Legal Politiche ambientali Emissioni gas serra, in UE giù del 40% dal 1990 Laura Biarella 20 April 2026 Agenda 2030 Eco-News Energia Le emissioni di gas serra dell’Unione europea sono diminuite del 40% rispetto ai livelli del 1990. È quanto emerge dai dati ufficiali trasmessi dall’UE all’ONU e dall’analisi pubblicata dall’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) nell’aprile 2026. Un esito storico, trainato soprattutto dal settore energetico, dalle rinnovabili e dalle politiche climatiche europee, che rafforza l’iter verso la neutralità climatica al 2050. Emissioni europee continuano a diminuire, -3% tra 2023 e 2024 Secondo l’ultimo inventario dei gas serra dell’UE, inviato il 15 aprile 2026 alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), le emissioni complessive dell’Unione sono diminuite di un ulteriore 3% tra il 2023 e il 2024. Questo calo porta la riduzione totale al 40% rispetto ai livelli del 1990, confermando un trend strutturale di decarbonizzazione che dura da oltre tre decenni. L’inventario è stato preparato dall’AEA per conto delle istituzioni europee e rappresenta il principale riferimento ufficiale per il monitoraggio climatico dell’UE. Rinnovabili, efficienza energetica e trasformazione economica Il rapporto dell’AEA evidenzia come la riduzione delle emissioni sia il risultato di una combinazione di fattori: forte crescita delle energie rinnovabili, progressiva sostituzione dei combustibili fossili più inquinanti, miglioramenti nell’efficienza energetica, cambiamenti strutturali nei sistemi produttivi e industriali europei. Quasi tutti gli Stati membri hanno contribuito in modo significativo, dimostrando come le politiche climatiche comuni possano produrre risultati concreti su scala continentale. Settore energetico principale motore del taglio delle emissioni La produzione di elettricità e calore è il comparto che ha registrato la maggiore riduzione: -58% di emissioni dal 1990. Dal 1990 al 2024: l’uso di carbone nelle centrali elettriche è diminuito di oltre il 68%; i combustibili liquidi sono calati dell’86%; il gas naturale è aumentato come fonte di transizione, ma con emissioni in riduzione del 18% dal 2022. Parallelamente, la quota di energia rinnovabile nel mix europeo è cresciuta in modo sostanziale, riducendo le emissioni di CO₂ per unità di energia prodotta. Industria, edilizia e settore residenziale in forte miglioramento Importanti riduzioni si sono registrate anche: nell’industria manifatturiera e nelle costruzioni, nel settore siderurgico, nella combustione residenziale. Nel comparto abitativo, i progressi sono legati soprattutto a: migliori standard di isolamento degli edifici, sistemi di riscaldamento più efficienti, inverni più miti, che hanno ridotto la domanda energetica. Trasporti e foreste, criticità ancora aperte Non tutti i settori seguono però la stessa traiettoria positiva. Le emissioni del trasporto su strada continuano ad aumentare, sia per passeggeri sia per merci. Nonostante l’efficienza dei veicoli e la diffusione delle auto elettriche, la crescita della domanda di mobilità ha superato i benefici tecnologici. Critica anche la situazione del carbon sink forestale: la capacità delle foreste europee di assorbire CO₂ si è indebolita a causa dell’invecchiamento degli ecosistemi, dell’aumento dei prelievi di legname e degli impatti del cambiamento climatico. Gas fluorurati, successo delle politiche europee Un segnale positivo arriva invece dagli idrofluorocarburi (HFC) utilizzati in refrigerazione e condizionamento. Dopo una notevole crescita fino al 2014, le emissioni di questi gas risultano in calo da dieci anni consecutivi, grazie alla progressiva eliminazione dei gas fluorurati prevista dalla normativa UE. Ruolo delle politiche climatiche dell’UE Gran parte dei risultati raggiunti è attribuibile alle politiche comunitarie e nazionali introdotte a partire dagli anni ’90 e rafforzate dal 2005 in poi. Tra gli strumenti chiave: il Sistema europeo di scambio delle quote di emissione (ETS), le politiche agricole e ambientali, le misure nazionali per i settori non coperti dall’ETS. Secondo l’AEA, senza questo quadro normativo comune, le riduzioni osservate non sarebbero state possibili. Verso il 2030 e il 2050, obiettivi ambiziosi ma raggiungibili Va ricordato che i dati dell’inventario non includono il trasporto aereo e marittimo internazionale, mentre l’obiettivo fissato dalla Legge europea sul clima al 2030 (riduzione netta del 55%) li considera parzialmente. Nonostante ciò, il trend attuale conferma che l’Unione europea è sulla strada giusta per consolidare la propria leadership climatica globale, accelerando la transizione verso un’economia sostenibile, resiliente e a basse emissioni di carbonio.