Autovelox, il Governo chiarisce: nessuna disattivazione e più sicurezza sulle strade

Autovelox, il Governo chiarisce: nessuna disattivazione e più sicurezza sulle strade

Autovelox, il riordino nazionale avviato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti introduce trasparenza, certezza giuridica e regole uniformi per l’utilizzo dei dispositivi di controllo della velocità.

Contrariamente a quanto temuto, non è prevista alcuna disattivazione automatica di massa: i Comuni possono continuare a garantire la sicurezza stradale, aggiornando progressivamente le tecnologie e valorizzando i proventi delle sanzioni per investimenti mirati.

Stop al caos sugli autovelox, cosa chiarisce il Governo

Nel corso della seduta del 1° aprile 2026, la IX Commissione Trasporti della Camera ha affrontato la tematica della presunta disattivazione degli autovelox non conformi al cosiddetto “decreto autovelox” (DM 12 aprile 2024), rispondendo all’interrogazione parlamentare n. 5-05207.

La risposta del sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, Tullio Ferrante, ha chiarito un punto essenziale per i Comuni: non è previsto alcun spegnimento indiscriminato dei dispositivi già in uso.

Al contrario, il Governo ha avviato un percorso di riordino e regolarizzazione, fondato su criteri oggettivi e verificabili.

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Piattaforma nazionale, strumento a tutela dei Comuni

Uno degli elementi cardine della riforma è l’attivazione della piattaforma nazionale di censimento degli autovelox, che consente di disporre di un quadro certo, aggiornato e trasparente dei dispositivi realmente operativi sul territorio.

Grazie a questo sistema:

  • risultano 3.913 dispositivi effettivamente in uso, tra controllo puntuale e velocità media;
  • ogni apparecchio è registrato con marca, modello, matricola e riferimento normativo;
  • viene rafforzato il principio che l’autovelox è uno strumento di prevenzione, non di mero accertamento sanzionatorio.

Per i Comuni, ciò significa difendibilità degli atti, riduzione del contenzioso e maggiore fiducia dei cittadini.

Nessuna disattivazione automatica, continuità dei controlli locali

Un passaggio cruciale riguarda i dispositivi installati prima del DM n. 282/2017.

Il nuovo schema di decreto:

  • riconosce la validità degli apparecchi già approvati;
  • consente l’omologazione successiva previa documentazione tecnica;
  • evita qualunque vuoto operativo nella gestione della sicurezza stradale.

Secondo i dati ufficiali:

  • 2.837 dispositivi risultano già omologati o immediatamente omologabili;
  • ulteriori apparecchi potranno esserlo su richiesta dei produttori;
  • i dispositivi realmente obsoleti sono già in fase di sostituzione graduale.

Per gli enti locali si tratta di un approccio realistico e sostenibile, che valorizza gli investimenti esistenti.

Proventi multe, risorse legittime per l’innovazione

Ulteriore tema cruciale riguarda le risorse economiche.

La normativa vigente, richiamata esplicitamente dal Governo, conferma che i proventi delle sanzioni possono essere utilizzati:

  • per acquistare nuovi dispositivi;
  • per aggiornare quelli esistenti;
  • per finanziare interventi di sicurezza stradale.

Il principio rafforza l’autonomia finanziaria dei Comuni e consente una programmazione pluriennale, evitando soluzioni emergenziali o tagli ai controlli.

Autostrade e nuove tecnologie, il modello Tutor 3.0

Sulla rete autostradale è già in corso la sostituzione dei sistemi più datati con tecnologie di nuova generazione, come i Tutor 3.0, pienamente conformi ai nuovi standard tecnici.

Il messaggio è chiaro, la sicurezza non si riduce, bensì si rafforza, grazie a strumenti più affidabili, precisi e trasparenti.

Riforma che rafforza il ruolo dei Comuni

Il quadro che emerge dal dibattito parlamentare è netto: il cosiddetto “decreto autovelox” non penalizza i Comuni, bensì:

  • li tutela sul piano giuridico;
  • garantisce continuità operativa;
  • promuove l’innovazione tecnologica;
  • rafforza la fiducia dei cittadini.

In un contesto di crescente attenzione alla sicurezza stradale, i Comuni restano players centrali, dotati di regole chiare e strumenti adeguati per governare il territorio.