Trasporto pubblico in Calabria: il futuro è un rebus da 137 milioni

Trasporto pubblico in Calabria: il futuro è un rebus da 137 milioni

Calabria, il futuro del Trasporto Pubblico resta incerto: tra proroga e gara europea sono in gioco 2.500 posti di lavoro

Proroga o gara europea? Questa è la domanda che tiene in ansia 2.500 lavoratori, decine di aziende e i sindacati calabresi. Il 31 dicembre scade l’ennesima proroga degli affidamenti del trasporto pubblico locale. E nessuno sa ancora cosa succederà dopo.

Cosa c’è in gioco

Stiamo parlando di 137 milioni di euro all’anno. Non noccioline. Nel dettaglio:

  • 92 milioni per il trasporto extra-urbano (le linee tra città e paesi)
  • 32 milioni per quello urbano (i bus in città)
  • Più i costi per rinnovi contrattuali e contributi

Una torta così grossa attira tanti appetiti. E non solo locali. Se la Regione Calabria decidesse di aprire il mercato con un bando europeo, potrebbero arrivare operatori stranieri pronti a fare concorrenza spietata alle aziende calabresi.

Ed è proprio questo che spaventa.

Le aziende si uniscono per difendersi

Fino all’anno scorso le aziende locali erano divise in sei consorzi. Adesso hanno deciso di confluire in un unico consorzio. Il messaggio è chiaro: insieme siamo più forti. Perché se arrivano i big europei, da soli non ce la farebbero.

I sindacati aspettano risposte

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Sergio Colosimo, segretario della Fit Cisl Calabria (il sindacato dei trasporti della Cisl), non usa giri di parole: «Stiamo aspettando di essere convocati dall’assessore Gianluca Gallo. Abbiamo sollecitato più volte un incontro, ma al momento non è dato sapere».

Il clima? «Non è dei migliori» ammette Colosimo. La programmazione del settore è ferma al 2019. Lo scenario della mobilità è cambiato completamente, sia in Italia che in Calabria. «È davvero difficile che si possa indire questo bando entro la scadenza del contratto» aggiunge.

I numeri che contano

Più di 2.500 lavoratori dipendono da questo settore. Le aziende servono un bacino di 30 milioni di persone all’anno. Sì, 30 milioni: sono tutti coloro che nel 2025 hanno usato almeno una volta i bus in Calabria.

Non stiamo parlando di un servizio marginale. È l’ossatura della mobilità regionale.

Cosa chiedono i sindacati

Prima di qualsiasi bando, Fit Cisl vuole un confronto serio con la Regione. Colosimo ha già incontrato i titolari delle aziende per capire esigenze e criticità. «È un settore molto frammentato, dobbiamo aiutarli ad affrontare questa sfida europea».

Le priorità secondo il sindacato:

  • Garantire continuità lavorativa alle aziende già presenti sul territorio
  • Innovare il parco mezzi (molti bus sono vecchi)
  • Innalzare la qualità del servizio
  • Puntare sulla sostenibilità economica e ambientale

Il dilemma della Cittadella

La Regione si trova davanti a un bivio. Da una parte c’è la proroga: lasciare tutto com’è, almeno per un altro po’. Dall’altra c’è il bando europeo: aprire il mercato, rischiare che arrivino multinazionali dei trasporti a “mangiarsi” le aziende locali ma, magari, migliorare il servizio.

Il tempo stringe

Mancano sei mesi alla scadenza. Sei mesi per decidere il futuro di un settore che muove quasi 140 milioni all’anno e dà lavoro a 2.500 persone. Sei mesi in cui aziende e sindacati aspettano di capire quale strada prenderà la Regione.