Legal Smart Road Appalti, Anac: "stop all'esternalizzazione delle verifiche sui requisiti" Laura Biarella 13 April 2026 Italia Appalti, una visita ispettiva dell’Autorità Nazionale Anticorruzione rivela gravi criticità in un’Agenzia del Centro-Sud: affidamenti illegittimi e violazioni del principio di rotazione. Sotto la lente anche la trasparenza digitale. Una “pesante criticità” che mina la legittimità stessa delle procedure di gara. Con la delibera n. 116 del 1 aprile 2026, ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) ha messo sotto accusa il modus procedendi di una Centrale di Committenza regionale del Centro-Sud, rea di aver delegato a soggetti privati compiti che la legge riserva esclusivamente alle stazioni appaltanti. La verifica dei requisiti non è delegabile L’ispezione, condotta nel febbraio 2026, ha accertato che l’ente ha affidato a operatori economici privati l’acquisizione della documentazione necessaria per verificare l’affidabilità morale e professionale dei concorrenti (certificati penali, antimafia, carichi pendenti). Per l’Autorità, questa attività è un elemento cardine della fase di aggiudicazione e costituisce il proprium dell’attività amministrativa: non può essere esternalizzata né delegata. ANAC ha chiarito che il nuovo Codice dei Contratti Pubblici (d.lgs. n. 36/2023) impone che sia il RUP (Responsabile Unico del Progetto) a occuparsi direttamente di tali verifiche, avvalendosi, se necessario, del Fascicolo Virtuale dell’Operatore Economico (FVOE). Rotazione e trasparenza, altre ombre sugli affidamenti Oltre all’illegittima esternalizzazione, l’ispezione ha portato alla luce ulteriori irregolarità in specifici affidamenti: violazione del principio di rotazione: in un caso (CIG A00A5BD656) l’ente ha scelto un operatore proprio perché era il fornitore uscente, violando il divieto di creare “rendite di posizione” carenze documentali: sono emerse mancanze gravi come l’assenza di formali stipule contrattuali e la mancata verifica dei requisiti in capo agli stessi aggiudicatari del servizio di supporto, trasparenza digitale: la piattaforma in uso all’Agenzia ha mostrato criticità nella trasmissione dei dati alla BDNCP (Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici), con link ai documenti di gara non corretti o informazioni mancanti sulla fase di esecuzione. Prescrizioni dell’Autorità L’attività ispettiva ha evidenziato come queste criticità siano frutto di un ritardo organizzativo dell’ente, nato con competenze informatiche e solo di recente trasformato in centrale di committenza senza un adeguato potenziamento del personale specializzato. ANAC ha invitato l’Agenzia ad adottare immediatamente correttivi, raccomandando l’assunzione di personale esperto in procurement e il corretto utilizzo della PAD (Piattaforma di Approvvigionamento Digitale). L’ente ha ora 30 giorni di tempo per comunicare le azioni intraprese per sanare le irregolarità e garantire la conformità delle future procedure di gara.