Smart Road Genova, cantieri del Terzo Valico e della metropolitana Brin-Canepari: è giallo sugli espropri delle case Francesco Ton... 27 February 2026 A Genova i cantieri del Terzo Valico e del prolungamento della metropolitana da Brin a Canepari tengono in sospeso migliaia di proprietari di casa, tra espropri che ancora non arrivano Genova, negli ultimi anni e in previsione per quelli a venire, è tornata al centro di numerose opere infrastrutturali. Cantieri che puntano a migliorare i collegamenti logistici con altre aree del Paese, a favorire la mobilità delle persone e lo scambio di merci per connessioni sempre più rapide ed efficienti. Ma il prezzo, in determinate zone, lo pagano i residenti. E, in questo momento, lo stanno pagando con l’incertezza che regna a livello degli espropri degli immobili. L’area è grossomodo quella della Valpolcevera, in zone genovesi come Rivarolo, Certosa e Sampierdarena, dove sono in corso svariati lavori. I più impattanti sono quelli del Terzo Valico dei Giovi, l’opera ferroviaria che sta procedendo bene ma ha avuto alcuni intoppi recentemente soprattutto nell’area di Novi Ligure e quindi il cantiere si è fermato. C’è poi il quadriplicamento del bivio Fegino, che interessa anche questa omonima zona. L’altro intervento di grande portata è il prolungamento della metropolitana che da Brin, attuale capolinea di Ponente dell’unica linea di Genova, dovrebbe portare a Canepari. Un’estensione di 550 metri di linea più 200 metri circa di tronchino di inversione. Questa porzione dovrebbe essere terminata nel 2027, ma ancora regnano incertezze per migliaia di residenti nei quartieri interessati. Genova, tra Terzo Valico e prolungamento Brin-Canepari migliaia di espropri in sospeso Genova, cantieri del Terzo Valico e della metropolitana Brin-Canepari: è giallo sugli espropri delle case LEGGI ANCHE Genova, alternativa allo Skymetro in Valbisagno: slitta la consegna della proposta del Politecnico di Milano. La situazione Questo perché, come riporta il Secolo XIX, sono previsti numerosi espropri di abitazioni, che intercettano le linee di cantiere e quelle lungo cui sorgeranno i binari. Ancora però molti di questi residenti non hanno ricevuto alcuna indicazione, pur essendo indicati come prioritari ricevitori dei fondi dedicati e già a disposizione (ma passati intanto da 199 a 186 milioni di euro). Molti non hanno certezze sulle tempistiche entro cui dovrebbero lasciare gli immobili di cui sono proprietari e dove magari vivono da decenni. Ci sono tre tipologie di indennizzo, che sono quelle legate ai cantieri (a carico di chi realizza le infrastrutture), alle opere di rigenerazione urbana (a carico del Comune) e alla messa in esercizio effettiva delle linee di trasporto. Ma per molti ancora non c’è ufficialità di quali siano gli edifici da espropriare, pur avendo un’indicazione di massima. Su altri non c’è nemmeno questa. Numerosi palazzi e residenze restano ancora in sospeso tra una e l’altra casistica, non potendo nemmeno programmare eventuali interventi di manutenzione, qualora dopo poco tempo dovessero cedere l’abitazione perché venga abbattuta. L’altra faccia delle grandi opere che possono portare benefici alle città dove sorgono, ma a spese di migliaia di cittadini che, negli anni di cantiere, vivono nell’incertezza. Peraltro in quanto proprietari di immobili che, ad oggi, si stanno svalutando di valore di vendita, nell’attesa di un eventuale rialzo una volta terminati i lavori.