Enforcement HumanX Legal DASPO Antirissa: la Corte Costituzionale detta le nuove regole. Cosa cambia per la sicurezza urbana Laura Biarella 24 February 2026 DASPO. La Corte costituzionale promuove la misura standard ma boccia quella “aggravata”: obbligatoria la convalida del giudice. Impatto diretto sulle politiche urbane di prevenzione e gestione dei conflitti. La Corte costituzionale, con la Sentenza n. 20/2026, conferma la piena legittimità del DASPO antirissa standard, ma dichiara incostituzionale la forma “aggravata” che estende il divieto a tutta la provincia senza convalida giudiziaria. Una decisione destinata a influenzare le strategie di sicurezza urbana, l’uso degli spazi pubblici e la governance delle città. Il provvedimento tocca direttamente temi chiave per le smart city: proporzionalità delle misure di prevenzione, tutela dei diritti fondamentali, equilibri tra sicurezza, inclusione e libertà di movimento. Una decisione che ridisegna l’equilibrio tra sicurezza e diritti nelle città Con il comunicato del 24 febbraio 2026 e la successiva pubblicazione della Sentenza n. 20/2026, la Corte costituzionale interviene su uno degli strumenti più discussi degli ultimi anni: il cosiddetto DASPO antirissa. La misura, introdotta nel 2017 e irrigidita progressivamente tra il 2018 e il 2023, consente al questore di vietare a una persona l’accesso a determinati locali per prevenire episodi violenti. Secondo la Consulta: il DASPO antirissa standard è conforme alla Costituzione, perché limita solo l’ingresso in locali specificamente individuati e non incide sulla libertà personale; il DASPO antirissa aggravato è incostituzionale, se non sottoposto a convalida del giudice, poiché estendendosi all’intera provincia può costituire una restrizione grave alla libertà personale ai sensi dell’art. 13 della Costituzione. Perché il DASPO standard è considerato legittimo La misura base riguarda luoghi precisi e collegati a episodi concreti: bar, pub, locali di intrattenimento in cui sono avvenuti disordini o frequentati da soggetti ritenuti pericolosi. Per la Corte: il cittadino mantiene piena libertà di accedere ad altri esercizi pubblici; il divieto risulta proporzionato, mirato e non determina isolamento sociale; l’autorità di pubblica sicurezza può dunque adottarlo senza controllo giudiziario, come previsto dalla norma. Un passaggio particolarmente rilevante per l’applicazione in ambito urbano: le amministrazioni possono continuare a considerare il DASPO antirissa come strumento flessibile e non invasivo per la gestione di aree critiche della città. La bocciatura del DASPO provinciale, “rischio di isolamento sociale” La misura aggravata, introdotta nel 2020 e potenziata nel 2023, consentiva di vietare a una persona l’accesso a tutti i locali pubblici della provincia, per periodi fino a tre anni, con sanzioni fino a tre anni di reclusione in caso di violazione. Secondo la Corte, questa estensione presenta criticità fondamentali: ambito territoriale troppo vasto, coincidente spesso con il luogo di residenza; indeterminatezza dei luoghi interdetti: “tutti i locali della provincia” non consente una consapevolezza effettiva del divieto; rischio di isolamento sociale, soprattutto in contesti dove bar, pub e locali sono luoghi essenziali di relazione; durata elevata della misura (1-3 anni); risposta sanzionatoria molto severa. Per questi motivi, la Corte ha stabilito che la misura provincializzata deve essere convalidata dal giudice, analogamente a quanto già previsto per il DASPO con obbligo di firma. Implicazioni per le politiche di sicurezza urbana La sentenza introduce un principio fondamentale per le smart city: le misure di prevenzione non devono trasformarsi in barriere sociali o generare segregazione spaziale. Punti chiave: 1. Maggior attenzione alla proporzionalità Gli enti locali dovranno assicurare che le misure non siano generiche o eccessivamente ampie. 2. Necessità di strumenti complementari Il DASPO non basta: servono interventi su illuminazione, qualità degli spazi pubblici, rigenerazione urbana, prevenzione sociale. 3. Centralità del tema “accessibilità sociale” Locali, bar e spazi di ritrovo sono elementi strutturali della vita urbana: limitarne l’accesso richiede cautela. 4. Più peso al controllo giudiziario La convalida obbligatoria reintroduce un equilibrio tra potere amministrativo e garanzia dei diritti. Come cambiano gli scenari per i Comuni La decisione ha un impatto diretto su: Piani di sicurezza urbana integrata Progettazione e monitoraggio delle aree della movida Sistemi digitali di gestione degli eventi critici Politiche di inclusione e prevenzione dei conflitti La sfida sarà ora armonizzare tecnologie di sicurezza, misure di prevenzione e tutela delle libertà, in un’ottica di urban governance avanzata. Conclusioni Il verdetto della Corte costituzionale offre una bussola per tutte le città italiane: la sicurezza urbana non può prescindere dalla protezione dei diritti fondamentali. Il DASPO rimane uno strumento utile, ma solo se applicato in modo puntuale, proporzionato e giuridicamente garantito. Per le smart city, si apre una nuova fase: progettare politiche di sicurezza più intelligenti, meno afflittive, più umane.