Lavoratori mobili, ok in Commissione UE alle nuove regole su sussidi e tutele 

Lavoratori mobili, ok in Commissione UE alle nuove regole su sussidi e tutele 

Lavoratori mobili, la Commissione Occupazione del Parlamento europeo approva l’accordo provvisorio con il Consiglio sulle nuove norme per il coordinamento della sicurezza sociale: criteri più chiari per stabilire quale Paese è competente, regole aggiornate su disoccupazione, prestazioni familiari e assistenza a lungo termine, più controlli contro frodi e letterbox companies. Ora il testo passa al voto finale in plenaria.

Regole più chiare per chi vive e lavora oltre confine

La Commissione Occupazione e Affari sociali (EMPL) del Parlamento europeo ha approvato con 47 voti favorevoli, 3 contrari e 4 astensioni l’accordo provvisorio con gli Stati membri sulle nuove norme di coordinamento della sicurezza sociale.

L’obiettivo è garantire equità, trasparenza e certezza giuridica ai milioni di cittadini che vivono o lavorano in un altro Paese UE, distribuendo in modo più equilibrato gli oneri tra gli Stati membri.

Il pacchetto introduce criteri più chiari per stabilire quale legislazione previdenziale si applica, rafforza la cooperazione amministrativa e punta a contrastare abusi e frodi, incluse le società di comodo.

Disoccupazione, sei mesi di tutele per chi cerca lavoro all’estero

Le nuove norme chiariscono come sommare i periodi di lavoro, assicurazione o attività svolti in diversi Paesi UE per accedere alla disoccupazione.

Il Paese competente sarà quello in cui il lavoratore ha operato per almeno un mese continuativo.

Chi si trasferisce in un altro Stato membro per cercare lavoro potrà continuare a ricevere l’indennità dal Paese d’origine per sei mesi, con possibilità di estensione fino al termine del diritto.

Per i lavoratori transfrontalieri, se l’attività è stata svolta per 22 settimane continuative in uno Stato, sarà quest’ultimo a pagare le prestazioni.

Prestazioni familiari, più equità per chi riduce l’orario per i figli

Si distingue tra prestazioni familiari in denaro, pensate per compensare la perdita di reddito quando un genitore riduce o lascia il lavoro per occuparsi dei figli, e altre forme di sostegno.

Si intende favorire una più equa condivisione delle responsabilità familiari.

Ma pure eliminare disincentivi economici per i genitori che scelgono di ridurre l’orario.

Assistenza a lungo termine, definizioni uniformi e più certezza

Per la prima volta viene introdotta una definizione comune di prestazioni di assistenza a lungo termine, accompagnata da un elenco armonizzato delle misure coperte.

Questo aumenta la certezza giuridica per chi necessita di cure e per chi le presta, soprattutto in situazioni transfrontaliere.

Lavoratori distaccati, notifiche obbligatorie e più controlli

I lavoratori inviati temporaneamente all’estero restano assicurati nel Paese d’origine per un massimo di 24 mesi, a condizione che fossero già coperti da almeno 3 mesi.

Viene introdotto un sistema di notifica preventiva obbligatoria per le attività in un altro Stato membro.

Le eccezioni riguardano viaggi d’affari e attività brevi fino a 3 giorni, escluso il settore delle costruzioni.

Chi lavora in più Paesi, criteri uniformi per individuare l’impresa

Per chi opera in due o più Stati membri, il testo chiarisce come individuare la “sede di attività” dell’azienda.

Si considerano elementi come luogo delle decisioni essenziali, generazione del fatturato e sede delle assemblee.

Cittadini economicamente inattivi, obbligo di copertura sanitaria

In linea con la giurisprudenza della Corte di giustizia, i cittadini mobili non attivi dovranno disporre di un’assicurazione sanitaria completa nel Paese ospitante.

La voce della relatrice

Per la relatrice il voto rappresenta “un passo decisivo verso regole più eque e applicabili”, capaci di proteggere i diritti dei lavoratori e rafforzare la fiducia tra sistemi nazionali.

Prossimi passi

Il testo passa ora al voto in plenaria e successivamente al Consiglio per l’adozione formale.