Smart Road Enforcement HumanX Caduta su caditoia, no al risarcimento chiesto al Comune se il pericolo è visibile Laura Biarella 08 April 2026 Citizen Safety & Security Sicurezza Caduta su caditoia. L’ordinanza n. 8633/2026 della Corte di Cassazione nega la richiesta di risarcimento danni per una caduta causata da una caditoia stradale, confermando che la condotta della danneggiata può escludere la responsabilità dell’ente custode. Dinamica del sinistro e gradi di giudizio Il caso origina nel 2015, quando una donna riportò una frattura scomposta inciampando in una caditoia per la raccolta delle acque piovane situata lungo la via in cui risiedeva. Inizialmente, la causa era stata intentata contro la Provincia, per poi estendersi al Comune. Sia il Tribunale nel 2022, che la Corte d’Appello nel 2024, hanno rigettato le istanze della donna, ritenendo l’evento riconducibile solo alla sua condotta colposa. Decisione della Corte di Cassazione La III Sezione Civile ha dichiarato inammissibili e infondati i motivi del ricorso, focalizzandosi su due punti per determinare la responsabilità civile da cose in custodia (ex art. 2051 c.c.): Visibilità del pericolo: la caditoia era chiaramente visibile, come confermato dalla testimonianza di una vicina che aveva assistito alla scena dal proprio balcone. Conoscenza dei luoghi: la ricorrente risiedeva nella stessa via del sinistro, fattore che avrebbe dovuto indurre a una maggiore cautela nella deambulazione. Per gli Ermellini la condotta della vittima è stata l’unica ed esclusiva causa dell’evento dannoso, riducendo la buca stradale a “mera occasione” e non a causa determinante del danno. “Caso fortuito” e responsabilità oggettiva L’ordinanza ribadisce che la responsabilità dell’ente custode è oggettiva, ma può essere vinta dalla prova del caso fortuito, che include anche il fatto colposo del danneggiato. In questo contesto, non occorre che la condotta imprudente sia “imprevedibile” in senso assoluto, bensì che risulti oggettivamente estranea a una normale regolarità causale in presenza di pericoli facilmente percepibili. Spese legali Oltre al rigetto del ricorso, la Cassazione ha condannato la ricorrente al rimborso delle spese legali a favore della Provincia (1.300 euro) e del Comune (1.600 euro), oltre oneri accessori. Per la natura della causa, è stata inoltre disposta l’omissione delle generalità della ricorrente in caso di diffusione del provvedimento.