Incarichi legali nella Pa, il Consiglio di Stato porta il caso in Europa: cosa cambia per Comuni e avvocati

Incarichi legali nella Pa, il Consiglio di Stato porta il caso in Europa: cosa cambia per Comuni e avvocati

Incarichi legali nella PA. Il Consiglio di Stato rimette alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea una questione destinata a cambiare il rapporto tra pubbliche amministrazioni e avvocati del libero foro. Con l’ordinanza n. 3462/2026 pubblicata il 4 maggio, i giudici amministrativi chiedono all’Europa di chiarire se gli incarichi legali affidati dagli enti pubblici debbano davvero sottostare agli obblighi di tracciabilità, CIG e contributi ANAC oppure se, trattandosi di incarichi fiduciari, debbano restare completamente fuori dal Codice degli appalti. Una decisione che potrebbe avere effetti rilevanti anche per Comuni, Province e Regioni.

Il ricorso degli avvocati amministrativisti contro ANAC

La vicenda origina dal ricorso promosso dall’Unione Nazionale Avvocati Amministrativisti contro Autorità Nazionale Anticorruzione.

L’associazione ha contestato la delibera ANAC n. 584 del 19 dicembre 2023 che confermava, anche per i servizi legali esclusi dal Codice dei contratti pubblici, l’obbligo di:

  • acquisire il CIG
  • garantire la tracciabilità dei flussi finanziari
  • versare il contributo ANAC
  • rispettare criteri minimi di trasparenza nella selezione dei professionisti

Secondo i ricorrenti, questi adempimenti rappresentano un aggravio burocratico che snatura il rapporto fiduciario tra ente pubblico e avvocato incaricato della difesa in giudizio.

Cosa dice il Codice Appalti sui servizi legali

Il nodo interpretativo riguarda il nuovo Codice dei contratti pubblici (D.lgs. n. 36/2023).

L’articolo 56 stabilisce che i servizi legali sono esclusi dall’applicazione ordinaria delle regole sugli appalti pubblici. Tuttavia l’articolo 13 prevede comunque il rispetto dei principi di:

  • trasparenza
  • pubblicità
  • imparzialità
  • concorrenza
  • proporzionalità

Inoltre resta applicabile l’articolo 222 che attribuisce ad ANAC poteri di vigilanza anche sui contratti esclusi.

La questione del rapporto fiduciario tra ente e avvocato

Secondo i legali ricorrenti, l’incarico difensivo ha natura profondamente fiduciaria.

La stessa Corte di Giustizia europea, nella sentenza C-264/18 del 2019, aveva sottolineato che il rapporto tra avvocato e cliente è basato su:

  • fiducia personale
  • riservatezza
  • libera scelta del difensore

Elementi difficilmente compatibili con logiche concorrenziali tipiche degli appalti pubblici.

Per questo motivo, secondo i ricorrenti, gli enti pubblici dovrebbero poter nominare direttamente i propri difensori senza ulteriori passaggi amministrativi.

Rinvio alla Corte di Giustizia Ue

Il Consiglio di Stato non ha deciso nel merito in via definitiva.

Con l’ordinanza n. 3462/2026 ha invece scelto di rinviare la questione alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea per chiarire se la normativa italiana abbia introdotto obblighi eccessivi rispetto al diritto europeo.

I giudici evidenziano infatti che il quadro giurisprudenziale interno non è ancora consolidato e che serve un chiarimento definitivo da parte dell’Europa.

Cosa cambia per Comuni e amministrazioni locali

La decisione europea potrebbe avere effetti diretti su:

  • Comuni
  • Province
  • Regioni
  • enti partecipati
  • società pubbliche

Se la Corte Ue dovesse bocciare il sistema italiano, gli enti locali potrebbero tornare ad affidare incarichi legali esterni con procedure molto più snelle.

Al contrario, una conferma dell’impianto normativo attuale consoliderebbe l’obbligo di maggiore trasparenza negli affidamenti agli avvocati esterni.

Tema particolarmente rilevante per le amministrazioni locali che ogni anno affidano numerosi incarichi per contenziosi amministrativi, civili e tributari.

Perché questa sentenza è strategica per la Pa

La pronuncia europea potrebbe ridefinire il confine tra:

  • semplificazione amministrativa
  • trasparenza pubblica
  • autonomia professionale degli avvocati
  • controllo anticorruzione

Un equilibrio delicato che riguarda migliaia di enti italiani e che potrebbe modificare radicalmente il sistema di affidamento degli incarichi legali pubblici nei prossimi mesi.

Per la Pubblica amministrazione locale si tratta di una partita cruciale tra semplificazione e controlli.