Cammini d’Italia, la nuova legge che rivoluziona il turismo lento

Cammini d’Italia, la nuova legge che rivoluziona il turismo lento

Cammini e turismo. Il 26 febbraio 2026 è entrata in vigore la Legge 13 febbraio 2026, n. 24, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 46 del 25 febbraio 2026. La normativa introduce un quadro organico per la promozione e valorizzazione dei cammini d’Italia, includendo percorsi pedonali, vie d’acqua, tratti fluviali, lagunari e marini. L’obiettivo è quello di consolidare l’Italia come destinazione di riferimento per il turismo lento e sostenibile, valorizzando territorio, cultura e tradizioni.

Nuovo modello di fruizione del territorio

La legge definisce i cammini come itinerari percorribili a piedi o con mobilità dolce, strutturati in tappe giornaliere e finalizzati alla scoperta del patrimonio naturale, culturale, storico, artistico, religioso e linguistico.

L’accessibilità è un pilastro centrale: è previsto l’uso di mezzi motorizzati esclusivamente per garantire la fruizione da parte di persone con disabilità o mobilità ridotta.
Si promuovono inoltre:

  • turismo sostenibile e distribuito,
  • valorizzazione delle comunità locali,
  • tutela dell’ambiente,
  • dialogo interculturale e interreligioso,
  • studio degli aspetti storici e linguistici dei cammini.

Banca Dati dei Cammini d’Italia, una mappa digitale nazionale

Uno dei punti più innovativi è l’istituzione della Banca dati dei cammini d’Italia presso il Ministero del Turismo.
Si tratta di una mappa digitale interattiva, destinata a raccogliere:

  • caratteristiche tecniche dei cammini,
  • standard di qualità,
  • percorsi riconosciuti a livello europeo,
  • cammini interregionali, regionali e locali.

A ogni cammino inserito sarà ufficialmente attribuita la denominazione “Cammino d’Italia”.
La banca dati sarà alimentata attraverso criteri stabiliti da un apposito decreto interministeriale.

Cabina di regia nazionale, coordinamento e qualità

La legge istituisce anche la Cabina di regia nazionale per lo sviluppo e la promozione dei cammini d’Italia, con il compito di:

  • definire gli standard di qualità dei cammini,
  • gestire e aggiornare la banca dati,
  • predisporre il Programma Nazionale per la Promozione dei Cammini,
  • favorire coordinamento tra ministeri, regioni e province autonome.

Alla cabina parteciperanno, senza compenso, rappresentanti di più ministeri, enti territoriali ed esperti del settore.

Tavolo Permanente per ascoltare i territori

Accanto alla cabina di regia viene istituito il Tavolo Permanente per i Cammini d’Italia, che includerà:

  • associazioni,
  • università,
  • enti del Terzo settore,
  • rappresentanti delle persone con disabilità,
  • operatori culturali e turistici.

Il tavolo avrà funzioni di confronto, analisi, scambio di buone pratiche e supporto alla progettazione.

 

Programma nazionale triennale, strategia unitaria

Ogni tre anni verrà redatto il Programma nazionale per lo sviluppo e la promozione dei cammini, che definirà:

  • priorità degli interventi,
  • strategie di valorizzazione,
  • linee coordinate per la promozione.

Gli interventi saranno realizzati da enti centrali e locali, con il coordinamento del Ministero del Turismo.

Studi, ricerche e iniziative culturali

La legge prevede la possibilità di promuovere ricerche e studi con:

  • università,
  • istituti culturali,
  • enti scientifici.

Scopo: valorizzare il patrimonio materiale e immateriale legato ai cammini.

Campagne nazionali e internazionali

Dal 2026 sono stanziati 1 milione di euro l’anno per la realizzazione di campagne di comunicazione, in Italia e all’estero, volte a promuovere il sistema dei cammini e il turismo lento.

Un investimento strutturale

Le disposizioni finanziarie prevedono fondi specifici per:

  • banca dati,
  • campagne promozionali,
  • funzionamento dei nuovi organismi di governance.

Le risorse provengono da fondi del Ministero del Turismo e dal Fondo Unico Nazionale per il Turismo.

Svolta per il turismo lento italiano

La Legge 24/2026 rappresenta un passo decisivo verso la costruzione di un sistema nazionale dei cammini, capace di unire turismo, cultura, tutela ambientale e sviluppo locale.
Con questa normativa l’Italia punta a diventare un riferimento internazionale per la valorizzazione dei percorsi storici, naturali e culturali.