Smart Road HumanX Perché più connessioni sociali portano a maggiore polarizzazione Laura Biarella 23 February 2026 Citizen La ricerca “Why more social interactions lead to more polarization in societies” pubblicata su PNAS mostra che l’aumento delle connessioni sociali, favorito da smartphone e social media, può innescare una transizione improvvisa verso la polarizzazione politica. Un risultato controintuitivo che riguarda da vicino le smart city, dove la densità relazionale cresce rapidamente. Il modello matematico degli autori rivela soglie critiche, effetti degli influencer e possibili strategie per mitigare il fenomeno. Quando più connessioni non significano più coesione Negli ultimi vent’anni la diffusione di smartphone e piattaforme social ha moltiplicato le nostre relazioni quotidiane. Ma questa crescita non ha portato a una società più unita: al contrario, la polarizzazione politica è aumentata in modo significativo. Come scrivono gli autori dello studio pubblicato su PNAS, “Over the past two decades, the number of close social connections increased substantially […] At the same time, societal opinions have become increasingly polarized” (Thurner et al., 2025). Per le smart city, ecosistemi ad alta densità relazionale, questa dinamica rappresenta una sfida cruciale. La ricerca, un modello che spiega la polarizzazione come “transizione di fase” Il team guidato da Stefan Thurner (Medical University of Vienna e Santa Fe Institute) ha utilizzato un modello computazionale che combina due meccanismi fondamentali delle relazioni sociali: Omofilia: tendiamo a legarci con chi ci somiglia. Social balance: i gruppi sociali tendono a evitare configurazioni “scomode” o incoerenti. Il modello mostra che, superata una certa soglia di connettività sociale, la società non evolve gradualmente: subisce una transizione improvvisa verso la polarizzazione, proprio come accade nei sistemi fisici. Gli autori spiegano che “above a critical social connectivity, an explosive transition toward strong polarization must occur”. Smartphone, social media e l’aumento della connettività Secondo i dati analizzati nello studio, il numero medio di “amicizie strette” è raddoppiato dal 2004 al 2024. Il salto coincide con l’arrivo di iPhone, Android e Facebook. Il documento riporta che nel 2010 Facebook aveva già superato ogni altro sito statunitense per traffico, segnando un punto di svolta nelle interazioni sociali. Per le smart city, dove la digitalizzazione accelera ulteriormente la creazione di legami, questo fenomeno è amplificato. Il ruolo degli influencer: piccole minoranze, grandi effetti Il modello mostra che basta una piccola percentuale di individui con opinioni estreme e immutabili, gli “influencer radicalizzati”, per modificare profondamente la dinamica: la transizione verso la polarizzazione diventa continua (non più esplosiva); la polarizzazione inizia a livelli più bassi di connettività. In altre parole, pochi nodi altamente ideologizzati possono destabilizzare l’intero sistema. Hysteresis: perché tornare indietro è difficile Uno dei risultati più rilevanti per le politiche pubbliche è l’effetto di isteresi: una volta superata la soglia critica, ridurre la connettività non basta per riportare la società a livelli di polarizzazione più bassi; servono interventi molto più profondi. Questo implica che le smart city devono agire prima che la soglia venga superata. Implicazioni per le smart city: cosa fare? La ricerca suggerisce alcune strategie utili per le città intelligenti: Aumentare la “tolleranza sociale” Ridurre la sensibilità al disaccordo (parametro ß nel modello) sposta la soglia critica più in alto. Tradotto: educazione civica, media literacy, dialogo intergruppo. Limitare l’impatto degli influencer radicali Regolamentazione dei contenuti, trasparenza algoritmica, moderazione responsabile. Favorire legami “ponte” tra gruppi diversi Programmi urbani, eventi, piattaforme digitali che facilitano interazioni tra comunità distanti. Progettare reti sociali digitali più resilienti Algoritmi che non amplifichino cluster chiusi o echo chambers. Una sfida strutturale per le città del futuro Lo studio di Thurner e colleghi dimostra che la polarizzazione non è solo un fenomeno culturale o politico, ma una proprietà emergente delle reti sociali altamente connesse. Le smart city, che puntano proprio sull’aumento delle connessioni, devono tenerne conto. La buona notizia è che esistono leve di intervento: educazione, regolazione, design delle piattaforme, promozione di legami sociali trasversali. La cattiva notizia è che agire tardi rende tutto più difficile.