Autovelox, al via il percorso per Bruxelles

Autovelox, al via il percorso per Bruxelles

Autovelox e omologazione. Passaggio chiave per la nuova disciplina dei sistemi di rilevamento della velocità: il testo passa al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per la successiva notifica europea.

Obiettivo: standard uniformi e trasparenza tecnologica

Il processo di regolamentazione dei dispositivi di controllo della velocità segna un passaggio istituzionale determinante.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ha ufficialmente trasmesso al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) lo schema di decreto relativo all’omologazione degli autovelox.

Si tratta dell’atto necessario per avviare la procedura di notifica a Bruxelles (procedura TRIS), finalizzata a garantire la compliance delle norme tecniche nazionali ai trattati europei.

L’iter normativo e la clausola di “stand still”

La trasmissione al Mimit rappresenta il primo step di un percorso di validazione internazionale.

Una volta che il decreto sarà notificato alla Commissione Europea, scatterà la clausola di “stand still” di 90 giorni: un periodo di sospensione durante il quale le autorità dell’UE esamineranno il testo.

Contestualmente, il documento è stato inviato al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici per l’acquisizione del parere tecnico previsto dalla normativa vigente.

I dati del censimento nazionale

Alla base del provvedimento vi è un dettagliato censimento degli apparecchi attualmente in uso sul territorio nazionale.

La mappatura ha evidenziato la necessità di un intervento normativo per uniformare il parco tecnologico:

  • dispositivi rilevati: circa 11.000 unità,
  • registrazioni ufficiali: solo 3.800 dispositivi sono stati inseriti sulla piattaforma dedicata,
  • requisiti di omologazione: poco più di 1.000 apparecchi rispondono già ai criteri previsti dalla nuova disciplina in fase di adozione.

Impatto sulla gestione urbana

Per le amministrazioni locali e lo sviluppo delle smart city, il decreto introduce un quadro di riferimento certo su marca, modello e modalità di conformità dei dispositivi.

L’obiettivo dell’esecutivo è assicurare che gli strumenti di rilevazione siano impiegati esclusivamente come presidi di sicurezza stradale in tratti ad alto rischio.

Garantendo al contempo la trasparenza dei dati e la verificabilità dei sistemi a tutela dell’utente della strada.

L’entrata in vigore del decreto, attesa al termine del periodo di esame europeo, richiederà un adeguamento tecnologico da parte dei comuni.

si intende promuovere una gestione della mobilità urbana basata su standard tecnici certificati e condivisi a livello comunitario.