Genova, nuovo piano di sharing mobility in città: oltre 2mila mezzi, sì alle bici ma no ai monopattini elettrici. Le novità

Genova, nuovo piano di sharing mobility in città: oltre 2mila mezzi, sì alle bici ma no ai monopattini elettrici. Le novità

Parte a Genova la sperimentazione biennale di un nuovo servizio di sharing mobility per bici, cargo e-bike e scooter elettrici, la città dice no ai monopattini e fissa le regole

Ritorna la sharing mobility a Genova ma sotto una nuova veste. Il Comune ha reso noto di aver avviato un nuovo periodo di sperimentazione di due anni, valido per il 2026 e il 2027, con regole differenti e un’impostazione che vuole puntare maggiormente sui mezzi condivisi e a zero emissioni. Ma Palazzo Tursi intende anche essere più ferreo nel rispetto della sicurezza stradale e del decoro urbano. L’assessore alla Mobilità sostenibile di Genova, Emilio Robotti, ha spiegato che il cambiamento non è altro che

un aggiornamento delle vecchie linee guida che, come Amministrazione, non abbiamo ritenuto sufficientemente adeguate dal punto di vista tecnologico e della diffusione territoriale. Incapace quindi di promuovere realmente la sharing mobility di biciclette, scooter elettrici e cargo e-bike. Oggi partiamo con una sperimentazione di durata biennale: un periodo che ci aiuterà a monitorare gli effetti di questa riforma che rappresenta un tassello di una più ampia strategia di miglioramento della mobilità urbana

Per prima cosa, l’amministrazione ha aperto alla possibilità che coesistano massimo 4 operatori ad erogare il servizio di sharing mobility, per un totale di 2.350 mezzi da offrire alla cittadinanza. Di questi, 2.000 dovranno essere bici, muscolari o elettriche, 300 invece gli e-scooter e 50 le cargo e-bike.

Genova poi ha espressamente detto no a monopattini, segway e hoverboard come mezzi di sharing. Questo sulla falsariga di altre città, come Firenze, che hanno rilevato troppe criticità nel mettere a disposizione i monopattini come veicolo di trasporto (Firenze e sharing mobility, ilComune vira sulle bici e abbandona i monopattini: pericolosi per la sicurezza stradale).

Sharing mobility a Genova, 2.350 mezzi per i cittadini. Nuove regole per la sosta e la fotografia al termine del noleggio: tutto quello che c’è da sapere

Genova, nuovo piano di sharing mobility in città: oltre 2mila mezzi, sì alle bici ma no ai monopattini elettrici. Le novità

LEGGI ANCHE Ok alla conversione in legge del Decreto Transizione 5.0, come cambia l’industria green

Genova vuole dunque promuovere la mobilità condivisa soprattutto grazie alle bici e agli e-scooter, ma servirà rispettare le regole di uso e condivisione degli spazi pubblici. Una delle problematiche maggiormente riscontrate nell’ambito dei mezzi sharing è l’abbandono indiscriminato sulle superfici urbane dei veicoli di spostamento leggeri, anche in questo caso soprattutto per i monopattini. Ha raggiunto ancora l’assessore Robotti:

L’obiettivo è quello di favorire la crescita e la diffusione della mobilità condivisa, con importanti benefici attesi in termini di diminuzione dell’inquinamento e decongestionamento del traffico, nel rigoroso rispetto della sicurezza pubblica e della vivibilità urbana, grazie ad una serie di prescrizioni molto puntuali rivolte agli operatori che andranno a fornire i servizi all’utenza

Per cui innanzitutto sono stati fissati i limiti di 6 km/h di circolazione nel Centro storico e 20 invece nel resto delle aree cittadine. E poi ci saranno nuove stringenti regole per il parcheggio dei mezzi sharing. Nel Centro storico la sosta è consentita esclusivamente nelle aree prestabilite e segnalate. Mentre nel resto della città gli utenti potranno parcheggiare a bordo strada o negli spazi per moto/bici, ma vige il divieto assoluto di sosta sui marciapiedi.

Chi termina il noleggio di una delle bici o e-scooter o cargo e-bike dovrà inoltre scattare una fotografia per dimostrare il corretto posizionamento del mezzo. In caso contrario, l’operatore non dovrà consentire la chiusura della corsa. In ogni caso, gli operatori sono tenuti a rimuovere i veicoli in sosta irregolare o pericolosa entro tempi prestabiliti. Il servizio dovrà essere attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Tutti i mezzi saranno dotati di codice identificativo univoco e GPS.