Sicurezza stradale: l’Italia migliora più del previsto. Meno vittime, più protezione per pedoni e ciclisti. Ma restano alcune sfide

Sicurezza stradale: l’Italia migliora più del previsto. Meno vittime, più protezione per pedoni e ciclisti. Ma restano alcune sfide

Il report europeo sulla sicurezza stradale del 2026, pubblicato il 24 marzo, mostra un’Italia in miglioramento: calano i decessi sulle strade, soprattutto tra pedoni e ciclisti, e le città registrano progressi su infrastrutture e prevenzione. Crescono però alcuni fenomeni a cui prestare attenzione, come i sinistri in moto e con la micromobilità.

Italia, un 2024 di progressi concreti sulla sicurezza stradale

Annual Statistical Report on Road Safety in the EU 2026 segnala diversi indicatori positivi per l’Italia, che nel 2024 consolida un trend di miglioramento della sicurezza stradale. Nel complesso, le vittime sono scese a 3.030, con una riduzione del 10% rispetto al 2014 e del 5% rispetto al 2019.
Si tratta di un risultato importante, considerando la complessità della mobilità urbana italiana e il peso del traffico nelle città metropolitane.

Meno vittime tra pedoni e ciclisti

Uno dei segnali più incoraggianti riguarda gli utenti vulnerabili:

Pedoni: 470 vittime nel 2024, pari a un calo del 19% sul 2014 e del 12% rispetto al 2019

Ciclisti: 185 morti nel 2024, con un miglioramento del 32% sul 2014 e del 27% sul 2019

Questi numeri indicano che gli investimenti in mobilità dolce, riqualificazione urbana e attraversamenti protetti stanno dando risultati concreti.

Sinistri stabili nonostante l’aumento della mobilità

Nel 2024 l’Italia registra 173.364 sinistri stradali, un dato non distante da quello del 2014 (‑2%) nonostante l’aumento del traffico, della popolazione urbana e dei nuovi mezzi di mobilità individuale.

La stabilità dei sinistri, combinata alla riduzione della mortalità, suggerisce un miglioramento nella qualità e sicurezza dei veicoli, nelle infrastrutture e nei soccorsi.

L’Italia tra i Paesi con i maggiori progressi nella riduzione dei feriti gravi (MAIS3+)

Nel 2024 l’Italia registra 16.989 feriti gravi (MAIS3+), un valore in riduzione rispetto agli anni precedenti e allineato al trend positivo europeo.

Il dato è significativo perché la gravità delle lesioni è uno dei parametri più vicini agli obiettivi Vision Zero.

Quadro europeo: UE migliora, e l’Italia segue la traiettoria giusta

A livello europeo, il 2024 si chiude con:

  • 19.931 vittime, pari a un calo del 17% rispetto al 2014 e del 12% rispetto al 2019
  • Oltre 910.644 incidenti rilevati
  • Trend di miglioramento in quasi tutti gli Stati membri

I dati sono indicati dal report CARE/ERSO 2026.

L’Italia si allinea quindi alla traiettoria europea, mostrando un miglioramento più rapido nei segmenti più sensibili (pedoni e ciclisti) e consolidando uno dei tassi più virtuosi d’Europa per gli utenti non motorizzati.

Ciò che sta peggiorando, segnali da non ignorare

Nonostante i progressi, il report evidenzia alcune aree critiche su cui l’Italia deve intervenire con urgenza.

1. Aumento delle vittime tra i motociclisti. Il dato più preoccupante è l’aumento dei decessi su moto: 830 motociclisti morti nel 2024, pari a +18% rispetto al 2014 e +19% rispetto al 2019. L’Italia è uno dei Paesi con più moto circolanti e registra un numero di vittime tra i più alti in Europa in valore assoluto.

2. Micromobilità: crescita rapida e rischiosa. L’esplosione della micromobilità elettrica porta con sé nuove criticità: 23 morti in monopattino nel 2024, in forte crescita rispetto agli anni precedenti. L’Italia è tra i tre Paesi europei con più vittime in questo segmento, insieme a Francia e Germania.

3. Occupanti auto: calo lento rispetto alla media UE. Nonostante il miglioramento generale, le vittime tra gli occupanti auto in Italia scendono solo del 16% dal 2014, meno del -19% medio UE. Occorre una nuova strategia per strade extraurbane e zone 70/90 km/h, dove si concentra la maggior parte dei sinistri gravi.

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