Tech Legal Politiche ambientali Passaporto digitale di prodotto: dal 20 luglio attivo il registro Ue, la "carta d'identità" delle merci Laura Biarella 19 July 2026 Digitalizzazione UE Scatta il 20 luglio l’infrastruttura europea prevista dal regolamento Ecodesign (ESPR): inquadrando un QR code sarà possibile risalire a materiali, impronta di carbonio, riparabilità, riciclabilità e filiera di un prodotto, europeo o importato. Ad accompagnare l’avvio, la Commissione europea ha appena aperto un portale ufficiale dedicato. Si parte dalle regole generali del registro, mentre gli obblighi veri e propri arriveranno per settore: le prime scadenze riguardano le batterie, dal 2027. Un registro europeo per tracciare ogni prodotto Dal 20 luglio entra in funzione il registro europeo dei passaporti digitali di prodotto, il tassello che rende operativa l’infrastruttura prevista dal regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili (ESPR), il testo che ha sostituito la precedente direttiva Ecodesign ampliandone il perimetro ben oltre l’efficienza energetica. Il passaggio è stato reso possibile dalla pubblicazione, il 15 luglio, della decisione di esecuzione che riconosce i primi standard tecnici armonizzati necessari a far dialogare tra loro i sistemi informatici delle imprese e delle autorità di controllo in tutta l’Unione. Non si tratta ancora dell’obbligo generalizzato di dotare ogni merce del proprio passaporto: l’ESPR è un regolamento quadro, che costruisce l’infrastruttura comune e rimanda a provvedimenti settoriali la definizione di quali dati inserire, con quale livello di dettaglio (modello, lotto o singolo articolo) e chi potrà consultarli. Un portale unico della Commissione per orientarsi A pochi giorni dall’avvio del registro, la Commissione europea ha reso disponibile una nuova pagina web dedicata al Passaporto digitale del prodotto, pensata come punto di riferimento unico per imprese, autorità pubbliche, consumatori e altri soggetti della filiera. Il portale raccoglie in un unico spazio l’introduzione agli obiettivi del DPP, la spiegazione di come funzionerà lungo tutto il ciclo di vita del prodotto, contenuti differenziati per i diversi tipi di utenti, oltre a notizie sull’attuazione, calendario di webinar ed eventi, domande frequenti e documentazione di supporto. La Commissione ha precisato che la pagina continuerà ad arricchirsi con nuove linee guida e risorse tecniche man mano che l’attuazione procederà settore per settore. Come funziona il Digital Product Passport Il Digital Product Passport (DPP) è un fascicolo digitale collegato a un identificativo univoco del prodotto, accessibile tramite un supporto leggibile elettronicamente, nella maggior parte dei casi un QR code, apposto sul bene, sulla confezione o nella documentazione di vendita. Il registro europeo non conterrà l’intero fascicolo di ogni prodotto: funzionerà piuttosto da indice centrale, con gli identificativi e i dati di registrazione obbligatori, mentre le informazioni di dettaglio resteranno nei sistemi dell’impresa responsabile o di un fornitore di servizi specializzato. Prima di immettere sul mercato un prodotto soggetto all’obbligo, l’operatore economico dovrà registrarne il passaporto e ottenere l’identificativo univoco. È previsto anche un collegamento con i sistemi doganali, da completare entro quattro anni, che consentirà di verificare anche le merci importate da Paesi extra-Ue al momento dell’ingresso nel mercato unico. Cosa si potrà scoprire inquadrando il codice Le informazioni accessibili cambieranno a seconda di chi effettua la scansione. Un consumatore potrà consultare gratuitamente, anche prima dell’acquisto, i dati utili alla scelta e all’uso del prodotto; un riparatore potrà accedere a informazioni tecniche più dettagliate; un riciclatore ai dati su materiali e sostanze presenti utili allo smontaggio; le autorità di vigilanza agli strumenti per controllare la conformità. Secondo quanto indicato dalla Commissione europea, a seconda del gruppo merceologico un passaporto digitale potrà includere: composizione del prodotto, informazioni sulla circolarità (contenuto riciclato, riparabilità, riciclabilità), impatto ambientale (tra cui l’impronta di carbonio), indicazioni per uso e manutenzione, informazioni sulla sicurezza, orientamento per il fine vita e dati sulla conformità normativa, oltre agli operatori coinvolti nella filiera. Non tutte le categorie di prodotto conterranno gli stessi dati: le informazioni rilevanti per una batteria non coincidono con quelle richieste per un capo di abbigliamento o per un materiale da costruzione. Prime deadline, si parte dalle batterie Il settore che aprirà la strada è quello delle batterie: dal 18 febbraio 2027 il passaporto digitale diventerà obbligatorio per le batterie dei veicoli elettrici, quelle dei mezzi di trasporto leggeri come e-bike ed e-scooter, e le batterie industriali sopra i 2 kWh di capacità. La Commissione europea ha confermato che, dopo le batterie, l’attuazione sarà estesa nel tempo ad altri gruppi di prodotti, indicando in particolare abbigliamento tessile, siderurgia e prodotti per l’edilizia. A queste priorità si affiancano, secondo il piano di lavoro ESPR, altri comparti con tempistiche indicative ancora da tradurre in atti delegati definitivi: ferro e acciaio dal 2026, alluminio e pneumatici dal 2027, mobili dal 2028 e materassi dal 2029. Cosa cambia per le imprese L’adempimento più oneroso non riguarderà tanto la pubblicazione dei dati quanto la loro raccolta. Per dichiarare con esattezza l’origine di una materia prima o la percentuale di materiale riciclato, un’azienda dovrà risalire l’intera catena di fornitura, spesso frammentata tra più Paesi e sistemi documentali eterogenei, verificare le informazioni ricevute dai fornitori e mantenerle aggiornate nel tempo. Gli stessi obblighi si applicheranno ai prodotti fabbricati fuori dall’Unione europea quando saranno immessi sul mercato interno: per le categorie interessate, la capacità di fornire dati strutturati e verificabili diventerà una condizione di accesso al mercato unico, tanto per i produttori europei quanto per gli importatori. In sintesi Da quando è attivo il registro europeo del passaporto digitale di prodotto? Dal 20 luglio 2026, in base al regolamento ESPR e alla decisione di esecuzione che riconosce i primi standard tecnici armonizzati, pubblicata il 15 luglio 2026. Il passaporto digitale è già obbligatorio per tutti i prodotti? No. Il registro attiva l’infrastruttura comune, ma gli obblighi effettivi arriveranno gradualmente, settore per settore, attraverso provvedimenti dedicati. Qual è il primo settore obbligato? Le batterie (veicoli elettrici, mezzi di trasporto leggeri, batterie industriali sopra i 2 kWh), con obbligo dal 18 febbraio 2027. Cosa si può scoprire inquadrando il QR code del prodotto? A seconda del profilo dell’utente: composizione dei materiali, impronta di carbonio, riparabilità, riciclabilità, istruzioni di smaltimento e operatori coinvolti nella filiera. Riguarda anche i prodotti importati da fuori Ue? Sì: per le categorie soggette all’obbligo, i requisiti si applicano anche alle merci fabbricate fuori dall’Unione europea e immesse sul mercato unico. Dove si trovano le informazioni ufficiali sul Passaporto digitale del prodotto? Sulla pagina web dedicata aperta dalla Commissione europea il 17 luglio 2026, che raccoglie guide, FAQ, aggiornamenti normativi e calendario di webinar sull’attuazione settoriale.