Dazio UE sui piccoli pacchi, svolta per e-commerce e smart city

Dazio UE sui piccoli pacchi, svolta per e-commerce e smart city

Dal 1° luglio 2026 entrerà in vigore un dazio doganale fisso di 3 euro su tutti i piccoli pacchi extra-UE sotto i 150 euro. La misura, approvata dal Consiglio dell’UE, mira a contrastare concorrenza sleale, rischi per la sicurezza dei consumatori e frodi legate all’e-commerce internazionale.

Dazio UE sui piccoli pacchi

Il Consiglio dell’Unione Europea ha deciso di introdurre un dazio doganale fisso di 3 euro su ogni pacco di valore inferiore a 150 euro proveniente da Paesi extra-UE.

La misura, operativa dal 1° luglio 2026, rappresenta un passo cruciale per regolare il boom delle spedizioni online e garantire maggiore equità tra venditori europei e piattaforme globali come Shein e Temu.

Nuovo equilibrio per il commercio digitale

Negli ultimi anni, l’Europa ha registrato un’esplosione di micro-spedizioni: oltre 4,6 miliardi di pacchi sotto i 150 euro nel 2024, quasi il doppio rispetto al 2023.

La maggior parte di questi ordini proviene dalla Cina, alimentando un flusso che ha messo sotto pressione sistemi doganali e logistici.

Il dazio fisso di 3 euro è pensato come misura temporanea fino all’entrata in vigore del regime permanente concordato nel novembre 2025.

Impatti su consumatori e piattaforme

Per i consumatori il dazio potrebbe tradursi in un lieve aumento dei prezzi finali, ma con benefici in termini di sicurezza e trasparenza.

Lato venditori dell’UE, si avrà maggiore tutela contro la concorrenza sleale di marketplace extra-UE che finora godevano di esenzioni.

Le piattaforme globali sono colpite direttamente, dovranno adeguare i propri modelli di business e logistica.

Il dazio si applicherà a ciascun articolo della spedizione, secondo la classificazione tariffaria, e riguarderà i venditori registrati nell’Import One-Stop Shop (IOSS), che già gestisce l’IVA per il commercio elettronico.

Smart city e governance digitale

Per le città intelligenti, la misura ha un impatto indiretto ma significativo:

  • sostenibilità: riduzione del traffico di micro-spedizioni e delle emissioni legate alla logistica,
  • sicurezza urbana: maggiore controllo sulla qualità dei prodotti importati, con ricadute positive sulla salute pubblica,
  • equità economica: rafforzamento del tessuto commerciale locale, elemento chiave per la resilienza delle smart city.

Il dazio doganale sui piccoli pacchi non è solo una questione di commercio internazionale, bensì rappresenta il tassello di una più ampia strategia europea per regolare l’e-commerce, tutelare i consumatori e favorire la competitività interna.

Dal 2026, le smart city europee dovranno integrare questa novità nelle proprie politiche di mobilità, sostenibilità e governance digitale.