Italia, stallo sulle energie rinnovabili: il 70% dei progetti è bloccato. Il report Legambiente

Italia, stallo sulle energie rinnovabili: il 70% dei progetti è bloccato. Il report Legambiente

Energie rinnovabili in crescita in Italia, ma Legambiente sottolinea che il 70% dei progetti ancora è bloccato per iter burocratici da snellire

Le energie rinnovabili sono sempre più in crescita in Italia. Ma non quanto potrebbero davvero. L’energia elettrica pulita è arrivata ad essere il 40% del totale di quella consumata nel nostro Paese nel 2025, secondo i dati diffusi dalla Commissione Europea. A fine 2025, le fonti rinnovabili hanno raggiunto nella Penisola una potenza complessiva di 81.479 MW, con un incremento di 7.176 MW realizzati nell’ultimo anno.

Il che ha contribuito a livello continentale a raggiungere il traguardo del sorpasso dell’elettricità green rispetto alle fonti fossili con 841 TWh/a contro gli 809 TWh/a dei combustibili inquinanti e i 652 TWh/a del nucleare. Ma questi dati potrebbero pure andare meglio in Italia, se non ci fosse un problema che impedisce alla maggioranza dei nuovi progetti di diventare realtà. Si tratta di ostacoli di natura burocratica, come sottolinea il report “Scacco matto alle rinnovabili”, pubblicato da Legambiente a marzo 2026.

I dati fanno riferimento a gennaio di quest’anno, mese al termine del quale su 1.781 progetti a fonti rinnovabili attualmente in fase di valutazione VIA PNRR – PNIEC, ben 1234, pari al 69,3% del totale, sono in attesa della conclusione dell’istruttoria tecnica. Con 17 progetti che attendono risposte da prima del 2021. In stallo anche 160 progetti ancora in attesa della determina da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ben 45 in più dello scorso anno. Mentre sono 88 i progetti bloccati dalle istituzioni relative ai beni culturali nazionali e regionali di cui 80 dal Ministero della Cultura. Ci sono poi progetti che non diventano realtà per vincoli di natura ambientale, creando un cortocircuito logico, oppure sono gli stessi territori, residenti ed enti locali a non volerli.

Italia, 1.234 progetti di impianti a energie rinnovabili ancora in stallo, Legambiente: “Serve snellire la burocrazia”

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Su 108 storie totali di blocchi alle rinnovabili mappate in questi anni, 18 sono quelle censite nel 2026. La Puglia è la regione con più casi censiti in negativo (14), seguita da Veneto, Umbria, Basilicata e Sardegna che si trovano a quota 10. Numeri che evidenziano come si potrebbe fare di più, ma ci sono troppi vincoli, eccessiva burocrazia e tempistiche lente a frenare tutto. Infatti il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani, sottolinea esattamente questo aspetto:

Il settore delle rinnovabili va sostenuto e incoraggiato, non ostacolato e rallentato. Occorre dare certezza a imprese e territori con tempi e regole chiare. La crescita delle rinnovabili in Europa, ma anche la delicata situazione geopolitica internazionale legata anche alla dipendenza delle fonti fossili, e l’accentuarsi della crisi climatica impongono al nostro Paese di accelerare sulle fonti pulite, abbandonando le fossili e l’insensata corsa al nucleare. Urgono iter snelli, un sistema normativo adeguato, e soprattutto servono più sì da parte delle soprintendenze che ad oggi continuano a frenare la transizione ecologica

Sulle fonti rinnovabili ed energia pulita si basa anche il tema dell’agenda 2030 e gli obiettivi che il nostro Paese deve raggiungere. Anche per questo, sottolinea la responsabile energia di Legambiente Katiuscia Eroe, serve sbloccare maggiormente le procedure di realizzazione dei progetti:

L’Italia per centrare l’obiettivo 2030 dovrà installare oltre 11 GW l’anno di nuova potenza. Una meta che si può facilmente raggiungere e superare purché si dia certezza sui tempi autorizzativi, sulle aste per l’eolico offshore e si superino tutti gli ostacoli burocratici, coinvolgendo di più territori, cittadini e amministrazioni