Smart Road ETSC: 10 proposte per la sicurezza Roberta Mordini 12 February 2026 Sicurezza L’European Transport Safety Council (ETSC) chiede 10 interventi all’Unione Europea e ai governi degli stati membri per evitare incidenti stradali legati all’attività lavorativa o nel tragitto casa-lavoro. Secondo Eurostat, il fenomeno ha causato, tra il 2020 e il 2022, oltre 2.900 morti ogni anno. I dati, inoltre, potrebbero essere sottostimati poiché non esiste ancora una definizione comune a livello UE di collisione stradale correlata al lavoro (work-related road collision). Inoltre, si basano su rilevazioni frammentate da fonti differenti, a volte incoerenti: Polizia, enti per la salute e sicurezza sul lavoro, assicurazioni, medici legali. Le proposte ETSC Nel documento “Tapping the potential for reducing work-related road deaths and injuries (PIN Flash 49)”, l’ETSC formula dieci raccomandazioni, sei auspicabili a livello europeo e 4 da adottare dai singoli Paesi. 1 definizione comune dei sinistri La prima proposta riguarda l’adozione di una definizione comune di incidenti stradali correlati al lavoro, che comprenda oltre a conducenti professionisti i lavoratori che prestano servizio in prossimità della strada, viaggiatori professionisti e pendolari. 2 ampliamento sistema di raccolta dati Seconda richiesta del Consiglio riguarda l’inclusione nel sistema europeo di raccolta dati (CADaS) dello scopo del viaggio e degli spostamenti di tutti gli utenti della strada, come pedoni e ciclisti. 3 Flotte aziendali valutate sicure Ulteriore raccomandazione riguarda l’attuazione dei programmi di gestione della sicurezza stradale sul lavoro, con l’utilizzo di flotte aziendali che abbiano una valutazione Euro NCAP – consorzio europeo deputato ai test sui veicoli – sui sistemi di sicurezza a 5 stelle. 4 No smartphone L’ETSC punta il dito sull’uso degli smartphone, chiedendo che vengano vietati durante la guida, con particolare riferimento ai telefoni ad uso lavorativo. 5. Sicurezza stradale nel codice sugli appalti Quinta raccomandazione è l’inserimento dei lavoratori sicuri nella legislazione sugli appalti pubblici. Si impongono obblighi più stringenti alle stazioni appaltanti e agli operatori economici per garantire la sicurezza stradale dei lavoratori coinvolti. 6 Integrare flussi informativi CARE e Eurostat Rafforzare la comunicazione alla banca dati CARE dell’UE e ad Eurostat per consentire un monitoraggio sistematico. 7 Definire e raccogliere i dati Introdurre una definizione nazionale e raccogliere dati annuali sui decessi e gli infortuni gravi sulle strade correlati al lavoro. 8 Collegare i sistemi L’ETSC punta molto sulla rilevazione e la certezza dei dati, chiedendo il collegamento dei sistemi della Polizia con quelli specifici di sicurezza e salute sul lavoro, nonché dei medici legali, per creare un quadro completo e affidabile. 9 Valutazione rischi del datore di lavoro Viene richiesto ai datori di lavoro una valutazione dei rischi stradali correlati al lavoro, basati sui principi del Safe System, e di adottare misure per prevenire ed eliminare tali rischi. 10 Autorità pubbliche e sicurezza Garantire che tutte le Autorità pubbliche adottino programmi di gestione di tali rischi e siano leader nell’acquisto di flotte ad alta sicurezza. La visione ETSC Le misure rilevano l’esigenza di una maggiore precisione nei dati e nei flussi informativi tra le diverse fonti. Tale bisogno è confermato dall’analisi che evidenzia, in 16 dei 32 Paesi europei appartenenti al gruppo PIN, una percentuale di morti per incidenti stradali correlate al lavoro tra il 2 e il 42% di tutti i decessi sulle strade (Francia 42%; Irlanda 29%, Italia 16%, Germania 10%), a seconda del Paese e della definizione utilizzata. L’organismo sottolinea però anche il ruolo dei datori di lavoro e delle amministrazioni pubbliche, proponendo valutazioni obbligatorie dei rischi stradali, responsabilizzazione negli appalti e flotte sicure. Roberta Mordini