HumanX Legal Appalti e fondi pubblici, la UIF lancia l’allerta: nuovi rischi di riciclaggio e frodi. Le anomalie da monitorare nel 2026 Laura Biarella 02 April 2026 Italia La UIF (Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia) il 31 marzo 2026 ha pubblicato una nuova comunicazione in tema di rischi di riciclaggio e di indebita destinazione dei fondi pubblici collegati ad agevolazioni, appalti e contratti pubblici. L’analisi rimarca un aumento delle frodi, pure col coinvolgimento della criminalità organizzata, e introduce due nuovi codici dei “fenomeni”, da utilizzare nelle segnalazioni di operazioni sospette. Focus su titolarità effettiva, garanzie, conti dedicati, digital lending e reti di facilitatori. Perché la UIF interviene, fondi pubblici sempre più esposti La comunicazione parte da un dato: “le analisi finanziarie svolte dalla UIF evidenziano rischi di riciclaggio e di reati presupposto […] connessi con l’ottenimento e l’utilizzo di fondi e risorse economiche derivanti da agevolazioni e contratti pubblici”. Negli ultimi anni, l’ingente afflusso di risorse, nazionali ed europee, comprese quelle del PNRR, ha aumentato: tentativi di frode conflitti di interesse abusi nella gestione dei fondi infiltrazioni criminali Per tali motivi la UIF ha operato un update del quadro delle anomalie da monitorare, sostituendo gli schemi precedenti. Anomalie sui soggetti: titolarità effettiva, assetti societari e collegamenti sospetti La UIF richiama l’importanza di verificare: documentazione antimafia titolarità effettiva di appaltatori e subappaltatori assetti proprietari e variazioni societarie imprese di recente costituzione, inattive o con cambi repentini di sede, forma giuridica o amministratori fatturati anomali, cresciuti rapidamente e senza coerenza con la redditività assenza di personale rispetto ai volumi dichiarati Un passaggio del documento evidenzia la necessità di individuare collegamenti tra beneficiari, quali: stessa sede o residenza stessi fornitori o clienti conti aperti nella stessa filiale recapiti identici Segnali che possono indicare reti coordinate finalizzate a ottenere fondi pubblici in modo illecito. Anomalie sui requisiti: documenti falsi, capitali fittizi e attestazioni non attendibili La UIF elenca differenti condotte fraudolente ricorrenti: falsificazione di identità digitali attestazioni false da parte di professionisti documentazione contabile o commerciale contraffatta progetti vaghi, incompleti o incoerenti bilanci non supportati da documenti reali Peculiare attenzione agli aumenti di capitale fittizi, realizzati attraverso: assegni mai negoziati conferimenti non effettivi beni di valore incerto (es. opere d’arte) trasferimenti circolari di fondi Rappresentano segnali che possono indicare la volontà di simulare requisiti patrimoniali per accedere a contributi o appalti. Anomalie operative: conti dedicati, prelievi in contante e trasferimenti sospetti Una parte centrale della comunicazione afferisce alla governance dei fondi a seguito dell’erogazione. La UIF invita a monitorare: prelievi di contante, anche frazionati spese personali effettuate con fondi pubblici trasferimenti immediati verso soci, soggetti collegati o paesi a rischio utilizzo di vIBAN o crypto-asset pagamenti per consulenze generiche o non documentate fatture ricorrenti verso controparti estere o collegate crediti d’imposta acquisiti in modo anomalo Il documento rammenta che i fondi devono transitare su conti dedicati, con tracciabilità garantita tramite CIG e CUP. Digital lending, fintech e facilitatori: nuovi punti critici La UIF segnala rischi emergenti collegati a: piattaforme di digital lending che automatizzano onboarding ed erogazione mediatori e consulenti che raccolgono fondi da più beneficiari lead generators che operano tramite web marketing escrow agent coinvolti in schemi di garanzia opachi Questi soggetti possono diventare snodi per frodi e riciclaggio, in specie quando gestiscono reti di beneficiari. Collaborazione attiva: serve una visione unitaria tra PA, banche e professionisti La UIF ribadisce che: le attività sono spesso frammentate tra plurimi soggetti è necessario coordinare istruttoria, erogazione e monitoraggio le informazioni devono essere condivise ai sensi dell’art. 39 del d.lgs. 231/2007 le operazioni sospette vanno segnalate con tempestività Il documento conclude rimarcando che gli esempi forniti sono esemplificativi: ogni soggetto obbligato deve valutare ulteriori anomalie sulla base del caso concreto.