Politiche ambientali Smart Road Crisi in Medio Oriente e caro prezzi di benzina e diesel in Italia: riunione straordinaria al Mit con le compagnie petrolifere Francesco Ton... 17 March 2026 La crisi in Medio Oriente ha causato un primo aumento dei prezzi di benzina e diesel in Italia, il Mit convoca le compagnie petrolifere in una riunione per scongiurare ulteriori rincari La crisi in Medio Oriente va avanti ormai da settimane e sta causando i primi effetti sui mercati internazionali. I raid missilistici di Usa e Israele sull’Iran e quelli di risposta del regime islamico, che hanno coinvolto anche i Paesi del Golfo, stanno avendo ripercussioni sugli scambi commerciali. In particolare per quelle materie prime che gli Stati mediorientali esportano, come i combustibili fossili. Questo innanzitutto perché l’Iran stesso produce petrolio e gas, ma anche Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti ad esempio. Il che si sta riflettendo sulle pompe di benzina per gli automobilisti italiani ed europei. Ed ecco perché il Ministero delle Infrastrutture e dei Traporti ha deciso di muoversi per tempo in tutela dei consumatori nel nostro paese. Dopo un confronto coi tecnici ministeriali e del settore, il ministro Matteo Salvini ha deciso di convocare i rappresentanti delle compagnie petrolifere in una riunione urgente mercoledì 18 marzo a Milano, per evitare speculazioni sui prezzi a danno degli italiani. Nel mentre venerdì 13 marzo si è tenuta al Ministero delle Imprese e del Made in Italy la riunione della Commissione Allerta Rapida. E l’argomento all’ordine del giorno era proprio sulla possibilità che ci sia un aumento dei prezzi alla pompa di rifornimento in seguito alla crisi in Medio Oriente. Crisi in Medio Oriente, prezzi di benzina e diesel in crescita: ma in Europa sono aumentati di più Crisi in Medio Oriente e caro prezzi di benzina e diesel in Italia: riunione straordinaria al Mit con le compagnie petrolifere LEGGI ANCHE Torino, nuovi mezzi e digitalizzazione: ecco il piano del trasporto pubblico nel 2026 Ne è emerso uno scenario di crescita del costo del carburante per i consumatori ma anche di approvvigionamento di materie critiche, dovute alla chiusura dello Stretto di Hormuz. Motivo per cui la Commissione farà una nuova riunione in tempi brevi. Le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati si sono attestate, alla chiusura del 12 marzo rispetto a venerdì 27 febbraio, su livelli superiori di 19,3 centesimi al litro per la benzina e di 33,7 centesimi al litro per il gasolio. Per quanto riguarda i prezzi alla pompa, i valori medi nazionali in modalità self per benzina (1,82 €/l) e gasolio (2,05 €/l) risultano più elevati, rispetto a venerdì 27 febbraio 2026, rispettivamente di 15,3 centesimi e 32,2 centesimi al litro. Secondo i dati pubblicati nel Weekly Oil Bulletin della Commissione europea, nella settimana tra il 2 e l’8 marzo gli aumenti registrati in Italia sono stati inferiori rispetto a quelli degli altri Paesi. Per la benzina risulta un aumento del 4,5% in Italia, contro il 10% in Germania, il 7,7% in Spagna e il 4,8% in Francia. Per il gasolio l’aumento è dell’8,6% nella nostra Penisola. Anche qui il rincaro è più contenuto rispetto al 20% delle stazioni di rifornimento tedesche, al 14,8% in quelle francesi e al 14,2% in quelle spagnole. Nessuno di questi paesi, spiega il Mimit, ha adottato ancora un meccanismo di taglio delle accise, che nemmeno il nostro Paese intende attuare per il momento.