Enforcement Cassazione e sanzioni stradali: autovelox e semafori, l’orientamento 2026 rafforza i Comuni Laura Biarella 03 May 2026 Cds News&Trend Safety & Security Autovelox e semafori: tra omologazione, taratura e prove fotografiche, la Suprema Corte riduce i ricorsi fondati su vizi formali Negli ultimi mesi la Corte di Cassazione ha consolidato un orientamento giurisprudenziale che rafforza in modo significativo la posizione dei Comuni nella governance delle sanzioni stradali, in particolare su autovelox e impianti semaforici con photored. Le pronunce più recenti, tra la fine del 2025 e il 2026, segnano un cambio di rotta: meno spazio ai ricorsi basati su irregolarità marginali, maggiore attenzione alla sostanza dell’accertamento e all’affidabilità tecnica degli strumenti di rilevazione. Un indirizzo che si inserisce in un quadro già delineato da CityNext, come evidenziato nell’articolo Photored e semaforo rosso: confermata la multa, nessuna autorizzazione prefettizia necessaria in area urbana. Autovelox: meno formalismi, più affidabilità tecnica Sul fronte autovelox, la Cassazione ha progressivamente ridimensionato il peso delle contestazioni meramente formali. Con l’ordinanza n. 7374 del 27 marzo 2026, la Suprema Corte ha affermato che la multa per eccesso di velocità può restare valida anche in assenza di una omologazione “piena”, se l’amministrazione dimostra che: il dispositivo è stato regolarmente tarato; sono documentate verifiche periodiche di funzionalità; lo strumento garantisce affidabilità e attendibilità tecnica. Il principio è chiaro: non basta più invocare un vizio formale per ottenere l’annullamento della sanzione. Resta tuttavia un orientamento non monolitico. Altre decisioni, come l’ordinanza n. 8797/2026, ribadiscono che l’omologazione ministeriale resta requisito centrale quando mancano prove alternative di corretto funzionamento. Ne emerge un criterio “selettivo”: pro-Comuni, se taratura e verifiche sono dimostrate; mentre è sfavorevole, se lo strumento presenta lacune tecniche reali. Semafori e photored, Cassazione conferma la linea rigorosa ma favorevole agli enti locali Ancora più netta è la posizione della Cassazione sulle sanzioni per passaggio con il semaforo rosso, come dimostra la recente ordinanza n. 11768/2026, pubblicata il 29 aprile 2026 e relativa a un verbale elevato con impianto automatico di rilevazione semaforica. In questa pronuncia la Seconda Sezione Civile ha respinto integralmente il ricorso dell’automobilista, confermando che: la documentazione fotografica può costituire prova piena dell’infrazione; un errore materiale nel numero di matricola dell’apparecchio non invalida il verbale, se è chiaro quale impianto sia stato utilizzato; la multa è valida se l’apparecchio risulta regolarmente omologato, tarato e verificato; l’eventuale violazione delle regole interne sull’orario di funzionamento del semaforo non esclude l’illecito dell’utente, ma può al più rilevare come responsabilità dell’amministrazione. La Corte richiama inoltre un principio consolidato (Cass. n. 16853/2016): il funzionamento dell’impianto in una fascia oraria non incide sulla legittimità della sanzione, se il semaforo era effettivamente in funzione al momento del passaggio con il rosso. Un ulteriore elemento di rilievo, sovente trascurato nel dibattito, riguarda le conseguenze processuali del ricorso infondato. Nell’ordinanza n. 11768/2026, la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento di € 900,00 in favore della cassa delle ammende, ai sensi dell’art. 96, comma 4, cod. proc. civ., norma applicata quando il ricorso è ritenuto manifestamente infondato o proposto con finalità dilatorie. Un segnale chiaro: impugnare una multa basandosi su vizi puramente formali non è solo un’operazione destinata al fallimento nel merito, ma può tradursi in un costo aggiuntivo concreto per il ricorrente. Stop ai ricorsi “seriali”, svolta della Suprema Corte Il filo conduttore delle decisioni più recenti è evidente: la Cassazione mira a contenere il contenzioso seriale fondato su vizi minori, che spesso non incidono sulla reale dinamica dell’infrazione. In sintesi: Autovelox: maggiore elasticità, se lo strumento è tecnicamente affidabile; Semafori: rigore tecnico, ma nessun annullamento automatico per mere irregolarità formali; Prova: centralità di foto, certificazioni e verifiche documentate; Ricorsi: ridotta efficacia delle contestazioni basate solo su cavilli. Impatti pratici per cittadini e amministrazioni Per i cittadini Contestare una multa oggi richiede un approccio più sostanziale: non è sufficiente eccepire l’assenza di una formalità; occorre verificare tarature, omologazioni e corretto funzionamento. Per i Comuni Crescono le responsabilità, ma anche le tutele: obbligo di gestione tecnica rigorosa degli impianti; maggiore tenuta dei verbali in giudizio, se ben documentati. Conclusioni La Cassazione sta costruendo un orientamento pragmatico, che privilegia la sostanza dell’accertamento rispetto alla forma. Non una sanatoria generalizzata delle multe, ma una linea chiara: le sanzioni sono legittime quando l’attività amministrativa è tecnicamente corretta e dimostrabile. Una direzione destinata ad incidere su migliaia di ricorsi e a ridefinire l’equilibrio tra tutela del cittadino ed esigenze di sicurezza stradale. LEGGI ANCHE Photored e semaforo rosso, confermata la multa. Nessuna autorizzazione prefettizia necessaria in area urbana Autovelox, Cassazione 2026: quattro pronunce che ridisegnano le regole