Bollette 2026: il nuovo Decreto Energia rivoluziona costi, incentivi e mercato. Cosa cambia per famiglie e imprese

Bollette 2026: il nuovo Decreto Energia rivoluziona costi, incentivi e mercato. Cosa cambia per famiglie e imprese

Il decreto cd. Bollette (d.l. 20 febbraio 2026 n. 21) introduce un pacchetto straordinario di misure per abbassare i costi di luce e gas, sostenere la competitività delle imprese, accelerare la decarbonizzazione e sbloccare la saturazione delle reti elettriche. Previsti contributi diretti alle famiglie, riduzione della componente ASOS, riforma degli incentivi fotovoltaici, contratti a lungo termine per le rinnovabili, sostegni alle imprese gasivore e una rivoluzione nelle procedure di connessione alla rete.

Bonus da 115 euro in arrivo per le famiglie con bonus sociale

Il decreto conferma per il 2026 un contributo straordinario da 115 euro destinato ai titolari del bonus sociale elettrico.
La misura, finanziata con 315 milioni di euro, sarà riconosciuta direttamente in bolletta tramite ARERA.

A questo si aggiunge, su base volontaria dei venditori, uno sconto extra per i nuclei con ISEE fino a 25.000 euro, legato ai consumi del primo bimestre.

Taglio della componente ASOS per le imprese

Per le utenze non domestiche, il decreto prevede una sostanziale riduzione della componente ASOS, una delle voci più pesanti nelle bollette aziendali.

La riduzione sarà finanziata tramite:

  • rimodulazione dei premi del Conto Energia per impianti sopra i 20 kW;
  • estensione incentivata delle convenzioni GSE;
  • possibile uscita volontaria dagli incentivi con compensazioni calcolate sulla producibilità.

L’obiettivo è duplice: ridurre gli oneri in bolletta e sostenere la transizione energetica senza creare distorsioni di mercato.

Incentivi fotovoltaici, tra riduzione dei premi e rifacimenti integrali

Il decreto introduce un sistema innovativo per gli impianti fotovoltaici incentivati che prevede:

  • possibilità di accedere a premi ridotti (85% o 70%) per estendere la durata delle convenzioni GSE;
  • uscita volontaria dagli incentivi con compensazione economica;
  • obbligo di rifacimento integrale per accedere ai nuovi benefici, con aumento della producibilità e utilizzo di moduli iscritti nei registri nazionali.

Una riforma strutturale pensata per “svecchiare” gli impianti e potenziare la produzione da rinnovabili.

Contratti a lungo termine per l’energia rinnovabile

Le imprese, anche PMI, potranno accedere a nuovi PPA (Power Purchase Agreement) tramite una bacheca pubblica gestita dal GSE.

Il sistema prevede:

  • aggregazione della domanda tramite Acquirente Unico;
  • garanzie di ultima istanza per contratti superiori ai 3 anni;
  • formazione dedicata alle PMI;
  • premialità per gli impianti che, a fine incentivo, vendono energia tramite questi meccanismi.

Una rivoluzione atta a stabilizzare i prezzi dell’energia e rendere competitivo il settore industriale italiano.

Misure per bioenergie, gas naturale e termoelettrico

Il decreto interviene anche sulle fonti termiche e bioenergetiche:

  • aggiornamento dei prezzi minimi garantiti per biogas, biomasse e bioliquidi;
  • rimborso di parte dei costi del gas utilizzato nei cicli termoelettrici;
  • riduzione delle componenti tariffarie per imprese con consumi superiori a 80.000 smc/anno.

Norme pensate per rendere più equilibrato il mix energetico e per proteggere i settori industriali più energivori.

Una svolta per la connessione alla rete degli impianti rinnovabili

Un capitolo chiave del decreto riguarda la lotta alla saturazione virtuale della rete, uno dei principali ostacoli alla crescita delle rinnovabili.

Le novità:

  • Terna pubblicherà trimestralmente la capacità residua della rete;
  • nuove norme per rilasciare soluzioni di connessione anche oltre la capacità massima teorica;
  • procedure trasparenti e competitive per l’assegnazione;
  • norme più rapide per autorizzazioni e interventi di rete.

Una semplificazione epocale destinata a sbloccare migliaia di MW.

Iter unico e accelerato per i centri dati strategici

Nel decreto è incluso anche un importante capitolo dedicato ai data center, riconosciuti come infrastrutture strategiche.

Il procedimento unico per realizzarli:

  • sarà gestito dall’autorità competente per l’AIA;
  • durerà massimo 10 mesi;
  • accorcerà i tempi per la VIA;
  • coordinerà tutti i nulla osta e pareri tecnici.

Un segnale forte verso la digitalizzazione e la competitività tecnologica del Paese.

Conclusioni

Il Decreto Energia 2026 rappresenta uno dei provvedimenti più ambiziosi degli ultimi anni: non solo un taglio alle bollette, ma una riforma profonda del sistema energetico nazionale, con interventi su prezzi, incentivi, infrastrutture, produzione e mercato.

Le misure entreranno in vigore immediatamente, mentre molte regolazioni attuative saranno definite da ARERA e GSE nei prossimi mesi.