Non chiamiamoli semplicemente gomme, pneumatici e sicurezza stradale

Non chiamiamoli semplicemente gomme, pneumatici e sicurezza stradale

Pneumatici e sicurezza stradale. Sono indiscutibilmente l’unico contatto tra un veicolo e la strada e già solo per questo meriterebbero il massimo rispetto. Stiamo parlando degli pneumatici, le scarpe dei nostri autoveicoli che pur recitando un ruolo importante, non certo inferiore ad altri dispostivi presenti sui veicoli. Sono molto spesso marginalizzati a favore di altri componenti, erroneamente ritenuti più importanti. Eppure, pneumatici efficienti sono una condizione imprescindibile per la sicurezza stradale. Per questo meritano la giusta e doverosa attenzione.

Identikit di un dispositivo indispensabile

Uno pneumatico in buone condizioni garantisce, indiscutibilmente, una migliore aderenza sull’asfalto, assicurando, al contempo, un minore spazio di frenata.

Condizione indispensabile per la generale sicurezza durante la guida.

Lo pneumatico è sostanzialmente un involucro composto di gomma.

Sarebbe più corretto usare il plurale visto che il risultato finale è dato dalla mescola di più gomme, fino a dodici diverse, con al suo interno dell’aria, la cui pressione atmosferica è superiore a quella esterna.

Tale aria, da qui l’etimologia pneumatico, dal greco pneuma che vuol dire soffio, può essere contenuta dentro un’apposita camera o, invece, direttamente nello spazio interno allo pneumatico, talvolta chiamato anche copertone.

Da un punto di vista tecnico gli pneumatici di un veicolo devono essere omologati, identificabili attraverso una serie di informazioni presenti direttamente sulla gomma stessa, montati su un cerchione adatto.

Ma anche, ovviamente, in un buono stato di efficienza.

Informazioni al “fianco”

Uno pneumatico, al netto della marca, ci racconta molto di sé, e questo grazie a una serie di informazioni presenti su quello che tecnicamente si chiama fianco.

Questo è la parte laterale posta tra il battistrada e il tallone, indicazioni la cui conoscenza può risultare molto utile.

Tra queste, oltre alla marca del copertone, troviamo il numero di omologazione ma pure caratteristiche più tecniche, alcune più note, altre decisamente meno.

Innanzitutto, la misura, ossia quella sequenza alfanumerica con la quale viene indicata la larghezza dello pneumatico, di norma espressa in millimetri.

Poi il rapporto altezza/larghezza, il tipo di struttura, evidenziata con una lettera maiuscola che può essere D (diagonale) B (diagonale cinturata) R (radiale) e, infine, il diametro espresso in pollici.

Ma non solo la misura.

Sul fianco sono altresì presenti altre importanti informazioni quali l’indice di carico, ovvero il peso massimo sostenibile da ogni singola gomma, espresso in numeri ma anche l’indice di velocità, cioè la velocità massima alla quale uno pneumatico può viaggiare, fattore indicato con una consonante, due, nello specifico Z e R, qualora la velocità sia superiore a 240 km/h.

Tutte queste notizie, alle quali se ne possono aggiungere altre, come nel caso degli pneumatici invernali, devono coincidere con le analoghe indicazioni riportate sul documento unico di circolazione.

In buona sostanza, il caro, vecchio libretto.

L’importanza di una buona manutenzione dello pneumatico

Una simile massa di informazioni è l’ulteriore conferma della centralità degli pneumatici nel più ampio ambito della sicurezza stradale.

Indicazioni che, però, non devono portare a perdere di vista un concetto assolutamente primario: l’importanza di mantenere uno pneumatico in buono stato.

Non basta, infatti, rispettare quanto indicato sul documento di circolazione, atteso che l’utilizzo di pneumatici con caratteristiche differenti non solo non è consentito ma è anche rischioso.

Occorre che questi siano anche efficienti, quindi in un buono stato, non usurati, non lesionati, correttamente gonfiati e adeguatamente equilibrati.

Ma prima di tutto questo c’è un primario aspetto da tenere in conto: l’età dello pneumatico.

Una “gomma” si considera “vecchia”, di norma, dopo i sei anni, a prescindere dal chilometraggio effettivo e dalle condizioni generali.

Ed è un dispositivo che inevitabilmente non potrà garantire un’assoluta sicurezza.

Ciò perché gli pneumatici sono oggetti che perdono di efficacia con il passare degli anni, anche se visibilmente paiono ancora in buono stato.

Se anni fa l’usura di una “gomma” si palesava anche a un occhio non necessariamente esperto, il classico pneumatico liscio, per intenderci, oggi il cattivo stato di uno pneumatico, in virtù dell’evoluzione delle tecniche di produzione, non è più così evidente, lapalissiano.

Per questo, al netto dell’apparente buono stato del battistrada, dell’assenza di tagli, lesioni, rigonfiamenti, uno pneumatico con molti anni di vita è uno strumento non più totalmente affidabile e che, dunque, va cambiato.

Cosa prevede il Codice della strada

Ma cosa dicono le norme in merito agli pneumatici?

Innanzitutto, viene definito in modo chiaro quanto deve misurare lo spessore del battistrada degli pneumatici, ovvero quella parte dello pneumatico, opportunamente sagomata e scolpita a incavi che viene a contatto con il fondo stradale.

La norma va a definire in modo preciso l’entità di tale spessore in relazione ai veicoli sui quali vengono montati.

Almeno 1.6 mm per gli pneumatici degli autoveicoli, filoveicoli e rimorchi.

Almeno 1.00 mm per quelli presenti sui motoveicoli.

Infine, almeno 0.50 mm per gli pneumatici dei ciclomotori.

Spessori inferiori sono sanzionabili ai sensi dell’articolo 79 del codice della strada, articolo che va a sanzionare anche la circolazione con pneumatici usurati, lesionati o con dei rigonfiamenti.

Ma sono altresì sanzionabili coloro che circolano con pneumatici diversi sul medesimo asse e questo perché le norme consentono pneumatici diversi, sempre che siano omologati, ma solo sullo stesso asse.

Decisamente più grave dal punto di vista sanzionatorio è la circolazione con pneumatici non omologati, quindi aventi caratteristiche difformi da quelli presenti sul documento unico di circolazione (DU), per intenderci il vecchio “libretto”.

Montare sul proprio veicolo pneumatici con dimensioni diverse da quelle riportate sul DU, o con indici di carico, o con codici di velocità inferiori a quelli indicati sul documento di circolazione comporta una sanzione pecuniaria piuttosto pesante.

Oltre trecento euro se il pagamento avviene entro i cinque giorni.

E, soprattutto, è prevista la sanzione accessoria del ritiro del documento di circolazione e contestuale divieto di utilizzo del veicolo fino al superamento della visita di prova presso il Dipartimento per i trasporti terrestri.

Maurizio Carvigno