Smart Road Genova, dal 30 aprile cambia il bike sharing: in arrivo un servizio con le nuove Linee guida. Tutto quello che c’è da sapere Francesco Ton... 24 March 2026 Dal 30 aprile a Genova terminerà il servizio di bike sharing per aprire a un nuovo modello basato su linee guida aggiornate, nel segno della sicurezza stradale Un nuovo servizio di bike sharing sta per arrivare a Genova. Con l’intenzione di puntare sempre di più su questo tipo di mobilità dolce ma con una maggiore attenzione alla sicurezza stradale. In questo senso già a gennaio 2026 il Comune ha rivisto le Linee guida, con l’obiettivo di avviare una nuova tipologia di erogazione quest’anno e nel 2027 all’insegna di alcune regole più stringenti. Dal 30 aprile tutto questo diventerà realtà. Perché da quella data in poi sarà dismesso il servizio attuale di bike sharing erogato da Genova Parcheggi Spa, una società che fa capo al Comune. Al suo posto Palazzo Tursi apre a erogatori privati, sul modello della libera iniziativa regolamentata. Questi attori che vogliono candidarsi a fornire mezzi per la mobilità condivisa dolce nel capoluogo ligure dovranno avviare il servizio autonomamente con la presentazione della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA), corredata da un “Atto unilaterale d’obbligo”. Nel giro di 5 giorni dalla ricezione dei documenti (e del pagamento dell’importo di 50 euro più diritti di segreteria) il Comune risponderà all’operatore, che invece dovrà attendere al massimo due mesi per ottenere riscontri dalla Prefettura. Che darà il definitivo via libera. Chiaramente, con l’Atto unilaterale d’obbligo e con la documentazione richiesta, i candidati a offrire il servizio dovranno sottostare alle nuove Linee guida che Genova ha stabilito per il bike sharing. Genova, dal 30 aprile il bike sharing passa ai privati con la libera iniziativa regolamentata: ecco le linee guida a cui dovranno sottostare Genova, dal 30 aprile cambia il bike sharing: in arrivo un servizio con le nuove linee guida. Tutto quello che c’è da sapere LEGGI ANCHE Italia, sempre più auto in circolazione, ma Genova è in controtendenza. I dati Istat Per prima cosa, l’amministrazione ha aperto alla possibilità che coesistano massimo 4 operatori ad erogare il servizio di sharing mobility, per un totale di 2.350 mezzi da offrire alla cittadinanza. Di questi, 2.000 dovranno essere bici, muscolari o elettriche, 300 invece gli e-scooter e 50 le cargo e-bike. Genova invece ha espressamente detto no a monopattini, segway e hoverboard come mezzi di sharing. Questo sulla falsariga di altre grandi città italiane. Le Linee guida fissate da Genova poi puntano molto sulla sicurezza stradale e sul rispetto degli spazi pubblici. Andando a contrastare quindi comportamenti pericolosi da parte degli utenti e l’abbandono indiscriminato dei mezzi condivisi. innanzitutto sono stati fissati i limiti di 6 km/h di circolazione nel Centro storico e 20 invece nel resto delle aree cittadine. E poi ci saranno nuove stringenti regole per il parcheggio dei mezzi sharing. Nel Centro storico la sosta è consentita esclusivamente nelle aree prestabilite e segnalate. Mentre nel resto della città gli utenti potranno parcheggiare a bordo strada o negli spazi per moto/bici, ma vige il divieto assoluto di sosta sui marciapiedi. Chi termina il noleggio di una delle bici o e-scooter o cargo e-bike dovrà inoltre scattare una fotografia per dimostrare il corretto posizionamento del mezzo. In caso contrario, l’operatore non dovrà consentire la chiusura della corsa. In ogni caso, gli operatori sono tenuti a rimuovere i veicoli in sosta irregolare o pericolosa entro tempi prestabiliti. Il servizio dovrà essere attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Tutti i mezzi saranno dotati di codice identificativo univoco e GPS.