Sicurezza stradale e autovelox, i dati della riforma al centro dell’interrogazione in Senato

Sicurezza stradale e autovelox, i dati della riforma al centro dell’interrogazione in Senato

Sinistri e autovelox. Nel corso della seduta parlamentare del 29 gennaio, il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha risposto a un’interrogazione sulla sicurezza stradale illustrando i primi risultati del nuovo Codice della strada. Al centro dell’intervento, i dati ufficiali su sinistri e vittime, le iniziative educative per il 2026 e il riordino della disciplina sugli autovelox, con criteri più chiari per l’installazione e l’utilizzo dei dispositivi di controllo della velocità.

I primi effetti del nuovo Codice della strada

Nel suo intervento in Aula, il ministro Salvini ha richiamato i risultati del primo anno di applicazione del nuovo Codice della strada, entrato in vigore a dicembre 2024.

Secondo i dati raccolti da Polizia stradale e Arma dei Carabinieri, tra dicembre 2024 e dicembre 2025 i sinistri mortali sono diminuiti del 7 per cento, mentre il numero delle vittime della strada ha registrato una riduzione di quasi il 9 per cento.

A questi dati si aggiungono le rilevazioni dell’Istat, che certificano una diminuzione dell’1,3 per cento degli incidenti con lesioni a persone, dell’1,2 per cento dei feriti e del 6,8 per cento delle vittime entro il trentesimo giorno dall’evento.

Numeri che, secondo quanto evidenziato in Aula, corrispondono a circa 1.000 incidenti in meno, 1.000 feriti in meno e 100 vittime in meno su base annua.

Educazione stradale e prevenzione

Accanto agli aspetti sanzionatori e di controllo, l’intervento ha sottolineato il ruolo delle iniziative educative.

Prosegue infatti il progetto “Icaro 2026”, dedicato alla formazione sulla sicurezza stradale, affiancato da una sperimentazione avviata insieme al Ministero dell’interno e all’associazione “Ragazzi on the road”.

L’obiettivo dichiarato è rafforzare la consapevolezza e la responsabilità, in particolare tra i più giovani, attraverso attività sul campo e percorsi formativi mirati.

Gli obiettivi per il 2026

Guardando ai prossimi mesi, il ministro ha indicato alcune priorità operative.

Tra queste, la riforma del Piano nazionale della sicurezza stradale 2030 e una revisione complessiva del Codice della strada, orientata a rendere le sanzioni più eque ma certe.

Nell’intervento è stata inoltre richiamata l’ipotesi di introdurre meccanismi premiali per gli studenti che partecipano a corsi di sicurezza stradale, rafforzando il legame tra educazione e prevenzione.

Autovelox, verso un quadro più chiaro

Un passaggio rilevante dell’interrogazione ha riguardato il tema degli autovelox, definito come un settore che per anni ha sofferto di incertezze applicative e criticità.

Il decreto del 12 aprile 2024 ha fissato criteri più chiari per l’installazione dei dispositivi di rilevazione della velocità, prevedendo verifiche da parte delle prefetture.

Secondo quanto illustrato in Senato, il riordino mira a garantire che gli autovelox siano utilizzati come strumenti di prevenzione degli incidenti e non come mezzi di mera sanzione, rafforzando trasparenza, uniformità e correttezza nell’applicazione delle regole, anche nei rapporti con cittadini e lavoratori.

Decreto “omologazione” verso Bruxelles

Il Ministro ha anche rilasciato aggiornamenti sulla spinosa questione “omologazione”: “Abbiamo completato il nuovo decreto per l’omologazione e la taratura degli autovelox, che conto di trasmettere entro la fine di questa settimana a Bruxelles”.