AI, cosa vogliono le persone. Survey su 81.000 utenti, cosa significa per le città del futuro

AI, cosa vogliono le persone. Survey su 81.000 utenti, cosa significa per le città del futuro

AI tra desideri, paure e aspettative reali, rilevati dalla survey condotta da Anthropic su oltre 80.000 utenti in 159 Paesi. Dalla produttività personale alla trasformazione sociale, passando per rischi quali disinformazione e perdita di autonomia, emerge una mappa globale che può guidare le politiche urbane, i servizi pubblici e le strategie digitali delle smart city italiane.

Survey con 81.000 interviste per capire l’AI “dal basso”

Tra dicembre e gennaio Anthropic ha raccolto 80.508 interviste in 70 lingue, costruendo il più grande studio qualitativo mai realizzato sull’utilizzo quotidiano dell’AI.

L’obiettivo è comprendere cosa le persone sperano, temono e già sperimentano nell’interazione con sistemi come Claude.

Il risultato è un quadro sorprendentemente umano: L’intelligenza artificiale non è percepita solo come tecnologia, bensì come infrastruttura emotiva, cognitiva e sociale.

Cosa sperano le persone: più tempo, più autonomia, più qualità della vita

Dalle risposte emergono 9 grandi desideri, che raccontano un bisogno diffuso di semplificazione e benessere.

1. Professionalità e lavoro migliore (18,8%)
L’AI è vista come tool per eliminare compiti ripetitivi e liberare tempo per attività strategiche. Esempio: un medico statunitense racconta di aver recuperato tempo per i pazienti grazie all’automazione della documentazione.

2. Trasformazione personale (13,7%)
Molti utenti cercano supporto emotivo, crescita personale, gestione dello stress o miglioramento delle relazioni.

3. Gestione della vita quotidiana (13,5%)
Agenda, memoria, organizzazione: L’intelligenza artificiale come “secondo cervello” per ridurre il carico mentale.

4. Tempo libero e qualità della vita (11,1%)
L’obiettivo non è lavorare di più, ma vivere meglio: più tempo per famiglia, hobby, riposo.

5. Indipendenza economica (9,7%)
L’intelligenza artificiale leva per creare reddito, avviare attività, investire. Un imprenditore honduregno la definisce “un’ombra lunga che lavora con me”.

6. Trasformazione sociale (9,4%)
Dalla cura delle malattie rare alla lotta alla povertà: molti vedono l’AI come infrastruttura per il bene comune.

7. Imprenditorialità (8,7%)
L’AI come “team virtuale” per chi avvia un business, soprattutto nei Paesi con minori risorse digitali.

8. Apprendimento e crescita (8,4%)
Tutor personalizzati, spiegazioni su misura, accesso democratico alla conoscenza.

9. Creatività (5,6%)
Dalla musica ai videogiochi: L’intelligenza artificiale come ponte tra immaginazione e realizzazione.

Cosa l’AI sta già offrendo: produttività, accessibilità, supporto emotivo

L’81% degli intervistati afferma che l’AI ha già migliorato almeno un aspetto della propria vita.

1. Produttività (32%)
Riduzione drastica dei tempi di lavoro, automazione di processi, maggiore efficienza. Un ingegnere racconta di aver ridotto un processo da 173 giorni a 3.

2. Partnership cognitiva (17,2%)
L’AI come collega instancabile: brainstorming, revisione, problem solving.

3. Apprendimento (9,9%)
Supporto a studenti, professionisti, persone con difficoltà cognitive.

4. Accessibilità tecnica (8,7%)
L’AI permette a non esperti di creare software, prodotti digitali, strumenti inclusivi.

5. Sintesi della ricerca (7,2%)
Dalla medicina al diritto: L’intelligenza artificiale aiuta a interpretare dati complessi.

6. Supporto emotivo (6,1%)
In contesti di guerra, lutto o isolamento, l’AI diventa un punto di appoggio. Molti utenti ucraini raccontano di aver trovato nell’AI un sostegno durante i bombardamenti.

Disinformazione, perdita di autonomia e rischi economici

Gli intervistati esprimono in media 2,3 preoccupazioni ciascuno.

Le principali:

– Inaffidabilità (26,7%): errori, allucinazioni, citazioni false.
– Lavoro ed economia (22,3%): timore di sostituzione e disuguaglianze.
– Autonomia e agency (21,9%): paura che l’AI prenda decisioni al posto delle persone.
– Atrofia cognitiva (16,3%): rischio di “disimparare a pensare”.
– Governance (14,7%): mancanza di regole chiare e responsabilità.
– Misinformation (13,6%): deepfake, propaganda, perdita di fiducia pubblica.
– Privacy e sorveglianza (13,1%): uso improprio dei dati.
– Uso malevolo (13%): cyberattacchi, armi autonome.
– Creatività e senso (11,7%): timore di perdere valore come esseri umani.
– Dipendenza e benessere (11,2%): isolamento sociale, abuso dell’AI.

Perché questa survey è cruciale per le smart city italiane

L’indagine offre indicazioni strategiche per amministrazioni, aziende pubbliche e stakeholder urbani:

1. I cittadini vogliono servizi che riducano il carico mentale
Dalla governance documentale ai servizi sanitari digitali, l’AI può diventare un “facilitatore urbano”.

2. L’AI deve essere affidabile, verificabile e trasparente
La fiducia è il primo fattore di adozione.

3. Le città devono prevenire nuove disuguaglianze
Accesso equo, alfabetizzazione digitale, infrastrutture pubbliche AI-driven.

4. L’AI può potenziare welfare, sanità e istruzione
Dallo screening precoce alle piattaforme educative personalizzate.

5. Governance e regolazione sono decisive
Serve un quadro normativo chiaro, interoperabile e orientato ai diritti.

AI quale infrastruttura sociale del XXI secolo

Lo studio Anthropic mostra che l’AI non è solo tecnologia: è relazione, supporto, opportunità, bensì pure rischio.
Per le città italiane, la challenge è trasformare queste evidenze in politiche pubbliche che mettano al centro persone, fiducia e inclusione.

Fonte: @online{huang2026interviewer,
author = {Saffron Huang and Shan Carter and Jake Eaton and Sarah Pollack and Dexter Callender III and Nikki Makagiansar and Maria Gonzalez and Sylvie Carr and Jerry Hong and Kunal Handa and Miles McCain and Thomas Millar and Mo Julapalli and Grace Yun and AJ Alt and Chelsea Larsson and Jane Leibrock and Matt Gallivan and Theodore Sumers and Esin Durmus and Matt Kearney and Judy Hanwen Shen and Jack Clark and Michael Stern and Deep Ganguli},
title = {What 81,000 People Want from AI},
date = {2026-03-18},
year = {2026},
url = {https://anthropic.com/features/81k-interviews},
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