanzitutto, nel reperire forza lavoro, perché gli stipendi, mediamente, non sono invitanti. O lo sono meno di quelli negli uffici centrali, provinciali, regionali o statali che siano. E dunque chi cerca una professione si rivolge più volentieri ad altri enti. Dunque si creano dei vuoti di mansioni che poi vanno a sovraccaricare di lavoro i dipendenti comunali che già ci sono. A fronte di un’amministrazione che non è ancora abbastanza smart, la carenza di impiegati nei municipi impedisce la crescita dei Comuni. Non permettendo, dunque, di stare al passo con l’evoluzione e il progresso, anzi creando un’immobilità controproducente.