Appalti, Anac: "stop all'esternalizzazione delle verifiche sui requisiti"

Appalti, Anac: “stop all’esternalizzazione delle verifiche sui requisiti”

Appalti, una visita ispettiva dell’Autorità Nazionale Anticorruzione rivela gravi criticità in un’Agenzia del Centro-Sud: affidamenti illegittimi e violazioni del principio di rotazione. Sotto la lente anche la trasparenza digitale.

Una “pesante criticità” che mina la legittimità stessa delle procedure di gara. Con la delibera n. 116 del 1 aprile 2026, ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) ha messo sotto accusa il modus procedendi di una Centrale di Committenza regionale del Centro-Sud, rea di aver delegato a soggetti privati compiti che la legge riserva esclusivamente alle stazioni appaltanti.

La verifica dei requisiti non è delegabile

L’ispezione, condotta nel febbraio 2026, ha accertato che l’ente ha affidato a operatori economici privati l’acquisizione della documentazione necessaria per verificare l’affidabilità morale e professionale dei concorrenti (certificati penali, antimafia, carichi pendenti).

Per l’Autorità, questa attività è un elemento cardine della fase di aggiudicazione e costituisce il proprium dell’attività amministrativa: non può essere esternalizzata né delegata.

ANAC ha chiarito che il nuovo Codice dei Contratti Pubblici (d.lgs. n. 36/2023) impone che sia il RUP (Responsabile Unico del Progetto) a occuparsi direttamente di tali verifiche, avvalendosi, se necessario, del Fascicolo Virtuale dell’Operatore Economico (FVOE).

Rotazione e trasparenza, altre ombre sugli affidamenti

Oltre all’illegittima esternalizzazione, l’ispezione ha portato alla luce ulteriori irregolarità in specifici affidamenti:

  • violazione del principio di rotazione: in un caso (CIG A00A5BD656) l’ente ha scelto un operatore proprio perché era il fornitore uscente, violando il divieto di creare “rendite di posizione”
  • carenze documentali: sono emerse mancanze gravi come l’assenza di formali stipule contrattuali e la mancata verifica dei requisiti in capo agli stessi aggiudicatari del servizio di supporto,
  • trasparenza digitale: la piattaforma in uso all’Agenzia ha mostrato criticità nella trasmissione dei dati alla BDNCP (Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici), con link ai documenti di gara non corretti o informazioni mancanti sulla fase di esecuzione.

Prescrizioni dell’Autorità

L’attività ispettiva ha evidenziato come queste criticità siano frutto di un ritardo organizzativo dell’ente, nato con competenze informatiche e solo di recente trasformato in centrale di committenza senza un adeguato potenziamento del personale specializzato.

ANAC ha invitato l’Agenzia ad adottare immediatamente correttivi, raccomandando l’assunzione di personale esperto in procurement e il corretto utilizzo della PAD (Piattaforma di Approvvigionamento Digitale).

L’ente ha ora 30 giorni di tempo per comunicare le azioni intraprese per sanare le irregolarità e garantire la conformità delle future procedure di gara.