Roma Capitale diventa ente costituzionale, primo ok alla riforma dell'articolo 114

Roma Capitale diventa ente costituzionale, primo ok alla riforma dell’articolo 114

Roma Capitale ente costituzionale. La Camera dei deputati il 29 aprile 2026 ha dato il primo via libera al disegno di legge costituzionale A.C. 2564-A che modifica l’articolo 114 della Costituzione, elevando “Roma Capitale” a livello di governo autonomo con potestà legislativa su 11 materie. Il voto finale: 159 sì, 33 no, 55 astenuti. Ora il testo inizia il lungo iter della doppia lettura parlamentare.

Cosa prevede la riforma, Roma Capitale entra in Costituzione come ente autonomo

Con 159 voti favorevoli, 33 contrari e 55 astensioni, l’Aula di Montecitorio il 29 aprile ha approvato in prima lettura il disegno di legge costituzionale che riscrive l’articolo 114 della Costituzione italiana, inserendo Roma Capitale nell’elenco degli enti autonomi che compongono la Repubblica, accanto a Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni.

Si tratta di una svolta istituzionale di rilievo storico: per la prima volta, la Capitale d’Italia non sarebbe più disciplinata esclusivamente da una legge ordinaria dello Stato, ma verrebbe riconosciuta quale ente costituzionale dotato di propri statuti, poteri e funzioni.

Il percorso parlamentare era iniziato il 16 maggio 2024 con l’esame in sede referente presso la I Commissione Affari Costituzionali della Camera, dove erano state abbinate più proposte di legge.

Il testo-base adottato è il disegno di legge governativo (A.C. 2564), presentato il 5 agosto 2025 a seguito dell’approvazione del Consiglio dei Ministri il 30 luglio 2025.

11 materie legislative di Roma Capitale, dall’urbanistica al turismo

Il cuore della riforma riguarda l’attribuzione a Roma Capitale di potestà legislativa in 11 materie:

  • trasporto pubblico locale
  • polizia amministrativa locale
  • governo del territorio
  • commercio
  • valorizzazione dei beni culturali e ambientali
  • promozione e organizzazione di attività culturali
  • turismo
  • artigianato
  • servizi e politiche sociali
  • edilizia residenziale pubblica
  • organizzazione amministrativa di Roma Capitale

Secondo quanto chiarito dall’articolo 2 del disegno di legge, la potestà legislativa di Roma Capitale verrebbe equiparata, per struttura e limiti, a quella delle Regioni a statuto ordinario.

In particolare:

Materie a legislazione concorrente

(lo Stato fissa i principi fondamentali)

  • governo del territorio
  • valorizzazione dei beni culturali e ambientali
  • promozione e organizzazione di attività culturali

Materie di competenza residuale

  • trasporto pubblico locale
  • polizia amministrativa locale
  • commercio
  • turismo
  • artigianato
  • servizi e politiche sociali
  • edilizia residenziale pubblica
  • organizzazione amministrativa di Roma Capitale

Resta tuttavia aperto, come evidenziato dal dossier della Camera, il tema del coordinamento tecnico con l’articolo 117 della Costituzione, che attualmente disciplina la potestà legislativa facendo riferimento solo a Stato e Regioni.

Legge rinforzata e autonomia finanziaria

La riforma introduce un nuovo comma all’articolo 114 che prevede una legge rinforzata per disciplinare l’ordinamento di Roma Capitale: la sua approvazione richiede la maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera, previo parere del Consiglio della Regione Lazio e dell’Assemblea elettiva di Roma Capitale.

Tale legge dovrà inoltre:

  • attribuire a Roma Capitale condizioni peculiari di autonomia amministrativa e finanziaria, nel rispetto dell’articolo 119 della Costituzione;
  • disciplinare le forme di decentramento amministrativo e determinarne i principi;
  • fornire la base normativa per la regolazione interna dei Municipi.

Sul piano finanziario, il richiamo all’articolo 119 Cost. mira a garantire risorse coerenti con le nuove funzioni attribuite.

Voto e divisioni politiche, campo largo spaccato

Il voto in Aula ha confermato le tensioni emerse già in sede referente.

La maggioranza di centrodestra ha votato compatta a favore.

L’opposizione si è presentata divisa:

  • Contrari: Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra
  • Astenuti: Partito Democratico e Italia Viva
  • Favorevoli: Azione

La premier Giorgia Meloni ha parlato di “amarezza e stupore” per l’astensione del PD, sottolineando che il testo incorporava le proposte avanzate dal sindaco di Rome Roberto Gualtieri.

La ministra per le Riforme istituzionali Elisabetta Casellati ha parlato di “giravolta inaccettabile”.

Il PD aveva giustificato l’astensione con la richiesta di procedere parallelamente anche alla legge ordinaria attuativa.

Nodo della legge attuativa

Il punto di attrito politico centrale rimane la legge sull’ordinamento di Roma Capitale prevista dalla riforma.

Il dossier della Camera segnala inoltre un possibile nodo tecnico: la nuova potestà legislativa potrebbe teoricamente entrare in vigore prima dell’approvazione completa della legge ordinamentale, elemento che viene indicato come meritevole di approfondimento.

Il sindaco Roberto Gualtieri ha accolto l’approvazione come “un fatto positivo”, chiedendo però di definire rapidamente contenuti attuativi e risorse necessarie.

Milano, Venezia e gli altri capoluoghi

Una modifica introdotta in sede referente inserisce un ulteriore comma all’articolo 114 che consente alla legge statale di attribuire ai Comuni capoluogo delle città metropolitane specifiche e ulteriori funzioni amministrative, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza.

La norma non attribuisce automaticamente poteri legislativi analoghi a quelli di Roma a città come Milan, Naples, Turin, Venice o Bari, ma apre alla possibilità di ulteriori funzioni amministrative tramite legge statale.

A margine dell’Assemblea, la Lega per Salvini Premier ha fatto approvare un ordine del giorno che impegna il Governo a valutare ulteriori iniziative normative.

Confronto europeo: Berlino, Vienna, Madrid e gli altri modelli

Il dossier parlamentare allegato alla riforma individua due principali modelli europei:

Modello “città-Stato”

(competenze comunali e regionali unificate)

  • Berlin
  • Vienna
  • Zagreb

Modello a livelli distinti

  • Brussels
  • Madrid
  • Budapest

Il modello italiano resta peculiare: Roma continuerebbe infatti a rimanere all’interno della Città metropolitana di Rome, con possibili sovrapposizioni normative in alcune materie, come segnalato dallo stesso dossier della Camera.

Iter e prossime tappe

Per diventare legge costituzionale, il testo dovrà:

  • essere approvato dal Senato (prima lettura)
  • tornare alla Camera per la seconda lettura
  • essere approvato nuovamente dal Senato

Se nella seconda deliberazione di ciascuna Camera non si raggiungeranno i due terzi dei componenti, potrà essere richiesto referendum costituzionale confermativo.

In quel caso saranno i cittadini italiani a decidere in via definitiva.

Disposizioni transitorie

L’articolo 2 del disegno di legge disciplina la transizione.

Roma Capitale potrà esercitare le nuove funzioni legislative a partire dalle prime elezioni dell’Assemblea capitolina successive all’entrata in vigore della legge costituzionale.

Nel frattempo continueranno ad applicarsi:

  • le leggi della Regione Lazio
  • le disposizioni vigenti sull’ordinamento di Roma Capitale

A Roma Capitale si applicheranno inoltre gli articoli 118, 119, 120, 127 e 134 della Costituzione.

Restano tuttavia aperti alcuni profili tecnici evidenziati dal dossier parlamentare, in particolare sul coordinamento costituzionale e sui possibili conflitti di competenza con la Regione Lazio e con la Città metropolitana di Roma.