Protezione degli adulti vulnerabili, il Consiglio UE accelera verso un sistema europeo di diritti, tutela e servizi transfrontalieri

Protezione degli adulti vulnerabili, il Consiglio UE accelera verso un sistema europeo di diritti, tutela e servizi transfrontalieri

Il Consiglio dell’Unione europea ha raggiunto un accordo sulla propria posizione in merito alla nuova normativa UE per la protezione degli adulti vulnerabili in contesti transfrontalieri.

Un passo decisivo per garantire diritti, autonomia e continuità dei servizi anche oltre i confini nazionali, con ricadute dirette su giustizia, sanità, assistenza e trasformazione digitale della pubblica amministrazione.

Una normativa europea per una società che invecchia

Il 6 marzo 2026 il Consiglio dell’Unione europea ha concordato la propria posizione su una proposta di regolamento che rafforza la protezione giuridica degli adulti vulnerabili in situazioni transfrontaliere.

La nuova normativa risponde a un cambiamento strutturale della società europea: l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle persone che necessitano di supporto nel prendere decisioni personali, patrimoniali o sanitarie.

Secondo le stime UE, entro il 2050 la quota di persone over 65 con una forma di disabilità aumenterà del 77%. In parallelo cresce la mobilità all’interno dell’Unione, con cittadini che vivono, si curano o possiedono beni in più Stati membri.

Un contesto che rende indispensabile una cornice normativa comune.

Diritti, autonomia e mobilità degli adulti vulnerabili

Il regolamento mira a garantire che gli adulti che, ad esempio a causa di patologie come l’Alzheimer, non sono più pienamente autonomi, possano vedere rispettati i propri diritti fondamentali anche quando si spostano all’interno dell’UE.

Al centro della normativa c’è il principio dell’autonomia della persona, incluso il diritto di compiere scelte con il supporto di familiari o tutori, senza perdere continuità di tutela in caso di trasferimento, cure mediche all’estero o gestione di beni in un altro Paese.

Come sottolineato dal ministro della Giustizia di Cipro, Costas Fytiris, la legge deve offrire protezione quando la vulnerabilità deriva da condizioni di salute, assicurando che le scelte degli adulti siano riconosciute ovunque nell’Unione.

Giurisdizione, riconoscimento e cooperazione tra Stati membri

La nuova normativa chiarisce quale autorità è competente, quale legge si applica e come le misure di protezione adottate in uno Stato membro vengono riconosciute ed eseguite negli altri Paesi UE.

Il regolamento si basa sulla Convenzione dell’Aja del 2000 sulla protezione degli adulti, ampliandone però la portata.

Oltre a criteri come residenza abituale, nazionalità o localizzazione dei beni, viene introdotta la possibilità per l’adulto interessato di scegliere il tribunale competente, se esiste un collegamento chiaro con lo Stato prescelto.

È previsto inoltre il riconoscimento automatico delle misure di protezione e il pieno valore giuridico degli atti autentici, come quelli notarili, anche oltre confine.

Il certificato europeo di sostegno e rappresentanza

Tra le principali novità figura l’istituzione di un certificato europeo di sostegno e rappresentanza, pensato per facilitare la dimostrazione dei poteri di rappresentanza in un altro Stato membro.

Il Consiglio ha chiarito che il certificato potrà attestare non solo la rappresentanza legale, ma anche l’autorizzazione a fornire assistenza all’adulto interessato.

Resta invece demandato al diritto nazionale stabilire se il certificato produca automaticamente effetti giuridici nello Stato che lo rilascia.

Si tratta di uno strumento chiave per semplificare le procedure, ridurre gli oneri amministrativi e favorire una gestione più efficiente e digitale dei servizi di tutela.

Affidamento, collocamento e tutela transfrontaliera

Il regolamento affronta anche il tema del collocamento di un adulto, ovvero le decisioni giudiziarie sul luogo di residenza o sul ricovero in strutture di assistenza. Per garantire flessibilità agli Stati membri, il testo rinvia alle procedure della Convenzione dell’Aja, che consentono a uno Stato di opporsi al collocamento sul proprio territorio.

In materia di designazione di autorità pubbliche all’estero, la posizione del Consiglio evita di creare nuovi obblighi per gli Stati le cui leggi non prevedono tale possibilità, mantenendo un equilibrio tra cooperazione europea e sovranità nazionale.

Impatti su servizi pubblici, digitale e smart governance

La nuova normativa UE ha implicazioni dirette per la pubblica amministrazione digitale, la giustizia, la sanità e i servizi sociali.

La gestione coordinata dei casi transfrontalieri richiederà sistemi interoperabili, dati affidabili e modelli di governance digitale orientati alla persona.

La protezione degli adulti vulnerabili diventa così parte integrante di una smart city attenta ai diritti, alla dignità e alla continuità dei servizi.

Prossime tappe legislative

L’accordo raggiunto dal Consiglio costituirà la base per l’avvio dei negoziati con il Parlamento europeo, con l’obiettivo di definire il testo finale del regolamento. Una volta adottata, la normativa rappresenterà un passo decisivo verso uno spazio europeo di giustizia più equo, digitale e vicino ai cittadini.