Tech Cittadini e digitale, Italia accelera ma resta indietro sugli obiettivi UE 2030 Laura Biarella 23 April 2026 AI App Device Digitalizzazione IoT Cittadini e digitale. Dal nuovo rapporto ISTAT 2026 emergono progressi significativi su competenze digitali, uso dell’IA, SPID/CIE ed e‑commerce. Persistono forti divari generazionali, territoriali e sociali. Italia più connessa, cresce l’accesso a Internet soprattutto tra gli anziani Nel 2025 l’87,3% delle famiglie italiane dispone di un accesso a Internet, con un aumento di 1,1 punti percentuali rispetto al 2024. Il Mezzogiorno continua a mostrare un ritardo strutturale di circa 5 punti rispetto al Centro‑Nord, mentre Toscana (90,9%), Trento (90,6%) e Veneto (89,5%) guidano la classifica delle regioni più connesse. Il dato più rilevante riguarda le famiglie composte esclusivamente da anziani, che raggiungono il 63,9% di copertura (+3,3 punti). Rimane però ampia la distanza rispetto alle famiglie con minori (98,7%). Competenze digitali, +8,4 punti in un anno ma l’Italia resta lontana dall’Europa Il rapporto ISTAT conferma un miglioramento netto: nel 2025 il 54,3% delle persone tra 16 e 74 anni possiede competenze digitali almeno di base. Un progresso significativo, ma ancora distante dall’obiettivo europeo dell’80% entro il 2030. I divari restano profondi: – 71,7% tra i giovani 20‑24 anni – 49,1% tra i 55‑59enni – 27,4% tra i 65‑74 anni Il livello di istruzione è determinante: l’86,1% dei laureati ha competenze adeguate, contro il 33,5% di chi possiede al massimo la licenza media. Internet quasi universale ma con forti differenze generazionali L’83,1% della popolazione dai 6 anni in su ha usato Internet negli ultimi tre mesi. La rete è ormai un’abitudine consolidata per gli under 44 (oltre il 95%), mentre l’uso cala al 72,5% tra i 65‑74 anni e al 35,7% tra gli over 75. Cresce anche il multi‑device: – smartphone (79,1%) – PC (54%) – smart TV e dispositivi intelligenti (38,2%) – tablet (27,8%) I giovani 11‑24 anni sono i più propensi a utilizzare più dispositivi contemporaneamente. Intelligenza artificiale, Italia penultima in Europa Per la prima volta ISTAT misura l’uso dell’IA generativa: – 32,7% la media UE – 19,9% l’Italia (penultima, davanti solo alla Romania) Tra i giovani l’adozione è molto più alta: – 51,2% dei 14‑19 anni – 43,1% dei 20‑24 anni Il non utilizzo è spesso legato alla mancanza di necessità (59,9%) o di competenze (21,6%). E‑commerce, acquista online quasi una persona su due Nel 2025 il 49% degli italiani dai 14 anni in su ha effettuato acquisti online. I giovani 20‑24 anni sono i più attivi (75,6%). Tra i beni e servizi più acquistati negli ultimi tre mesi: – merci (35,2%) – abbonamenti streaming (15,4%) – trasporti (13,4%) – biglietti per eventi (12%) Il 41,2% degli acquirenti segnala almeno un problema, soprattutto ritardi nelle consegne. PA digitale, cresce l’uso di SPID e CIE ma il Sud resta indietro Nel 2025 il 47% delle persone dai 15 anni in su ha utilizzato SPID o CIE negli ultimi 12 mesi (+5,7 punti sul 2023). L’uso è più diffuso: – tra i 25‑44 anni (oltre il 60%) – nel Nord (52,3%) – tra i laureati (77%) Le regioni più virtuose: Emilia‑Romagna (58,2%), Trento (56,4%), Lombardia (55%). Le ultime: Sicilia (36,7%), Molise (36,6%), Calabria (33,8%). Cresce anche l’interazione digitale con la PA: – 29,1% accede a informazioni personali – 26,6% prenota appuntamenti – 25,3% scarica moduli – 15,1% richiede certificati online Paese che avanza ma a velocità diverse Il report ISTAT 2026 mostra un’Italia che accelera sul digitale, trainata dai giovani e dalle regioni del Centro‑Nord. Tuttavia, i divari generazionali, territoriali e sociali restano profondi e rischiano di frenare il raggiungimento degli obiettivi europei per il 2030. Per colmare il gap serviranno politiche mirate su formazione, inclusione digitale e infrastrutture, con particolare attenzione alle fasce più fragili della popolazione.