Politiche ambientali HumanX Reati ambientali, via libera del Governo: nuove pene, più controlli e responsabilità anche per le imprese Laura Biarella 22 April 2026 Accessibilità Compliance Eco-News Energia Sostenibilità Reati ambientali, il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il decreto di attuazione della direttiva UE sulla tutela penale dell’ambiente. Nascono nuovi reati, aumentano le sanzioni e si rafforza il coordinamento contro la criminalità ambientale. Un cambio di passo che riguarda da vicino anche i territori come la Toscana, storicamente esposti al rischio ambientale. Consiglio dei Ministri, ok definitivo alla riforma penale ambientale Il Consiglio dei Ministri n. 169, riunito il 21 aprile 2026 a Palazzo Chigi, ha approvato in esame definitivo il decreto legislativo di attuazione della direttiva (UE) 2024/1203 sulla tutela penale dell’ambiente. Il provvedimento, proposto dal Ministro per gli Affari europei e dal Ministro della Giustizia, rappresenta uno degli interventi più incisivi degli ultimi anni in materia di contrasto ai reati ambientali. La nuova disciplina sostituisce le precedenti direttive europee del 2008 e del 2009, introducendo fattispecie penali più chiare, sanzioni più severe e strumenti di coordinamento rafforzati tra autorità giudiziarie. Nuovi reati ambientali, nasce il commercio di prodotti inquinanti Tra le principali novità figura l’introduzione del reato di commercio di prodotti inquinanti. Non solo chi inquina direttamente, ma anche chi immette sul mercato prodotti che causano danni ambientali potrà ora rispondere penalmente. Una svolta rilevante, perché amplia la responsabilità lungo tutta la filiera produttiva e commerciale, con ricadute dirette su settori industriali, logistici e manifatturieri. Morte e lesioni, responsabilità estese anche all’inquinamento “indiretto” Il decreto rafforza anche il regime sanzionatorio nei casi più gravi. La responsabilità per morte o lesioni personali viene estesa non solo all’inquinamento diretto, ma anche alle conseguenze derivanti dal commercio di prodotti inquinanti. Le pene massime aumentano: fino a 12 anni di reclusione in caso di morte; aggravanti specifiche se l’inquinamento coinvolge ecosistemi di grandi dimensioni, habitat protetti o aree vincolate. Gestione illecita dei rifiuti, sanzioni graduate in base alla pericolosità Importante anche la riforma della disciplina sulla gestione non autorizzata dei rifiuti. Per la prima volta viene introdotta una distinzione punitiva basata sulla pericolosità dei rifiuti stessi: ammenda da 2.000 euro per le violazioni meno gravi; reclusione fino a tre anni per i casi più pericolosi. Una scelta che mira a rendere le sanzioni più proporzionate e realmente dissuasive, colpendo con maggiore forza i comportamenti ad alto impatto ambientale. Più coordinamento contro i crimini ambientali Il decreto rafforza il Sistema nazionale di coordinamento contro la criminalità ambientale, istituito presso la Procura generale della Corte di Cassazione. Il Procuratore generale potrà avvalersi della collaborazione specialistica dell’Arma dei Carabinieri, migliorando la capacità investigativa e il coordinamento tra procure. Un punto cruciale soprattutto per regioni come la Toscana, dove la tutela del territorio, delle risorse naturali e del paesaggio è strettamente legata allo sviluppo sostenibile e alla qualità della vita. Responsabilità penale anche per le imprese La riforma incide in modo significativo anche sulla responsabilità amministrativa degli enti (d.lgs. n. 231/2001). Le imprese potranno subire: sanzioni pecuniarie più elevate; misure interdittive; obblighi di ripristino ambientale. Un segnale chiaro verso un modello di impresa responsabile, in cui il rispetto dell’ambiente diventa elemento centrale della governance aziendale. Impatto concreto su territori e comunità locali La nuova tutela penale dell’ambiente non è solo una riforma tecnica. Per i territori, dai grandi contesti urbani alle realtà locali, significa più strumenti di difesa contro eco-reati, maggiore prevenzione e una risposta giudiziaria più efficace. Il decreto si inserisce nel quadro degli obiettivi europei e del PNRR, con l’ambizione di rendere la tutela dell’ambiente una priorità reale e non solo dichiarata.