HumanX Legal Gender pay gap, il Parlamento UE chiede un piano d’azione per eliminare le disuguaglianze salariali e pensionistiche Laura Biarella 11 March 2026 UE Gender pay gap. Le eurodeputate e gli eurodeputati approvano una risoluzione per colmare il divario di retribuzione e pensione tra uomini e donne nell’UE Il Parlamento europeo chiede un piano d’azione europeo per eliminare il gender pay gap e il divario pensionistico tra uomini e donne. La richiesta arriva dopo l’approvazione di un rapporto adottato con 458 voti favorevoli, 72 contrari e 98 astensioni, che sollecita interventi concreti per migliorare le condizioni di lavoro, la retribuzione nei settori a prevalenza femminile e i servizi di assistenza all’infanzia e alla famiglia. Secondo il Parlamento, nonostante le donne, soprattutto le più giovani, ottengano risultati sempre migliori nel campo dell’istruzione, continuano a essere meno pagate e meno valorizzate nel mercato del lavoro europeo. Divario salariale di genere, una disparità ancora persistente in Europa Il gender pay gap nell’Unione europea era pari al 12% nel 2023, il che significa che mediamente le donne guadagnano meno degli uomini a parità di lavoro. Il problema non riguarda solo gli stipendi: le conseguenze si riflettono anche sulle pensioni. Il divario pensionistico medio nell’UE raggiunge il 25,4%, con effetti diretti sul rischio di povertà tra le donne anziane. I dati evidenziano inoltre che: quasi il 28% delle donne lavora part-time, spesso non per scelta ma per necessità le donne lavorano tra 54 e 67 giorni all’anno senza retribuzione rispetto agli uomini nel 2024 il 16,9% delle donne pensionate era a rischio povertà, quasi il doppio rispetto agli uomini Secondo il Parlamento europeo, il divario salariale è costato 390 miliardi di euro all’economia europea nel 2023. Il peso del lavoro di cura non retribuito Uno dei principali fattori che alimentano le disuguaglianze è il lavoro di cura e domestico non retribuito, che continua a ricadere in modo sproporzionato sulle donne. La mancanza di servizi accessibili e di qualità per l’infanzia e l’assistenza agli anziani o ai familiari fragili costringe molte donne a: ridurre l’orario di lavoro accettare impieghi part-time interrompere la carriera professionale Queste pause lavorative spesso non vengono conteggiate ai fini pensionistici, contribuendo ad ampliare il divario economico nel lungo periodo. Le proposte del Parlamento europeo Il Parlamento europeo chiede alla Commissione di presentare un piano d’azione europeo strutturato che includa: miglioramento delle condizioni di lavoro nei settori a prevalenza femminile politiche per garantire salari equi investimenti nel prossimo bilancio pluriennale dell’UE potenziamento dei servizi di assistenza all’infanzia e di cura a lungo termine misure per favorire l’equilibrio tra vita privata e lavoro Gli eurodeputati chiedono inoltre agli Stati membri di incoraggiare gli uomini a utilizzare il congedo parentale e di promuovere congedi di paternità adeguatamente retribuiti e non trasferibili. Le dichiarazioni delle relatrici Secondo l’eurodeputata relatrice per la commissione Occupazione e Affari sociali: “Molto è stato fatto nell’UE per garantire pari retribuzione a parità di lavoro, ma le disuguaglianze di genere persistono. Ora spetta agli Stati membri attuare le misure necessarie per costruire una società più giusta.” La relatrice della commissione Diritti delle donne e Uguaglianza di genere ha sottolineato come molte donne siano costrette al part-time per la mancanza di servizi di assistenza e come il lavoro domestico non retribuito equivalga a oltre otto settimane di lavoro aggiuntivo ogni anno. Verso un mercato del lavoro più equo Secondo il Parlamento europeo, aumentare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro non è solo una questione di equità sociale, ma anche una strategia economica. Ridurre le disuguaglianze potrebbe contribuire a: colmare le carenze di competenze aumentare la produttività rafforzare la crescita economica dell’Unione europea. L’adozione di politiche efficaci potrebbe quindi rappresentare un passo decisivo verso la parità di genere e un sistema economico più inclusivo.