Legal Smart Road Codice della Strada e smart mobility: La Consulta delimita il reato di guida dopo l’uso di stupefacenti Laura Biarella 29 January 2026 Stupefacenti e sicurezza urbana, la sentenza n. 10/2026 della Corte Costituzionale definisce i confini della punibilità per garantire una mobilità realmente sicura e tecnologica. Il nuovo assetto normativo e il ruolo della Consulta Nelle smart city del futuro, la sicurezza stradale è un pilastro inscindibile dall’innovazione tecnologica. In questo contesto si inserisce la recente e attesissima sentenza n. 10 del 2026 della Corte Costituzionale. La Consulta è stata chiamata a pronunciarsi sulla legittimità dell’articolo 187 del Codice della Strada, modificato dalla riforma del 2024 (Legge 177/2024), che aveva eliminato il requisito dello “stato di alterazione” per la configurabilità del reato di guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti. I giudici di merito avevano sollevato dubbi di costituzionalità, temendo che la norma potesse punire chiunque avesse tracce di sostanze nel corpo, anche a distanza di giorni dall’assunzione, quando ormai l’effetto psicofisico è svanito. Interpretazione restrittiva: si punisce solo il pericolo reale La Corte Costituzionale ha dichiarato le questioni non fondate, ma ha fornito una fondamentale interpretazione restrittiva. Per i giudici costituzionali, il principio di offensività e ragionevolezza impone che il reato sussista solo quando la condotta di guida avvenga in un lasso temporale in cui è ragionevole presumere che le sostanze siano ancora in grado di produrre un’alterazione. In altre parole, non basta la mera presenza di tracce chimiche di sostanze stupefacenti (spesso rilevabili per lungo tempo nei liquidi corporei), ma occorre che la quantità e la tempistica siano tali da creare un pericolo concreto per la sicurezza della circolazione. Implicazioni per la smart city: monitoraggio e prevenzione Per chi progetta e gestisce le smart city, questa sentenza sposta l’attenzione sulla precisione dei controlli. La mobilità intelligente non richiede solo telecamere e sensori di traffico, ma anche protocolli di controllo stradale basati su evidenze scientifiche certe. Accertamenti tecnici avanzati Le forze di polizia dovranno dotarsi di strumenti di screening sempre più rapidi e capaci di distinguere tra assunzione recente e pregressa. Prevenzione Data-Driven L’analisi dei dati sui sinistri dovrà incrociare le evidenze cliniche con i comportamenti di guida per mappare le aree a maggior rischio. Tutela della privacy e dei diritti In una città iper-connessa, la certezza che la sanzione colpisca solo il pericolo effettivo è una garanzia contro automatismi punitivi sproporzionati. Conclusione La decisione della Consulta traccia la via per una convivenza tra rigore sanzionatorio e principi di libertà. In una smart city, la “sicurezza” non è solo l’assenza di sinistri, bensì la certezza che le regole siano applicate con proporzionalità, sfruttando la scienza per proteggere la vita umana senza eccedere in interpretazioni arbitrarie.