Ok alla conversione in legge del Decreto Transizione 5.0, come cambia l'industria green

Ok alla conversione in legge del Decreto Transizione 5.0, come cambia l’industria green

La Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva il disegno di legge recante “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 21 novembre 2025, n. 175, recante misure urgenti in materia di Piano Transizione 5.0 e di produzione di energia da fonti rinnovabili”. 

Incentivi per le rinnovabili, digitalizzazione dei processi produttivi e nuovi crediti d’imposta.

Il provvedimento accelera la trasformazione delle città in ecosistemi intelligenti e sostenibili.

L’approvazione del Decreto: un pilastro per l’innovazione

Con l’ok definitivo del 15 gennaio alla Camera dei Deputati sul disegno di legge di conversione del Decreto-Legge 21 novembre 2025, n. 175, l’Italia compie un passo decisivo verso l’attuazione del Piano Transizione 5.0.

Il provvedimento, già approvato dal Senato, mette a sistema risorse cruciali per supportare le imprese nel duplice obiettivo della trasformazione digitale e dell’efficientamento energetico.

Per il settore delle smart city questa notizia rappresenta un segnale forte: non si tratta solo di digitalizzare i processi, ma di rendere l’intero tessuto produttivo e urbano capace di generare e gestire energia da fonti rinnovabili in modo intelligente.

Cosa prevede il Piano Transizione 5.0: i punti chiave

Il cuore del dossier legislativo si concentra su misure urgenti che mirano a superare il vecchio concetto di Industria 4.0, introducendo la variabile della sostenibilità ambientale come requisito d’accesso ai benefici.

  • Credito d’imposta per le rinnovabili: incentivi per l’acquisto di sistemi per la produzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo.
  • Efficientamento dei processi: agevolazioni per software e tecnologie che garantiscano una riduzione certificata dei consumi energetici di almeno il 3% (o del 5% per i processi interessati).
  • Semplificazione burocratica: si punta a velocizzare l’accesso ai fondi PNRR dedicati alla transizione ecologica, riducendo i tempi morti tra la progettazione e l’implementazione delle tecnologie.

Verso un’economia urbana circolare

L’integrazione delle tecnologie 5.0 all’interno del contesto urbano trasforma la città in un organismo resiliente.

Le imprese che operano nel settore di servizi municipali, trasporti ed edilizia intelligente potranno beneficiare delle nuove misure per:

  • Smart Grid e Comunità Energetiche: il sostegno alla produzione di energia pulita favorisce la nascita di configurazioni di autoconsumo collettivo.
  • Monitoraggio IoT: la digitalizzazione dei processi produttivi si traduce, in ambito urbano, in sensori e piattaforme dati in grado di ottimizzare l’illuminazione pubblica e la gestione dei rifiuti.
  • Competitività dei territori: le città che sapranno attrarre investimenti basati sul Piano 5.0 diventeranno hub tecnologici capaci di generare occupazione “green” e ad alto valore tecnologico.

Golden Power

L’articolo 2‑bis rafforza in modo significativo la disciplina del golden power, il sistema di poteri speciali che consente al Governo di tutelare gli asset strategici nazionali nei settori dell’energia, dei trasporti, delle comunicazioni e in altri ambiti sensibili.

Le modifiche introdotte mirano a rendere più efficace il controllo sulle operazioni societarie potenzialmente a rischio, alla luce delle evoluzioni geopolitiche e delle direttive europee sugli investimenti esteri.

Tra le principali novità spicca la previsione che il Governo non possa esercitare i poteri speciali nel settore finanziario finché sono in corso valutazioni da parte delle Autorità europee competenti, come BCE e Commissione UE: un coordinamento che punta a evitare sovrapposizioni e garantire certezza agli operatori.

Inoltre, viene ampliato il perimetro dei rischi rilevanti, includendo esplicitamente la tutela della sicurezza economica e finanziaria nazionale.

Il risultato è un impianto più robusto, pensato per bilanciare l’apertura ai capitali internazionali con la necessità di preservare il controllo pubblico sugli snodi critici del Paese.

Una sfida per imprese e amministrazioni

La sfida si sposta sulla capacità delle imprese e delle amministrazioni locali di collaborare per mettere a terra i progetti.

La Transizione 5.0 non è solo una norma tecnica, ma il motore economico di una società più interconnessa, efficiente e rispettosa dell’ambiente.