Misc Affidamento diretto e rotazione, timing del ricorso Laura Biarella 07 April 2026 Affidamento diretto e rotazione, per il TAR Lazio (sentenza n. 5380/2026) il termine per impugnare un affidamento diretto decorre dalla pubblicazione della decisione di contrarre. La tempestività è un fattore decisivo nei contratti pubblici sotto soglia. Il panorama dei contratti pubblici in Italia continua a evolversi sotto la spinta del nuovo Codice appalti (d.lgs. n. 36/2023). La pronuncia del TAR Lazio, n. 5380 dell’8 aprile 2026, interviene su un aspetto importante per imprese e pubbliche amministrazioni: l’equilibrio tra il principio di rotazione e i termini di impugnazione negli affidamenti diretti. La vicenda e la violazione della rotazione Il contenzioso origina da una procedura di affidamento diretto per un servizio software di valore inferiore ai 140.000 euro. Un operatore economico aveva presentato ricorso contestando la violazione dell’articolo 49 del D.Lgs. n. 36/2023, ovvero il principio di rotazione, lamentando pure un difetto di motivazione da parte della stazione appaltante. Il TAR Lazio non è entrato nel merito della questione, dichiarando il ricorso inammissibile. Il motivo? La presentazione tardiva dell’impugnazione rispetto ai tempi stretti previsti per la giustizia amministrativa negli appalti. Quando decorrono i termini per il ricorso? La sentenza n. 5380/2026 stabilisce un principio per la certezza del diritto: negli affidamenti diretti sotto soglia, il termine per presentare ricorso inizia a decorrere dalla pubblicazione della decisione di contrarre (o dell’avviso di manifestazione di interesse). L’aspetto dirompente della decisione afferisce all’accesso agli atti: per i giudici, il termine decorre anche se l’operatore non ha ancora effettuato l’accesso ai documenti di gara. La pubblicazione dell’atto sul website istituzionale è considerata condizione sufficiente a far scattare la “piena conoscenza” necessaria per agire in giudizio. Principio di rotazione e tutela imprese Il principio di rotazione rappresenta uno strumento fondamentale per garantire la concorrenza negli affidamenti senza gara, evitando che si consolidino rendite di posizione in favore del contraente uscente. Tuttavia, la pronuncia del TAR Lazio evidrnzia che il rispetto della legalità deve conciliarsi con la rapidità delle procedure. Per le imprese che operano nel settore dei servizi e delle forniture pubbliche, il messaggio è il seguente: monitorare quotidianamente i portali di e-procurement e gli albi pretori è l’unico modo per non perdere il diritto di difesa. Una contestazione, per quanto fondata nel merito, viene annullata se non notificata entro i 30 giorni dalla pubblicazione dell’atto. Implicazioni per le stazioni appaltanti Anche per i funzionari pubblici la pronuncia offre indicazioni preziose. La trasparenza nella pubblicazione degli atti non è solo un dovere amministrativo, ma una tutela per la stabilità dell’affidamento stesso: una pubblicazione tempestiva e corretta “blinda” la procedura, riducendo la finestra temporale per eventuali contenziosi che potrebbero paralizzare i servizi. I punti chiave della sentenza n. 5380/2026 Oggetto: affidamento diretto sotto soglia (art. 50 D.Lgs. 36/2023). Focus: termini di impugnazione e principio di rotazione. Decisione: il ricorso è inammissibile se presentato oltre i termini calcolati dalla pubblicazione dell’avviso, indipendentemente dall’accesso agli atti.