AI nella PA, AgID definisce le regole. 5 livelli di autonomia e nuove linee guida per sviluppo e acquisti

AI nella PA, AgID definisce le regole. 5 livelli di autonomia e nuove linee guida per sviluppo e acquisti

L’Agenzia per l’Italia Digitale mette in consultazione pubblica le nuove Linee guida sullo sviluppo e sul procurement dei sistemi di intelligenza artificiale nella Pubblica amministrazione. Il documento introduce una classificazione in cinque livelli di autonomia degli agenti AI, definisce un’architettura di riferimento per evitare il lock-in tecnologico e fornisce indicazioni operative per acquisti più sostenibili, governabili e conformi all’AI Act europeo.

Una bussola per l’IA pubblica, cosa prevedono le nuove linee guida AgID

Fin dove può spingersi l’autonomia dell’intelligenza artificiale nella Pubblica amministrazione? A fornire una risposta strutturata è AgID, che ha avviato la consultazione pubblica sulle Linee guida per lo sviluppo di sistemi di IA nella PA e sulle nuove Linee guida per il procurement.

I documenti si inseriscono nel quadro normativo europeo dell’AI Act e nella Legge n. 132/2025, con l’obiettivo di aiutare le amministrazioni a governare l’intero ciclo di vita dell’IA, dalla progettazione alla dismissione, passando per formazione, sicurezza, gestione dei dati e responsabilità.

5 livelli di autonomia degli agenti di intelligenza artificiale

Uno degli elementi più innovativi è la definizione di cinque livelli di autonomia degli agenti AI, ispirati per analogia alla guida autonoma:

  • Livello 0 – Manuale: nessuna automazione, tutte le decisioni sono umane;
  • Livello 1 – Regole: automazione basata su script e RPA;
  • Livello 2 – Automazione intelligente: processi automatizzati con ML, NLP e orchestrazione;
  • Livello 3 – Workflow agentici: agenti che pianificano e ragionano in domini definiti (copilot IA, RAG);
  • Livello 4 – Agenti semi-autonomi: autonomia limitata in contesti controllati (robotica, AIOps);
  • Livello 5 – Autonomia completa: apprendimento cross-dominio, oggi confinato alla ricerca.

Secondo AgID, la maggior parte delle PA italiane opera oggi tra i livelli 2 e 3, un’area che richiede particolare attenzione su responsabilità, supervisione umana e auditabilità.

Architettura agentica e orchestratore: il cuore della nuova IA pubblica

Le Linee guida indicano un modello architetturale basato su sistemi agentici orchestrati, con una netta separazione tra:

  • modelli di IA,
  • dati,
  • infrastruttura,
  • applicazioni.

Al centro è previsto un AI Orchestrator, affiancato da un API Middleware basato su standard aperti, per garantire:

  • interoperabilità,
  • sostituibilità delle componenti,
  • multi-fornitore,
  • controllo pubblico del funzionamento.

L’obiettivo è chiaro: evitare soluzioni monolitiche e dipendenze tecnologiche rigide, rafforzando la sovranità digitale delle amministrazioni.

4 profili di amministrazioni, dal semplice utilizzatore al controllore

AgID introduce anche una classificazione dei ruoli delle PA nell’uso dell’IA:

  1. Operatore base: utilizzo di IA “as-a-service”, con controllo limitato;
  2. Operatore avanzato: adattamento e fine-tuning dei modelli (RAG, ML);
  3. Operatore esperto: sviluppo di modelli, dataset e infrastrutture proprie;
  4. Operatore controllore: governo end-to-end dell’intero stack IA.

Uno schema utile per orientare investimenti, competenze e scelte di procurement.

Procurement AI, dal prezzo iniziale al costo di ciclo di vita

Sul fronte degli acquisti pubblici, le Linee guida per il procurement ribaltano l’approccio tradizionale. Il punto di partenza diventa il costo livellato dell’IA, cioè il costo lungo l’intero ciclo di vita del sistema, includendo:

  • infrastrutture,
  • energia,
  • manutenzione,
  • aggiornamenti,
  • competenze.

Le PA sono invitate a:

  • aggregare la domanda,
  • usare dialogo competitivo e negoziazione,
  • adottare capitolati speciali con clausole su portabilità, reversibilità e monitoraggio,
  • promuovere standard aperti, componenti separabili e soluzioni hardware-agnostic.

Misure pensate per contrastare il lock-in tecnologico e favorire la sostenibilità economica e ambientale.

Sicurezza, dati e diritti fondamentali al centro

Grande attenzione è riservata a:

  • protezione dei dati personali,
  • sicurezza cibernetica by design,
  • logging e auditabilità,
  • sorveglianza umana effettiva,
  • accessibilità e inclusione.

Le amministrazioni devono dimostrare conformità continua, documentazione aggiornata e capacità di intervenire o disattivare i sistemi IA in caso di rischio o degrado delle prestazioni.

Una consultazione strategica per la trasformazione digitale della PA

La consultazione pubblica resterà aperta fino all’11 aprile 2026. L’impianto delle Linee guida segna un passaggio cruciale: l’IA nella PA non risulta più sperimentazione, bensì infrastruttura strategica, da progettare con metodo, responsabilità e visione di lungo periodo.