Condizioni di vita e reddito delle famiglie italiane, nel 2025 segnali di miglioramento

Condizioni di vita e reddito delle famiglie italiane, nel 2025 segnali di miglioramento

Per il report ISTAT Condizioni di vita e reddito delle famiglie – Anni 2024-2025 l’Italia registra un miglioramento globale degli indicatori di povertà ed esclusione sociale. Scende la bassa intensità lavorativa, si eleva il reddito reale delle famiglie e diminuisce la disuguaglianza. Il Mezzogiorno rimane l’area più fragile e aumentano le difficoltà per famiglie straniere e nuclei numerosi.

Povertà ed esclusione sociale, nel 2025 scende al 22,6% la quota di popolazione vulnerabile

L’indicatore europeo Europa 2030 mostra un miglioramento: nel 2025 la popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale scende al 22,6% (era 23,1% nel 2024).

La riduzione riguarda soprattutto la bassa intensità lavorativa, che passa dal 9,2% all’8,2%, pari a 3,8 milioni di persone.

Il rischio di povertà resta stabile al 18,6%, mentre cresce la grave deprivazione materiale e sociale, dal 4,6% al 5,2%.

Divari territoriali, Nord-est virtuoso e Mezzogiorno ancora in difficoltà

Il Nord-est conferma le migliori performance sociali ed economiche, la ripartizione con la minore incidenza di rischio di povertà o esclusione sociale (11,3%).

Il Mezzogiorno, invece, registra un’incidenza più che tripla: 38,4%.

Tipologie familiari, monogenitori e famiglie numerose restano le più esposte

Il report evidenzia forti differenze tra i nuclei:

  • monogenitori: rischio al 31,6%
  • coppie con tre o più figli: 30,6%
  • persone sole under 65: 28,6%

Le coppie senza figli sotto i 65 anni sono invece la categoria più protetta (16%).

Redditi familiari, nel 2024 cresce il potere d’acquisto (+4,1%)

Il reddito netto medio familiare raggiunge i 39.501 euro, con un aumento reale del 4,1%.

La crescita dei redditi familiari in termini nominali (+5,3%) è stata più sostenuta dell’inflazione… determinando un aumento dei redditi in termini reali (+4,1%).

Il reddito mediano si attesta a 31.704 euro, pari a 2.642 euro al mese.

Disuguaglianza in calo, l’indice S80/S20 scende a 5,1

La distanza tra il 20% più ricco e il 20% più povero si riduce, l’indicatore s80/s20 è pari a 5,1, in miglioramento rispetto al 2023 (5,5).

Anche l’indice di Gini migliora, passando da 0,322 a 0,310.

Lavoro e povertà, un occupato su dieci è “working poor”

Nel 2025 il 10,2% degli occupati risulta a rischio di povertà lavorativa.

Il dato si eleva al 25,9% tra gli stranieri, contro l’8,3% degli italiani.

Il rischio cresce pure per le famiglie con figli:

  • 7,8% con un figlio
  • 16,7% con tre o più figli

Miglioramenti reali, ma fragilità strutturali persistono

Il quadro ISTAT mostra un’Italia che recupera potere d’acquisto e riduce la disuguaglianza, ma che continua a convivere con forti divari territoriali, vulnerabilità familiari e criticità legate al lavoro povero.

Per le politiche pubbliche, la sfida resta duplice:

  • sostenere i redditi delle famiglie più fragili;
  • rafforzare l’occupazione stabile e di qualità, soprattutto nel Mezzogiorno e tra i giovani.