Nuove tutele per le vittime di omicidio, ok alla riforma sulla gestione delle spoglie

Nuove tutele per le vittime di omicidio, ok alla riforma sulla gestione delle spoglie

Spoglie delle vittime di omicidio, nuove tutele. La Camera nella seduta del 3 marzo 2026 ha approvato definitivamente la proposta di legge, già licenziata dal Senato nel marzo 2025, che introduce l’art. 585-bis nel Codice penale e modifica il regolamento di polizia mortuaria (DPR n. 285/1990). Il testo impedisce a condannati o indagati per gravi reati contro la vittima di disporre delle sue spoglie, rafforzando la tutela della dignità della persona e prevenendo manipolazioni processuali.

Intervento legislativo mirato alla tutela delle vittime

Il fulcro della norma è l’introduzione dell’art. 585-bis c.p., che prevede la decadenza automatica di coniuge, partner, convivente o parente prossimo condannati o che abbiano patteggiato per reati gravi contro la vittima, dal diritto di disporre delle sue spoglie mortali.

I reati contemplati includono omicidio, maltrattamenti con esito mortale, infanticidio, istigazione al suicidio, omicidio preterintenzionale e abbandono con esito mortale.

Novità sul regolamento di polizia mortuaria (art. 2)

L’articolo 2 affida a un regolamento ministeriale, da adottare entro sei mesi, la modifica del DPR n. 285/1990. Le misure principali sono:

  • preclusione totale per indagati o imputati dal decidere su tumulazione, inumazione o cremazione sin dall’iscrizione nel registro degli indagati;
  • divieto di cremazione fino al passaggio in giudicato della sentenza (o per 3 anni in caso di archiviazione, salvo diversa decisione del GIP);
  • attribuzione al pubblico ministero della facoltà di disporre della salma quando l’unico avente diritto è indagato e non vi sono altri richiedenti.

Motivazioni e finalità della riforma

La norma origina dall’esigenza di impedire che l’autore del reato possa utilizzare la gestione delle spoglie per ostacolare accertamenti o occultare prove. Come evidenziato nella relazione parlamentare, l’obiettivo è evitare strumentalizzazioni che possano compromettere la ricostruzione dei fatti o la dignità della vittima.

Si rafforza così la tutela giudiziaria nelle indagini su femminicidi e altri delitti violenti.

Iter legislativo condiviso

La proposta di legge, d’iniziativa parlamentare, ha ottenuto un forte consenso sia in Senato sia in Commissione Giustizia della Camera, grazie a un lavoro emendativo che ha reso il testo più efficace e tecnicamente solido.

La prima approvazione del Senato risale all’11 marzo 2025 (A.S. 1261).

Clausola di invarianza finanziaria

L’articolo 3 stabilisce che l’attuazione della legge non comporta nuovi oneri per la finanza pubblica, con impegni economicamente sostenibili per le amministrazioni coinvolte.

Conclusioni

La proposta di legge approvata rappresenta un tassello fondamentale nella tutela delle vittime di omicidio e dei loro familiari.

La sua approvazione definitiva introduce meccanismi di protezione che rafforzano sia la dignità post mortem della vittima sia l’integrità delle indagini, ponendo fine a una criticità normativa più volte segnalata dagli operatori giudiziari e dai servizi funebri.