Politiche ambientali Legal Smart Road Bonus edilizi, al via i maxi‑controlli del Fisco: multe fino a 8.264 euro per chi non aggiorna la rendita catastale Laura Biarella 04 May 2026 Eco-News Energia Italia Sostenibilità Bonus edilizi, l’Agenzia delle Entrate intensifica le verifiche sugli immobili che hanno beneficiato di Superbonus, Ecobonus e Sismabonus senza l’obbligatorio aggiornamento catastale. Già inviate 45.000 lettere di compliance. Sanzioni da 1.032 a 8.264 euro, con effetti anche su IMU, TARI e compravendite. Stretta senza precedenti, quasi un immobile su due è irregolare L’Agenzia delle Entrate ha avviato un piano di controlli sistematici sugli immobili che hanno usufruito dei bonus edilizi, quali Superbonus 110%, Ecobonus e Sismabonus, senza che i proprietari abbiano aggiornato la rendita catastale dopo i lavori. Secondo il Documento di Finanza Pubblica 2026, approvato dal Governo il 22 aprile, su 3.500 pre‑controlli conclusi al 31 dicembre 2025, 1.550 immobili risultano irregolari: quasi il 50%. Una quota enorme, che conferma quanto l’obbligo di aggiornamento catastale sia stato ignorato. Tra il 2026 e il 2027 l’Agenzia ha già inviato 45.000 lettere di compliance, ma il programma è molto più ampio: 20.000 segnalazioni nel 2026 40.000 nel 2027 60.000 nel 2028 per un totale di 120.000 controlli. Le verifiche incrociano dati catastali, documentazione tecnica e rilevazioni georeferenziate, incluse immagini satellitari: se emerge una difformità, scatta la comunicazione. Obbligo che esiste da decenni Molti proprietari credono che l’obbligo di aggiornamento catastale sia nato con il Superbonus. In realtà, è previsto da oltre 80 anni. Il quadro normativo è chiaro: Regio Decreto n. 652/1939, art. 20, D.M. n. 701/1994. La legge impone di presentare la dichiarazione di variazione catastale entro 30 giorni dalla fine dei lavori che modificano consistenza, superficie o destinazione d’uso dell’immobile. La Legge di Bilancio 2024 ha rafforzato i controlli per chi ha beneficiato di Ecobonus e Sismabonus al 110%, considerato l’aumento di valore e di efficienza energetica degli edifici. Sanzioni da 1.032 a 8.264 euro Chi non aggiorna la rendita catastale rischia una sanzione amministrativa compresa tra: 1.032 euro (minimo) 8.264 euro (massimo) L’importo cresce in base al ritardo. Ravvedimento operoso, quanto si risparmia La normativa consente di regolarizzarsi spontaneamente con costi molto più bassi: entro 90 giorni, 103,20 euro entro 1 anno, 129 euro entro 2 anni, circa 147 euro Un risparmio enorme rispetto alla sanzione piena. Non solo multe, stop alle compravendite e IMU più alta Le conseguenze non si fermano alla sanzione. Blocco degli atti Se il proprietario non si adegua, l’Agenzia può attribuire una rendita presunta d’ufficio (art. 19, comma 10, D.L. n. 78/2010). Fino alla presentazione del Docfa, l’immobile: non può essere venduto non può essere affittato non può essere trasferito per successione Dal 2010, infatti, la regolarità catastale è condizione obbligatoria per qualsiasi rogito. IMU e TARI più care L’aggiornamento della rendita comporta un aumento automatico delle imposte locali. Secondo i dati del Governo, su circa 500.000 immobili che hanno beneficiato del Superbonus, 390.000 hanno migliorato di almeno tre classi energetiche, con obbligo di variazione catastale e conseguente incremento dell’IMU sulle seconde case. In un contesto di forte pressione europea sui conti pubblici, aggravata dal costo del Superbonus, è improbabile che il Fisco allenti i controlli.