HumanX Politiche ambientali Smart Road Italia, ratificato il Protocollo ONU su Acqua e Salute per proteggere risorse idriche e cittadini Laura Biarella 06 May 2026 Acqua e Salute, l’Italia aderisce ufficialmente al relativo Protocollo internazionale: più tutela delle risorse idriche, prevenzione sanitaria, sistemi di allerta e gestione sostenibile. Nessun nuovo costo per lo Stato. Passo strategico per sicurezza idrica e sanitaria del Paese Con la Legge 10 aprile 2026, n. 64, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 5 maggio 2026, l’Italia ratifica il Protocollo su acqua e salute della Convenzione ONU del 1992 sulla protezione e l’utilizzo dei corsi d’acqua transfrontalieri e dei laghi internazionali. Il provvedimento autorizza il Presidente della Repubblica alla ratifica e dispone l’esecuzione integrale del Protocollo, che punta a garantire acqua sicura, sistemi di depurazione efficienti e una gestione sostenibile delle risorse idriche. Nel testo si legge che il Protocollo mira a “promuovere […] la protezione della salute e del benessere umano […] migliorando la gestione idrica […] e prevenendo, controllando e riducendo le patologie connesse con l’utilizzo delle acque”. Cosa prevede il Protocollo: acqua sicura, depurazione, prevenzione sanitaria Il documento internazionale, firmato a Londra nel 1999, introduce un quadro avanzato di tutela idrica e sanitaria. Tra i punti chiave: 1. Accesso universale all’acqua potabile Le Parti si impegnano a garantire «forniture adeguate di acqua potabile salubre» e a proteggere le fonti idriche da inquinamento agricolo, industriale e urbano . 2. Depurazione e gestione delle acque reflue Il Protocollo richiede sistemi di raccolta e depurazione efficienti per ridurre rischi sanitari e impatti ambientali. 3. Prevenzione delle patologie legate all’acqua Sono previste misure per evitare epidemie e malattie connesse all’uso di acque contaminate, incluse quelle destinate alla balneazione, all’acquacoltura e all’irrigazione. 4. Sistemi di allerta rapida e piani di emergenza Ogni Stato deve istituire sistemi di sorveglianza e risposta rapida per incidenti idrici, contaminazioni e fenomeni meteorologici estremi. 5. Partecipazione pubblica e trasparenza Il Protocollo valorizza l’accesso alle informazioni e la partecipazione dei cittadini nei processi decisionali su acqua e salute. Obiettivi nazionali: qualità dell’acqua, riduzione delle epidemie, monitoraggio continuo Gli Stati aderenti devono fissare obiettivi nazionali e locali su: – qualità dell’acqua potabile – copertura dei sistemi di depurazione – riduzione delle patologie idro-correlate – gestione delle acque reflue – protezione delle fonti idriche – pubblicazione periodica dei dati sulla qualità dell’acqua Il testo prevede che “ciascuna Parte istituisce e pubblica obiettivi […] per garantire un livello elevato di protezione contro le patologie connesse con l’utilizzo delle acque”. Cooperazione internazionale e gestione delle acque transfrontaliere Il Protocollo rafforza la collaborazione tra Stati per: – condividere dati e sistemi di allerta – gestire congiuntamente bacini idrografici transfrontalieri – prevenire impatti sanitari oltre confine – coordinare piani di emergenza Un punto cruciale per l’Italia, che condivide bacini idrici con Francia, Svizzera, Austria e Slovenia. Nessun costo aggiuntivo per lo Stato La Legge 64/2026 include una chiara clausola finanziaria: dall’attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le attività saranno svolte con risorse già disponibili. Entrata in vigore La legge è operativa dal 6 maggio 2026, il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.