Roma guarda al futuro: bando per la trasformazione digitale. La cifra

Roma guarda al futuro: bando per la trasformazione digitale. La cifra

Roma Capitale ha indetto un bando per promuovere la trasformazione digitale nelle imprese e nelle start up. Ecco come accedere

Un bando per promuovere la trasformazione digitale. Roma si muove in questa direzione per favorire l’innovazione tecnologica delle imprese e delle start up del territori, con un investimento importante, dal valore totale di 4 milioni di euro.

Si tratta di fondi, quelli messi a disposizione da Roma Capitale, che serviranno a gestire e potenziare le Case dell’Innovazione per promuovere, così, la formazione digitale per i cittadini e le imprese. Ma non solo: anche per sviluppare nuovi servizi smart. Roma vuole essere al passo con i tempi e continuare nella sua transizione tecnologica.

I dettagli del bando di Roma Capitale

Roma guarda al futuro: bando per la trasformazione digitale. La cifra

LEGGI ANCHE Genova, alternativa allo Skymetro in Valbisagno: il progetto entro febbraio. Le ipotesi

A chi è rivolto il bando? Chi parteciperà sarà chiamato – si legge su Roma Today – non solo a erogare servizi, ma anche a gestire e rendere operative le Case dell’Innovazione. Inoltre dovranno essere fatti dei percorsi per accompagnare start up, imprese cittadini, a cui saranno offerti anche percorsi di formazione e capacitazione digitale.

L’assessora alle Attività Produttive, Pari Opportunità e Attrazione Investimenti di Roma Capitale, Monica Lucarelli ha parlato del bando: “Investiamo oltre 4 milioni di euro per trasformare l’innovazione in una leva concreta di sviluppo. Non parliamo di singoli progetti isolati, ma di un’infrastruttura di servizi, competenze e spazi, pensata per accompagnare le imprese romane nel tempo e capace di incidere realmente sui territori. L’innovazione non è neutra: se non viene governata rischia di aumentare le disuguaglianze. Il nostro obiettivo è opposto: rendere il digitale accessibile, diffuso, utile a tutte e tutti. Rafforzare le piccole e medie imprese, sostenere le startup, ridurre i divari territoriali e culturali, anche portando l’innovazione in quartieri come Corviale, costruire una città che non subisce la transizione digitale ma la guida. Abbiamo scelto politicamente di investire sulla capacitazione, oltre che sulle infrastrutture. Competenze, accompagnamento, reti e spazi condivisi diventano così strumenti per uno sviluppo economico più equo, sostenibile e duraturo”.