AI generativa e copyright, verso nuove regole UE per proteggere creativi e media

AI generativa e copyright, verso nuove regole UE per proteggere creativi e media

AI e copyright. La Commissione Giuridica (JURI) del Parlamento Europeo il 28 gennaio 2026 ha approvato una serie di proposte per garantire maggiore trasparenza sull’utilizzo di contenuti protetti da parte dei sistemi di intelligenza artificiale generativa, introducendo obblighi per i provider, tutela per editori e creativi, e remunerazione adeguata per i titolari dei diritti.

Il Parlamento Europeo punta alla tutela delle opere coperte da copyright

Il 28 gennaio 2026, la Commissione Giuridica del Parlamento Europeo (JURI) ha adottato una serie di proposte per rafforzare la tutela delle opere protette da copyright utilizzate per addestrare sistemi di intelligenza artificiale generativa.

Le misure intendono garantire trasparenza, controllo e remunerazione ai titolari dei diritti, e a proteggere il settore creativo e dei media nell’ecosistema digitale europeo.

Le proposte sono state approvate con 17 voti a favore, 3 contrari e 2 astensioni, puntando alla definizione di regole maggiormente stringenti sull’impiego dei contenuti protetti da parte dei modelli generativi.

Il Parlamento Europeo ha rilasciato, in proposito, il press release “Protect copyrighted work used by generative AI, say Legal Affairs MEPs”.

Gli AI provider dovranno dichiarare cosa usano

I MEP (Members of the European Parliament, cioè i Deputati del Parlamento Europeo) propongono che il diritto d’autore dell’UE venga applicato a tutti i sistemi di AI generativa presenti sul mercato europeo, a prescindere dal luogo in cui avviene l’addestramento.

Tra le proposte, emerge:

  • l’obbligo per i provider di AI di pubblicare liste complete delle opere protette utilizzate nei dataset di addestramento;
  • il mantenimento di registri dettagliati delle attività di crawling e raccolta dati;
  • la responsabilità legale in ipotesi di mancata trasparenza, che può essere considerata violazione del copyright.

Si tratta di una svolta nella direzione di una AI “accountable”, in cui i dataset non sono più zone d’ombra.

Remunerazione equa per creativi ed editori

La Commissione Giuridica ha evidenziato che l’accesso ai dati di qualità non deve avvenire a scapito del settore culturale europeo.

I titolari di diritti devono essere equitamente remunerati se le loro opere vengono utilizzate per addestrare modelli AI.

Tra le ulteriori richieste:

  • valutare se la remunerazione debba coprire anche gli utilizzi passati delle opere nei dataset;
  • rifiutare un modello di licenza globale a tariffa fissa, considerato inadeguato per tutelare gli autori.

Protezione del settore dei media, controllare l’utilizzo delle notizie

Gli eurodeputati hanno posto l’accento su un rischio crescente: gli strumenti AI che aggregano contenuti giornalistici in modo selettivo possono alterare il pluralismo informativo e sottrarre traffico e introiti pubblicitari alle testate.

Per tali motivi hanno chiesto che:

  • le redazioni mantengano pieno controllo sull’uso dei propri contenuti giornalistici a opera dei sistemi AI;
  • sia possibile rifiutare l’impiego dei propri materiali nei dataset di addestramento;
  • sia garantita una remunerazione adeguata agli editori.

AI‑generated content, nessun copyright e più tutele contro gli abusi

Il Parlamento ha evidenziato, inoltre, che i contenuti generati interamente da AI non devono essere protetti da copyright, confermando quindi la centralità dell’autore umano nelle norme europee.

Sono previste anche misure per contrastare la diffusione di contenuti manipolati o deepfake, nonché imporre ai provider di servizi digitali l’obbligo di rimuovere o segnalare contenuti illegali generati dall’AI.