Enforcement Politiche ambientali HumanX Legal Monopattini elettrici, operativo il nuovo sistema nazionale per i contrassegni identificativi Laura Biarella 18 March 2026 Cds Eco-News Italia Monopattini elettrici, dal 17 marzo 2026 attiva la piattaforma del MIT: obbligo di richiesta online, controlli più rapidi e integrazione con ANIA e forze di polizia. L’apposizione del contrassegno identificativo sul monopattino costituisce, a decorrere dal 16 maggio 2026 (60mo giorno dall’entrata in vigore del decreto) condizione necessaria per la legittima circolazione sulle strade pubbliche. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale (GU n. 63 del 17 marzo 2026) il Decreto 6 marzo 2026, che disciplina in modo dettagliato il funzionamento della nuova piattaforma telematica per la richiesta e il rilascio dei contrassegni identificativi dei monopattini elettrici. Si tratta di un capitolo fondamentale della riforma avviata negli ultimi anni per regolamentare la micromobilità urbana, aumentare la sicurezza e contrastare furti, smarrimenti e utilizzi impropri. Un sistema unico nazionale per identificare i monopattini elettrici Il decreto stabilisce che tutte le richieste di contrassegno, obbligatorio per i proprietari ai sensi della legge n. 160/2019 (legge di bilancio per l’anno 2020), devono avvenire esclusivamente tramite la piattaforma telematica della Direzione Generale per la Motorizzazione. Il testo chiarisce che: “La richiesta e il rilascio dei contrassegni identificativi avvengono esclusivamente mediante la piattaforma disciplinata dal presente decreto” (Art. 2, comma 2) La piattaforma gestisce i dati personali, le informazioni sui contrassegni e l’interoperabilità con altri sistemi, come ANPR, InfoCamere e ANIA. Accesso tramite SPID o CIE: chi può utilizzare la piattaforma L’accesso è consentito a: cittadini maggiorenni tramite SPID di livello 2 o CIE; imprese tramite i loro rappresentanti legali; studi di consulenza automobilistica, con funzionalità dedicate; personale del MIT e degli uffici della Motorizzazione; forze di polizia, per i controlli su strada; ANIA, per verificare l’associazione tra contrassegno e copertura assicurativa. Il decreto specifica: “Le autorità di cui all’art. 12 del Codice della strada consultano i dati della piattaforma ai fini dell’identificazione del proprietario del monopattino elettrico” (Art. 3, comma 9) Come si richiede il contrassegno Il processo è interamente digitalizzato: Accesso alla piattaforma tramite SPID/CIE. Inserimento dei dati anagrafici (acquisiti automaticamente per i cittadini). Scelta del luogo di ritiro: Motorizzazione o studio di consulenza. Pagamento tramite PagoPA. Ritiro del contrassegno e associazione del codice fiscale al codice alfanumerico del tag. Per i minori dai 14 anni in su, la richiesta può essere presentata da chi esercita la responsabilità genitoriale. Ruolo degli studi di consulenza automobilistica Gli studi possono: richiedere contrassegni per conto dei cittadini; ritirare lotti di contrassegni presso la Motorizzazione; gestire l’associazione tra proprietario e codice identificativo; registrare furti, smarrimenti o deterioramenti. Il decreto conferma: “Gli studi di consulenza automobilistica richiedono, tramite l’accesso alla piattaforma, i contrassegni identificativi ed effettuano la prenotazione per il ritiro” (Art. 5, comma 1) Interoperabilità con ANIA e controlli assicurativi Una delle novità più rilevanti è l’integrazione con ANIA: verifica dell’associazione tra contrassegno e proprietario; comunicazione dei dati assicurativi relativi al monopattino. Questo consente controlli immediati da parte delle forze dell’ordine, analogamente a quanto avviene per i veicoli a motore. Deve osservarsi che il contrassegno identificativo non introduce ex novo l’obbligo di copertura assicurativa, già previsto dalla normativa vigente in materia di responsabilità civile per la circolazione dei veicoli. Il sistema delineato dal decreto del 6 marzo si limita a rendere verificabile obbligo siffatto attraverso l’integrazione con le banche dati ANIA, permettendo alle autorità di accertare in modo automatizzato la sussistenza della copertura assicurativa associata al monopattino. Perché questo decreto è importante per le città Il nuovo sistema: riduce il rischio di furti grazie a un codice univoco non rimovibile; facilita i controlli su strada e la tracciabilità dei mezzi; aumenta la sicurezza urbana, soprattutto nelle aree ad alta densità di micromobilità; standardizza le procedure per cittadini, imprese e operatori. I proprietari di monopattini elettrici, pertanto, sono chiamati ad adeguarsi entro il 16 maggio 2026. La circolazione senza contrassegno esporrà il proprietario alle sanzioni previste dal Codice della Strada, con effetti che saranno oggetto di successivi chiarimenti operativi da parte delle autorità competenti. Resta fermo, in ogni caso, l’obbligo per i proprietari di dotarsi di idonea copertura assicurativa per la responsabilità civile, la cui assenza comporta autonome sanzioni ai sensi della normativa vigente. Il decreto rappresenta un passo decisivo verso una gestione più ordinata e sicura dei monopattini elettrici, ormai parte integrante della mobilità urbana.