Decreto bollette 2026, tutte le novità più rilevanti dopo l’approvazione definitiva del Senato

Decreto bollette 2026, tutte le novità più rilevanti dopo l’approvazione definitiva del Senato

Decreto bollette, dalla riduzione dei costi energetici alla riforma delle reti: cosa cambia per famiglie, imprese e territori

L’8 aprile il Senato ha approvato in via definitiva il ddl n. 1857, rinnovando la fiducia al Governo con 102 voti favorevoli, 64 contrari e 2 astenuti. La legge converte il decreto‑legge n. 21/2026, un provvedimento ampio che interviene su bollette, competitività industriale, rinnovabili, reti elettriche, gas e data center.

Il dossier parlamentare definisce l’impianto del decreto come un insieme di “misure urgenti per la riduzione del costo dell’energia elettrica e del gas in favore delle famiglie e delle imprese” e di interventi per “la risoluzione della saturazione virtuale delle reti elettriche e l’integrazione dei centri di elaborazione dati nel sistema elettrico”.

La conversione del DL Energia 2026 rappresenta un intervento organico che agisce contemporaneamente su bollette, reti, rinnovabili, gas, tutela dei consumatori e infrastrutture digitali.

Un provvedimento che punta a rendere il sistema energetico più competitivo, più sicuro e più sostenibile, con effetti diretti su famiglie, imprese e amministrazioni locali.

Di seguito, le novità più rilevanti per cittadini, imprese e amministrazioni locali.

LEGGI ANCHE Energia, reti e data center: cosa cambia per i Comuni con la conversione del decreto bollette 2026

1. Contributo straordinario da 115 euro per i titolari del bonus sociale

Per il 2026 viene introdotto un contributo aggiuntivo di 115 euro destinato ai nuclei che già beneficiano del bonus sociale elettrico.

Il dossier chiarisce che il contributo è “aggiuntivo rispetto al bonus sociale previsto a legislazione vigente” e che sarà riportato in bolletta con una dicitura standardizzata definita da ARERA.

Perché è rilevante

  • rafforza la protezione delle famiglie vulnerabili;
  • si aggiunge ai bonus ordinari già parametrati all’ISEE;
  • è finanziato con 315 milioni di euro.

2. Contributo volontario dei venditori per famiglie con ISEE fino a 25.000 euro

Per il 2026‑2027 i venditori di energia possono riconoscere uno sconto pari al valore della componente PE della bolletta, fino a circa 60 euro.

Il dossier specifica che il contributo “non può dipendere dall’acquisto di altri servizi o prodotti, né comportare condizioni contrattuali peggiori”.

Perché è rilevante

  • amplia la platea dei beneficiari oltre il bonus sociale;
  • incentiva comportamenti virtuosi dei venditori;
  • introduce un meccanismo di attestazione ARERA utilizzabile a fini commerciali.

3. Stop al telemarketing energetico non richiesto

Il nuovo comma 5‑bis dell’art. 1 modifica il Codice del Consumo introducendo un divieto generale di chiamate commerciali non richieste nel settore energia.

Il dossier riporta che i contatti dovranno provenire da “un numero che identifichi univocamente il professionista”.

Perché è rilevante

  • tutela i consumatori da pratiche aggressive;
  • riduce il fenomeno dei contratti non richiesti;
  • rafforza il ruolo degli sportelli comunali energia.

4. Riduzione della componente ASOS per le utenze non domestiche

Il decreto interviene sulla componente ASOS, che finanzia gli incentivi alle rinnovabili e pesa sulle bollette.

Perché è rilevante

  • riduce i costi energetici per imprese, servizi pubblici e molte utenze comunali;
  • sostiene la competitività del tessuto produttivo;
  • alleggerisce la spesa corrente degli enti locali.

5. Contratti di lungo termine (PPA) per le imprese e ruolo dei consorzi industriali

L’art. 4 promuove i Power Purchase Agreement da rinnovabili, consentendo ai consorzi industriali di individuare superfici idonee e avvalersi del supporto del GSE.

Il dossier evidenzia che i consorzi possono richiedere al GSE “il censimento delle aree e la stima del potenziale di autoconsumo”.

Perché è rilevante

  • favorisce investimenti in impianti FER;
  • stabilizza i costi energetici delle imprese;
  • valorizza aree industriali dismesse o sottoutilizzate.

6. Misure per superare la saturazione virtuale delle reti elettriche

Il decreto introduce interventi per liberare capacità di rete e accelerare la connessione degli impianti rinnovabili.

Il dossier parla esplicitamente di misure per “la risoluzione della saturazione virtuale delle reti elettriche”.

Perché è rilevante

  • accelera la realizzazione di impianti fotovoltaici e CER;
  • riduce i tempi di attesa per le connessioni;
  • facilita gli investimenti pubblici e privati in energia pulita.

7. Procedimento unico per l’autorizzazione dei data center

L’art. 8 introduce un procedimento unico per i progetti di data center, con tempi certi e coordinamento tra enti.

Perché è rilevante

  • semplifica l’insediamento di infrastrutture strategiche;
  • riduce la frammentazione autorizzativa;
  • impatta su urbanistica, consumo di suolo e fabbisogni energetici locali.

8. Gas: misure per stabilizzare i prezzi e rafforzare la concorrenza

Il decreto interviene su:

  • riduzione degli oneri del gas per la produzione elettrica;
  • misure per l’abbattimento del prezzo del gas per le imprese;
  • rafforzamento dei mercati all’ingrosso.

Perché è rilevante

  • sostiene la competitività industriale;
  • riduce la volatilità dei prezzi;
  • migliora la sicurezza degli approvvigionamenti.

9. Bioenergie e phase‑out dal carbone

Il provvedimento riforma i meccanismi di sostegno alle bioenergie e introduce misure per accelerare l’abbandono del carbone.

Perché è rilevante

  • favorisce impianti programmabili e stabili;
  • contribuisce alla decarbonizzazione;
  • supporta la transizione energetica dei territori.

LEGGI ANCHE Autovelox, il Governo chiarisce: nessuna disattivazione e più sicurezza sulle strade