Enforcement Smart Road Sinistrosita' stradale a Roma, i dati del Rapporto sulla mobilità 2025 Maurizio Carv... 11 November 2025 Sicurezza Lo scorso 24 settembre, nella suggestiva sede dello Stadio di Domiziano, è stato ufficialmente presentato il 7° Rapporto sulla mobilità a Roma. Uno sguardo a 360° relativo all’anno 2024 sul fenomeno della mobilità nella Capitale, una realtà intesa nella più ampia accezione possibile. Articolato su sei sezioni, il Rapporto sulla mobilità a Roma, come scrive nell’introduzione la Presidente e Amministratrice Delegata di Roma Servizi per la Mobilità Anna Donati, «racconta gli effetti sul sistema urbano delle politiche di mobilità intraprese dall’Amministrazione Capitolina». È ciò offrendo, attraverso diversi strumenti quali immagini, grafici, tavole e commenti testuali, una fotografia quanto mai puntuale e attuale della città di Roma in relazione all’annosa questione della mobilità. Una questione analizzata attraverso diversi punti di vista che vanno dall’esame dettagliato del parco autoveicoli circolante, anche in rapporto a quello di altre città italiane, allo sviluppo della rete dei mezzi pubblici di superfice e non, passando per altre tematiche quali la mobilità sostenibile, con particolare attenzione alla mobilità condivisa e alla ciclabilità, o la drammatica realtà degli incidenti stradali, una piaga che affligge non solo Roma ma la maggior parte delle città italiane. Sinistrosità Proprio quest’ultima tematica rappresenta uno dei capitoli più significativi e controversi di tutto il Rapporto sulla Mobilità 2025, la cui prima edizione risale al 2019. Si tratta, in vero, di uno studio molto approfondito del fenomeno della sinistrosità stradale a Roma, dalla cui analisi, specie riguardo al numero delle vittime e dei feriti, emerge una realtà ancora drammatica, nonostante alcuni timidi segnali in controtendenza che infondono qualche piccola forma di ottimismo per il futuro. Le dimensioni del problema tra luci e ombre Se il buongiorno si vede dal mattino, allora il primo dato relativo all’analisi del fenomeno dell’incidentalità a Roma fa un minimo sperare. Se, infatti, nel 2024 il numero dei sinistri verificatisi sulle strade della Capitale, considerando solo quelli da cui sono derivati feriti e morti, è purtroppo aumentato di oltre 1100 unità (nel 2023 gli incidenti erano stati 12817; nel 2024, 13924) è pur vero che il numero dei morti è, invece, diminuito, passando dalle 154 vittime di due anni fa alle 134 dello scorso anno, venti persone in meno, corrispondente a un meno 13%, numeri non proprio marginali. Indice di gravità A questo dato si aggiunge quello relativo all’indice di gravità (inteso come rapporto tra i decessi e la somma di decessi e feriti) che è passato da un valore di 0,95 nel 2023 a 0,77 nel 2024. Un decremento ancora più significativo se tale dato viene analizzato su un periodo più lungo, quello relativo al decennio 2014-2024, essendo pari a un confortante -10,5% Meno morti, dunque, sulle strade romane nel corso del 2024 ma la Capitale, purtroppo, rimane sempre al primo posto nella poca invidiabile classifica relativa al tasso di mortalità. Con quasi 5 morti ogni 100.000 abitanti, Roma si pone al vertice tra le maggiori città italiane, distanziando nettamente realtà quali Napoli, Palermo e Milano. Riguardo al numero dei feriti complessivi Roma, nel 2024, nonostante un dato comunque in crescita rispetto al 2023 (17.195 feriti contro 16.023 dell’anno precedente, un più 17%) si è posizionata dietro Genova, la città con il tasso più alto (poco più di 800 feriti ogni 100.000 abitanti) Firenze e Milano, un quarto posto tra le città più popolate d’Italia dovuto a poco più di 600 feriti ogni 100.000 abitanti. Dinamiche e categorie In merito alla dinamica degli scontri stradali, la parola “incidente”, se possibile, sarebbe meglio evitarla perché semanticamente riporta al caso fortuito. Il primato spetta, come sempre, allo scontro frontale-laterale, non solo il più frequente ma anche uno dei più drammatici per le conseguenze sugli occupanti dei veicoli. In questa drammatica classifica, significativo è il dato relativo agli investimenti di pedoni. Nel corso del 2024 la percentuale di questa particolare tipologia di sinistro, considerando solo quegli scontri con danni a persone, è pari al 14.6%, un dato in crescita rispetto al 13.9% del 2023. Il fenomeno dei pedoni investiti a Roma Proprio l’ambito dei pedoni oggetto di scontri stradali è uno di quelli maggiormente affrontati dal Rapporto sulla mobilità 2024 con un quadro complessivo emergente tutto da esaminare. Sia riguardo al numero dei morti che a quello dei feriti, il 2024, registra, purtroppo, dati in crescita. Lo scorso anno, infatti, i pedoni rimasti feriti sulle strade capitoline sono stati 2161 pedoni, ben 138 in più rispetto al 2023. Non meno confortante è anche il dato relativo ai decessi dei pedoni, 49, nel 2024, contro i 44 dell’anno precedente. Quasi la metà dei pedoni deceduti, 24 su 49, ha più di 65 anni e di questi una significativa percentuale è ancora più anziana. Si tratta, come facilmente intuibile, dei soggetti più vulnerabili su strada, sulla base di diversi, acclarati fattori. La minore mobilità fisica, la ridotta capacità visiva, la non sempre adeguata percezione del rischio sono tutti fattori che espongono i pedoni anziani a rischi maggiori rispetto a quelli in cui, di norma, incorrono i pedoni più giovani. Ciò in un generale contesto in cui il pedone viene avvertito da molti conducenti di veicoli come un fastidio e non come un soggetto da tutelare, specie se anziano. Interessante è anche l’analisi del genere dei pedoni rimasti feriti o, peggio ancora morti. Se relativamente ai pedoni rimasti feriti la prevalenza delle donne sugli uomini, 57.9% contro 42.1% è piuttosto netta, nel caso dei pedoni deceduti, la realtà è esattamente ribaltata, con una vistosissima preponderanza degli uomini sulle donne, 77.6% contro 22.4%. Sia per il caso dei feriti che per quello dei morti la ripartizione per genere è sostanzialmente in linea con la realtà relativa alle prime sette città italiane. Non solo ombre, per fortuna In sintesi, il quadro che emerge dalla sicurezza stradale, relativamente al 2024, non è poi totalmente fosco. Per la prima volta, infatti, a Roma il numero dei decessi per sinistri stradali è finalmente diminuito, dopo diversi anni in cui, invece, tale dato è stata costantemente in crescita. Un 13% in meno di morti complessivi è un dato importante, perché anche un morto in meno sulle strade è comunque un successo che deve incoraggiare per il futuro, stimolando l’incremento di misure specifiche quali tutor, velox, photored (sistemi per la rilevazione tecnologica ai semafori del passaggio con il rosso) semafori Count down. Ma anche nuovi interventi sui black point da mettere in sicurezza, incremento degli attraversamenti pedonali luminosi, nuove Zone 30 e strade a 30 km. E, soprattutto, massicce campagne di educazione ed informazione al rispetto delle regole stradali. Perché la strage che annualmente si verifica sulle strade italiane può essere fermata solo mutando l’atteggiamento di tutti gli utenti della strada. È necessario comprendere che l’osservanza delle regole non è una scelta ma un obbligo che salva vite che evita continue tragedie. Maurizio Carvigno